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Prevenzione incendi

Messa a terra ponteggi

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Il collegamento a terra di un ponteggio metallico può essere necessario per tre motivi:
1. il ponteggio è una struttura metallica di notevoli dimensioni situata all’aperto e deve essere protetta contro i fulmini, ai sensi del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro DLgs 81/08, art. 84 e All. IV, art. 1.1.8 (ex DPR 547/55, art. 39);
2. il ponteggio è una massa e deve essere protetta contro i contatti indiretti.
3. il ponteggio è una massa estranea e deve essere collegata allo stesso impianto di terra delle masse.
Esaminiamo brevemente te tre situazioni in cui occorre mettere a terra il ponteggio.
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Guida pratica antinfortunistica cantieri edili

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E' stata pubblicata la nona edizione della "Guida pratica all’antifortunistica nei cantieri edili". La guida si pone come obiettivo quello di fornire indicazioni pratiche per l’osservanza delle norme di igiene e sicurezza del lavoro riferibili a un cantiere tradizionale.
Il D.Lgs 81/08, che raccoglie tutte le leggi in materia di igiene e sicurezza del lavoro, tiene conto anche delle di numerose direttive europee in materia, definendo in particolare i diversi obblighi di organizzazione del lavoro. Le diverse possibilità organizzative prospettabili secondo
il testo di legge, unitamente all’estrema dinamicità operativa osservabile nei cantieri, rende particolarmente difficile trattare l’argomento in modo globale.
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Ellesic e i corsi di formazione WBT

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Nel corso del prossimo anno saranno disponibili online i corsi di formazione di Ellesic che utilizzano il WBT (Web Based Training). E' uno obiettivo importante che Ellesic intende perseguire diffondendo in questo modo la cultura della sicurezza. Il progetto prevede un percorso formativo in ventidue moduli. Nel progetto rientra anche la collaborazione con un Organismo Paritetico Territoriale ai sensi del comma 12 dell'art. 37 del D.Lgs. 81/2008 "La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori." Read More ...
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Prevenzione incendi: condannato lavoratore

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La Cassazione Penale (Sezione III – Sentenza n. 25205 del 23 giugno 2011 – Pres. De Maio – Est. Amoresano – P.M. Passacantando – Ric. P. G.) conferma la sentenza di condanna ad un operaio che lavorava in appalto presso un distributore stradale di GPL per omessa adozione di misure di sicurezza idonee ad evitare l’insorgenza di un incendio (in seguito all’uso di un apparecchio a fiamma libera quale una saldatrice elettrica su tubazioni fatiscenti di GPL – Gas di Petrolio Liquefatti).
La motivazione della conferma della condanna del lavoratore (alla pena -condonata- di euro 500,00 di ammenda per il reato di cui all’articolo 34 lettera b del D. P. R. 27 aprile 1955 n. 547) è che comunque anche (testualmente dalla sentenza) “il D.Lgs. n. 81/2008, articolo 59 (come sostituito dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106, articolo 36) prevede sanzioni penali anche per i lavoratori per la violazione dell’articolo 20 comma 2 lettera b), c), d), e), f), g), h) ed i), e articolo 43, comma 3, primo periodo. E tra le violazioni sopra indicate rientrano anche quelle riguardanti la osservanza delle disposizioni e delle istruzioni ai fini della protezione collettiva ed individuale, la corretta utilizzazione delle attrezzature di lavoro, delle sostanze e dei preparati pericolosi, nonché dei dispositivi di sicurezza, e la utilizzazione in modo appropriato dei dispositivi di protezione. E, secondo la contestazione, al ricorrente veniva addebitato di aver operato imprudentemente in violazione di idonee misure di sicurezza per cui vi è quindi ‘continuità normativa’.
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Valutazione del rumore in ambiente di lavoro

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A marzo 2011 è stata pubblicata la revisione della norma UNI 9432:2008, resasi necessaria dalla recente emanazione della nuova UNI EN ISO 9612, complementare ad essa. Entrambe sono finalizzate a valutare i livelli di esposizione giornaliera, settimanale e di picco utilizzabili per gli adempimenti previsti dalla legislazione vigente. La norma si applica a tutti gli ambienti di lavoro, ad esclusione di quelli per cui sono previste normative specifiche. La nuova UNI 9432, rispetto alla UNI EN ISO 9612, contiene puntualizzazioni in merito a particolari problemi, alcuni metodi semplificati per la valutazione dei livelli sonori di esposizione (utili per ridurre i tempi di misurazione e di calcolo, garantendo comunque l'affidabilità del risultato), i criteri di valutazione di aspetti non descritti nella UNI EN ISO 9612, e in specifico:
  • dei metodi di calcolo della protezione offerta dai DPI uditivi ed alla loro efficacia nelle situazioni reali di utilizzo;
  • un metodo per valutare il superamento o meno delle soglie previste dalla legislazione vigente.
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Rischio elettrico - Terza parte

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In questa parte analizzeremo un metodo per ridurre il rischio. Ricordiamo, innanzitutto, che un rischio può essere qualche volta eliminato, soluzione ottimale ma molto rara, e sempre ridotto.
Cercheremo, inoltre, di fornire una semplice definizione per il cosiddetto rischio accettabile.
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Rischio elettrico - Seconda parte

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Il concetto di rischio è un concetto composto che nasce dall’associazione di due concetti più semplici:
  • il concetto di danno o perdita
  • incertezza o possibilità del verificarsi del danno stesso.
In altre parole, il rischio può essere definito genericamente come “possibilità di danno”.
La definizione del rischio come “possibilità di danno” risulta però insufficiente qualora si intenda procedere ad una sua quantificazione in termini assoluti o si voglia operare un confronto tra diverse attività o opzioni. In tal caso è necessaria una definizione più rigorosa che consenta di indicare metodologie e strumenti per la quantificazione.
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Rischio elettrico - Parte prima

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Il Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” del Titolo III “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” riprende e sviluppa in modo specifico gli obblighi del datore di lavoro connessi alla presenza del rischio elettrico. Il datore di lavoro è obbligato a valutare i rischi di natura elettrica, comma 2 dell’art.80 ( “Obblighi del datore di lavoro” ), tenendo in considerazione tre aspetti fondamentali:
  • le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro considerando eventuali interferenze;
  • i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
  • tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
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