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Ponteggi

Guida pratica antinfortunistica cantieri edili

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E' stata pubblicata la nona edizione della "Guida pratica all’antifortunistica nei cantieri edili". La guida si pone come obiettivo quello di fornire indicazioni pratiche per l’osservanza delle norme di igiene e sicurezza del lavoro riferibili a un cantiere tradizionale.
Il D.Lgs 81/08, che raccoglie tutte le leggi in materia di igiene e sicurezza del lavoro, tiene conto anche delle di numerose direttive europee in materia, definendo in particolare i diversi obblighi di organizzazione del lavoro. Le diverse possibilità organizzative prospettabili secondo
il testo di legge, unitamente all’estrema dinamicità operativa osservabile nei cantieri, rende particolarmente difficile trattare l’argomento in modo globale.
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Ellesic e i corsi di formazione WBT

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Nel corso del prossimo anno saranno disponibili online i corsi di formazione di Ellesic che utilizzano il WBT (Web Based Training). E' uno obiettivo importante che Ellesic intende perseguire diffondendo in questo modo la cultura della sicurezza. Il progetto prevede un percorso formativo in ventidue moduli. Nel progetto rientra anche la collaborazione con un Organismo Paritetico Territoriale ai sensi del comma 12 dell'art. 37 del D.Lgs. 81/2008 "La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori." Read More ...
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Edilizia: otto regole vitali

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Anche se negli ultimi anni è aumentata la sicurezza per le macchine e le installazioni tecniche in generale, il pericolo di infortunio è sempre presente. Spesso è proprio il comportamento a rischio dei lavoratori a provocare un infortunio.
I motivi sono diversi: le regole apprese durante la formazione vengono disattese, in alcune aziende manca un codice comportamentale interno e spesso i lavoratori sono lasciati liberi di comportarsi come meglio credono.
Il SUVA suggerisce di elaborare e fissare le norme di sicurezza e di comportamento in stretta collaborazione con i dipendenti.
Non solo in questo modo è più facile che le regole siano maggiormente accettate, ma si può anche trarre utili spunti da eventuali obiezioni, proposte di miglioramento e osservazioni.
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Definizioni e chiarimenti lavori in quota

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Lavori in quota: attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad una altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile. Occorre ricordare, inoltre, che la mancanza di protezioni verso il vuoto, che espone il lavoratore al rischio di caduta dall'alto è fra le "gravi violazioni ai fini dell'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale", dunque non solo la sospensione dell'attività a rischio ma il blocco dell'intero esercizio dell'attività dell'impresa. Già tale sanzione dovrebbe indurre i datori di lavoro a riflettere sulle condizioni di sicurezza da predisporre per i posti di lavoro in quota e sulla importanza di una corretta valutazione del rischio ai fini della adozione di adeguati sistemi di prevenzione e/o di protezione. Read More ...
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Buone pratiche: cantieristica navale - Coibentazione


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I cantieri navali rappresentano tuttora ambienti di lavoro a rischio elevato di infortuni e di malattie professionali ancorché il progressivo inserimento di nuove tecnologie o le diverse modalità di organizzazione del lavoro abbiano realmente modificato le situazioni di rischio. In questo ambito produttivo per alcune lavorazioni non è ancora possibile sostituire l’intervento dell’uomo con processi automatizzati.
Le varie fasi di lavoro che si svolgono in cantiere sono così caratterizzate da rischi e pericoli potenziali che possono essere anche gravi. Read More ...
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Distacco degli impalcati dall'opera servita

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Il comma 2 dell’Articolo 138 - Norme particolari (Decreto Legislativo 81/2008) recita:
  • E’ consentito un distacco delle tavole del piano di calpestio dalla muratura non superiore a 20 centimetri.
Nella realtà, però, è molto spesso difficile mantenere nel corso dei lavori e per tutto il ponteggio la corretta distanza dall’opera servita. Le varie motivazioni possono essere ad esempio:
  • presenza aggetti (terrazzi, spioventi di tetti, grondaie, parti di impianto, ecc)
  • variazioni a causa delle lavorazioni eseguite (rimozione intonaci, rimozione isolamento da serbatoio, ecc.)
  • forma dell’opera servita (circolare, non regolare, ecc.)
  • ecc.
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