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Esposizione

Sovraccarico Biomeccanico arti superiori: schede di rischio

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Il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori è emerso inizialmente nel settore metalmeccanico e successivamente anche nel settore dell’industria, in agricoltura, nei servizi e nel mondo dell’artigianato. L’analisi e la gestione di tale rischio rappresenta una grande sfida dovuta dalla numerosità di compiti e cicli lavorativi e l’eterogeneità delle modalità e delle tempistiche di lavoro. Il metodo valutativo applicato è la Check-list OCRA, che ha il merito di considerare in maniera sintetica i fattori correlabili al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
Per approfondire puoi anche consultare SBAS: Sovraccarico Biomeccanico Arti Superiori. Read More ...
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Amianto: un rischio spesso non percepito

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L'Istituto Nazionale di Ricerca e Sicurezza francese (INRS) ha eseguito uno studio per verificare l'esposizione all'amianto degli addetti al settore idro-termosanitario. I risultati della campagna di misura, realizzata mediante l'utilizzo di un badge di prelievo, sono stati incrociati con le risposte ad un questionario somministrato ai lavoratori e mostrano che i lavoratori del settore non sono coscienti del rischio: il 40% degli individui esposti pensano di non essere mai entrati in contatto con le fibre di amianto. Per approfondire si può consultare: Banca Dati Ellesic Amianto e News EllESic Amianto. Read More ...
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Valutazione dei rischi: l'addetto alla sabbiatura

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Oggi pubblicheremo un articolo riguardante i profili di rischio nell’industria meccanica, in particolare “l’addetto alla sabbiatura”.
Innanzitutto è importante identificare il ruolo dell’addetto alla sabbiatura. Quest’ultimo è un lavoratore specializzato nella lavorazione di pulitura meccanica di componenti metallici tramite l’utilizzo di sabbia.
Questa lavorazione viene effettuata da una macchina chiamata sabbiatrice, nella quale vengono inseriti manualmente i pezzi di piccole dimensioni, e con l’aiuto del carroponte vengono inseriti i pezzi di dimensioni maggiori. Successivamente, l’operatore infila le mani dentro le apposite protezioni ricavate all’interno della macchina permettendogli di impugnare la pistola spara sabbia ed eseguire l’operazione di pulizia del pezzi. In fine, eseguita la sabbiatura, l’operatore estrae i pezzi lavorati e li pone in appositi contenitori.
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L’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio

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Dopo esserci interessati della valutazione dei rischi per l’utilizzo in sicurezza delle piattaforme di lavoro mobili in elevato (PLE), oggi pubblichiamo un articolo riguardante l’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio.
E’ importante prima sapere che le vibrazioni al sistema mano-braccio sono sollecitazioni meccaniche provocate da attrezzature di lavoro vibranti (trapani, martelli pneumatici, smerigliatrici, etc.), che arrivano al corpo umano attraverso i loro punti di contatto, in questo caso la mano. Quest’ultima, di conseguenza, trasmette le sollecitazioni all’avambraccio, al braccio ed alla spalla (sistema mano-braccio).
L’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio può causare diversi disturbi e patologie che si identificano in una vera e propria sindrome, chiamata “sindrome da vibrazioni al sistema mano-braccio”.
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Carrozzieri: dieci miti da sfatare

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Continua l'approfondimento di EllESic sui rischi presenti nelle attività di verniciatura dopo Agenti chimici in metalmeccanica, Nuove tecniche di verniciatura e rischi per la salute, Valutazione del rischio: nuove tecniche di verniciatura, Best practices: attività di verniciatura. In questa sede focalizzeremo l'attenzione sugli isocianati presenti nelle vernici. Molte delle sostanze utilizzate in carrozzeria richiedono un'attenta conservazione, manipolazione e controllo.
In particolare, le vernici contenenti isocianati, sono state, per molti anni, la principale causa di asma professionale nel Regno Unito e l'industria (nel suo complesso) è anche ai vertici per i casi di dermatite. Vernici contenenti isocianato sono ampiamente utilizzate nel settore della riparazione dei veicoli. Gli isocianati sono anche utilizzati in alcune vernici a base d'acqua, nella maggior parte delle mani di fondo e di quasi tutte le vernici. 'A base d'acqua' non significa 'isocianato-free', solo che è un'emulsione con un ridotto livello di solventi. Read More ...
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Esposizione lavorativa a polveri di legno

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L'INAIL ha pubblicato un opuscolo rivolto ai Servizi di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro e alle aziende che operano nel settore della lavorazione del legno. Tale settore, costituito da oltre 50 mila aziende con più di 170 mila addetti, rappresenta uno dei comparti a maggior rischio di infortuni: è collocato, infatti, al terzo posto delle attività più rischiose (dati INAIL-maggio 2011).
Al rischio infortunistico occorre aggiungere il rischio di sviluppo di malattie professionali quali neoplasie delle cavità nasali dovute all’inalazione di polveri generate durante la lavorazione.
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Agenti chimici in metalmeccanica

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Nel corso del triennio 2008-2010, nell’ambito delle attività dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Azienda USL di Piacenza, è stato attivato un progetto di Vigilanza e Controllo sui rischi che possono determinare danni riconosciuti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e sulle misure di Prevenzione e Protezione adottate dalle aziende e, in questo contesto, sono state interessate imprese di vari comparti produttivi del territorio.
Il progetto ha evidenziato che i rischi connessi alla presenza di agenti chimici pericolosi (con un particolare riferimento alle attività di saldatura e verniciatura) nel comparto metalmeccanico consentivano, per numero di imprese e omogeneità di rischio, un approccio che non fosse immediatamente di carattere ispettivo ma che coinvolgesse un gruppo potenzialmente rilevante di imprese attraverso un processo di “facilitazione” che è definito di Promozione e Assistenza.
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INAIL: Riduzione del rumore

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Pubblicato dall'Inail il manuale "Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro".
Il Manuale operativo “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”, approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro prevista dall’art. 6 del D.lgs. 1/2008, su proposta del Comitato 9 “Agenti chimici, fisici e biologici” di cui il Dipartimento Igiene del Lavoro esprime la segreteria tecnica, costituisce lo stato dell’arte italiano in materia di controllo del rumore tramite gli interventi di prevenzione tecnica primari e secondari e, in sinergia con la recente Norma UNI/TR 11347, costituisce un sopporto metodologico e operativo per gli adempimenti previsti dal capo II del Titolo VIII del D.lgs. 81/2008 volti all’eliminazione o riduzione al minimo del rischio rumore sulla base dell’attuale stato dell’arte della tecnologia.
Il Manuale si rivolge in primis ai datori di lavoro e, più in generale, a tutti i soggetti della prevenzione (RSPP, consulenti, progettisti, costruttori ecc.) e agli organi di vigilanza, come utile supporto operativo disponibile sia su internet, ai siti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.lavoro.gov.it e dell’INAIL www.inail.it.
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Ambienti sospetti di inquinamento o confinati

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Proprio al fine di incidere positivamente sul fenomeno infortunistico riducendo numerosità e gravità degli eventi incidentali, il legislatore decise di emanare il Decreto del Presidente della Repubblica del 14.09.2011, n° 177, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 260 dell’8/11/2011, entrato in vigore il 23/11/2011, che è un Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti “sospetti di inquinamento o confinati”. Nel DPR si definiscono le linee generali di una vera e propria strategia di contrasto agli infortuni relativi alle attività in tali ambienti, di cui fa parte integrante e fondamentale la predisposizione di buone prassi utili a indirizzare gli operatori.
In tale complessivo contesto l'INAIL ha sentito la necessità di realizzare un manuale pratico che rappresenti i contenuti di una procedura di sicurezza per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati così come previsto ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011, rivolto a quanti operano a vario titolo in tale settore e, soprattutto, a tutte quelle micro e piccole imprese che si occupano di bonifiche e/o manutenzione in ambienti confinati.
Il presente manuale, che prende come esempio una cisterna interrata, rappresenta il primo volume di una serie che avrà l’obiettivo di approfondire e fornire soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per i lavori da realizzare nelle diverse tipologie di ambienti sospetti di inquinamento o confinati, al fine di mettere a disposizione degli operatori un “catalogo” di soluzioni validate ed efficaci.
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Esposizione a silice libera cristallina (SLC)

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Il Gruppo di lavoro “Igiene Industriale “ del Network Italiano Silice (NIS) ha pubblicato il documento: "VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOCUMENTO DI LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DELL’ESPOSIZIONE PROFESSIONALE A “SILICE LIBERA CRISTALLINA”.Il problema dell’esposizione a Silice Libera Cristallina (SLC) nei luoghi di lavoro, infatti, è particolarmente rilevante, essendo questo agente di rischio presente in numerose attività lavorative. La SLC è infatti estremamente comune in natura e utilizzata in una vasta gamma di prodotti a uso civile e industriale.
La pericolosità di tale agente, già nota da tempo, è stata recentemente rivalutata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC 1997), che ha classificato quarzo e cristobalite nel gruppo 1 (l’agente è cancerogeno per l’uomo) nel caso dell’esposizione negli ambienti di lavoro
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Linee guida ISPRA/ARPA esposizione agenti chimici

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Presentate le linee guida frutto del progetto di collaborazione tra l’Università politecnica delle Marche, la Environment agency (England), la Scottish Environmental Protection Agency (Sepa), le Arpa della Basilicata, dell'Emilia Romagna, della Liguria, del Piemonte, della Campania, delle Marche e della Sicilia e il coordinamento del Centro interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” dell'ISPRA. Il titolo del documento è "Linee guida per la valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni". Read More ...
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Vademecum miglioramento delle attività calzaturiere

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Il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) della ASL di Pavia, dalla Clinica del Lavoro «Luigi Devoto» di Milano e dalla Unità Organizzativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro (UOOML) - Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia hanno prodotto il vademecum per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori nel settore calzaturiero. Il vademecum è stato, quindi, approvato con Decreto 1864 del 7 marzo 2012 dalla Regione Lombardia. Lo scopo del lavoro è di: Read More ...
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Linee Guida amianto Regione Sicilia

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E' stata pubblicata nel n° 7 del 17 febbraio 2012 della GURS dall'Assessorato della Salute della Regione Sicilia la Circolare 21 dicembre 2011, n. 1285 "Linee guida sulle misure di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti al rischio amianto durante i lavori di manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché di bonifica delle aree interessate." Il fine è stato quello di fornire indicazioni sul modello organizzativo da adottare per la trattazione della problematica, con l’obiettivo di realizzare una linea guida che rendesse uniformi e omogenee su tutto il territorio regionale le procedure utilizzate dalle AA.SS.PP. e dalle aziende coinvolte nelle attività di manutenzione e rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti. Read More ...
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Guida contro il freddo

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Le ondate di freddo intenso, possono provocare problemi alla salute. Oltre che l’incremento di sindromi influenzali, le basse temperature possono causare, infatti, anche una recrudescenza della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo scheletrico. Nelle condizioni più estreme, si possono verificare anche casi di ipotermia ed assideramento.
Il Ministero della Salute ha messo a punto una guida ed un decalogo per prevenire e combattere gli effetti delle basse temperature sulla salute. Si tratta di alcune semplici regole per affrontare nel migliore dei modi il periodo più freddo dell'anno e proteggersi dai malanni dell'inverno. Read More ...
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HWL: scelta dell'APVR

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Gli APVR (Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie) vengono utilizzati in molti luoghi di lavoro per tutelare i lavoratori quando si lavora con sostanze pericolose, come gas, solventi, prodotti chimici in polvere e spruzzi. Gli APVR sono dotati di varie forme di facciale, quali caschi, visiere, cappe o maschere.
L'APVR deve essere utilizzato solo come ultima opzione finale dopo aver preso altre misure ragionevoli per controllare l'esposizione, e migliorare la qualità dell'aria e di ventilazione nell'area di lavoro. L'utilizzo dell'APVR dovrebbe essere un chiaro risultato della valutazione del rischio.
Se si utilizzano gli APVR potrebbe essere utile sapere che l'Healty Working Lives ha pubblicato un'interessante sezione sugli APVR ovviamente in lingua inglese.
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La sicurezza nelle celle frigorifere

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L’art. 63 del T.U., comma 1, rinvia all’allegato IV per le disposizioni di dettaglio inerenti la sicurezza e relative ai luoghi di lavoro, prevedendo al punto 1.9.2.5., in relazione all’argomento in esame, che “quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.
I lavoratori che prestano la loro attività in ambienti a basse temperature devono essere dotati, in virtù della disciplina dettata in generale dal titolo III del T.U., di dispositivi di protezione individuale idonei a garantire loro adeguata protezione contro il freddo (giubbotti, guanti, tute, ecc). Read More ...
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Nuove tecniche di verniciatura e rischi per la salute

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Giuseppe Bulla (consulente ambientale) e Luigi Perbellini (Medicina del lavoro di Verona) hanno pubblicato una relazione riguardante il passaggio dalle vernici classiche a “solventi” a quelle “ad acqua”. Tale cambiamento ha segnato una evoluzione tossicologica molto importante nel ridurre i possibili effetti tossici, nel migliorare la qualità dei prodotti e nel limitare l’inquinamento ambientale.
Nella relazione, poi, sono state confrontate e discusse le vecchie e nuove “ricette” per la preparazione di vernici e smalti.
In ultimo è presente un'interessante sintesi della letteratura internazionale riguardante i dati epidemiologici sui verniciatori e nella quale vengono descritti gli effetti tossici in ambito sperimentale che sono stati segnalati per alcuni solventi delle vernici ad “acqua”.
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Misura dell'esposizione professionale ai COV

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E' stato pubblicato dall'INRS un articolo che presenta i dati di esposizione ai composti organici volatili (COV), misurati più frequentemente tra il 2003 e il 2010 e soggetti a un limite di esposizione professionale (OEL). I nove agenti cancerogeni, mutageni, teratogeni (CMT) o sospetti secondo la classificazione europea e l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), più comunemente misurati sono stati prima identificati:
  • toluene
  • stirene
  • formaldeide
  • etilbenzene
  • diclorometano
  • n-esano
  • tetracloroetilene
  • tricloroetilene
  • benzene.
In una seconda fase, i dieci COV soggetti ad un limite di esposizione professionale senza essere classificate come CMT sono stati identificati in base a una scomposizione dei dati per gli scenari di esposizione per evidenziare dei contesti specifici quali: industria , il commercio o attività. In entrambi i casi, gli indicatori di esposizione presentati sono una serie di descrittori statistici, integrati dall'indice di esposizione e la tendenza negli otto anni di studio (2003-2010). Read More ...
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Valori Limite di Esposizione del HSE

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L'HSE britannico ha pubblicato una revisione del EH40/2005 Workplace exposure limits Containing the list of workplace exposure limits for use with the Control of Substances Hazardous to Health Regulations (as amended) (EH40/2005 Limiti di esposizione - Contenente l'elenco dei limiti di esposizione sul posto di lavoro da utilizzare per il controllo delle sostanze pericolose per la salute (e successive modifiche)).
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Rischio biologico: 30 schede dall'INAIL

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Tranne poche eccezioni legate ad alcune attività lavorative tra cui gli ambienti sanitari, il rischio biologico è spesso poco conosciuto e presumibilmente sottostimato in molti luoghi di lavoro. Pertanto, proprio al fine di sottolineare l’importanza della valutazione e della prevenzione di tale rischio, la Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (CONTARP) dell’INAIL ha avviato un’intensa campagna informativa e formativa, che ha già visto la pubblicazione di una prima serie di quindici schede tecnico-informative aventi l’obiettivo di mettere in evidenza il rischio biologico nei più svariati ambienti di lavoro. In questa occasione il CONTARP ha redatto un volume dal titolo "Il rischio biologico negli ambienti di lavoro" all'interno del quale sono contenute 30 schede, che analizzano il rischio biologico presente in altrettante attività. Read More ...
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Le nuove tecniche di saldatura e rischi per la salute

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G. Marina La Vecchia e Piero Maestrelli in questo lavoro richiamano i vantaggi derivanti dagli interventi sulla regolazione elettrica dell’arco con corrente pulsata e viene descritta la tecnica di saldatura per frizione che garantisce la continuità del giunto grazie alla formazione di una zona plasticizzata per attrito. La saldatura per frizione non produce zona fusa e non genera fumi, radiazioni o rumore, non richiede gas di protezione e ha inoltre il vantaggio di essere una tecnica a basso consumo di energia. Read More ...
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Valutazione del rischio: nuove tecniche di verniciatura

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Negli ultimi 20 anni il mondo delle vernici ha avuto una evoluzione molto marcata che ha permesso di raggiungere tre obiettivi fondamentali:
  • miglioramento delle caratteristiche tossicologiche dei componenti dei prodotti vernicianti
  • riduzione dell’impatto ambientale attraverso la formulazione di nuovi prodotti a più basso tenore di solventi, a polvere, a base acquosa
  • adozione di nuove tecniche applicative, che hanno ridotto gli sprechi di prodotto, generando meno rifiuti ed una consistente riduzione delle emissioni atmosferiche
  • miglioramento della durabilità (resistenza alla corrosione) e dell’aspetto estetico delle vernici con conseguente maggior durata dei manufatti e loro migliore utilizzo.
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Valutazione del rischio: algoritmi per il rischio chimico

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Il modello Stoffenmanager è stato sviluppato in Olanda dalla TNO (Netherlands Organisation for Applied Scientific Research) (www.stoffenmanager.nl) come aiuto alle piccole e medie imprese nell'adempiere agli obblighi del REACH. É un modello collocato a metà tra Tier 1 e Tier 2 e consente un buon grado di affinamento per la stima dell’esposizione inalatoria dei lavoratori. E' preferito al TRA quando è necessario un maggior grado di affinamento. Il modello è web-based e nonostante sia molto ricco nella dotazione di parametri che possono essere immessi è abbastanza semplice nel suo utilizzo. É anche possibile avere una valutazione qualitativa dell’esposizione dermica. Read More ...
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Valutazione del rischio: stress termico da calore

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Lo scopo principale della valutazione del rischio relativa allo stress termico da calore negli ambienti di lavoro non è di quantificare il rischio bensì di prevenirlo o ridurlo.
Il numero di situazioni lavorative con problemi relativi al microclima sono moltissime e sarebbe inutile pensare di studiarle tutte nel dettaglio. La strategia di valutazione proposta dalla ISO 15265:2004, metodologia in quattro fasi introdotta nella prima parte, ha lo scopo di determinare quando ed in quali circostanze c'è un problema e quali informazioni ricercare e valutare per migliorare le condizioni nell'ambiente di lavoro. In questa sede saranno analizzate le prime due fasi della valutazione:
  1. screening
  2. osservazione.
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Valutazione del rischio: autoveicoli aziendali

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Molto raramente il datore di lavoro o chi esegue materialmente la valutazione del rischio considera l'uso degli autoveicoli aziendali da parte dei dirigenti, dei commessi, dei manutentori, ecc..
Gli incidenti stradali in Italia sono la principale causa di morte per i lavoratori. Nel 2008 il 54,5% degli infortuni mortali per cause lavorative è avvenuto proprio sulla strada, tra infortuni in itinere e infortuni propriamente detti.
Su un totale di 1.120 morti bianche, 335 decessi (il 29,9%) si sono verificati durante lo svolgimento delle mansioni lavorative su strada e 276 (il 24,6%) sono da attribuire al percorso casa/lavoro.
Pertanto, nella valutazione dei rischi si dovranno considerare le fonti di rischio derivanti dall'uso del veicolo aziendale ed in particolare dalle:
  • condizioni del veicolo;
  • condizioni del guidatore;
  • durata e tipologia del viaggio.
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Valutazione del rischio: stress termico da calore

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E' sempre difficile valutare in quali condizioni microclimatiche è possibile eseguire un lavoro qualunque esso sia. In questa occasione cercheremo di analizzare il contenuto della norma ISO 15265:2004 - "Risk assessment strategy for the prevention of stress discomfort in thermal working condition" e quindi:
  1. la valutazione dello stress termico o di discomfort è orientata verso la prevenzione e/o il controllo delle condizioni di lavoro in condizioni di caldo o di freddo;
  2. il rischio di danni causati dal caldo e dal freddo è calcolato solo se richiesto ai fini preventivi;
  3. la strategia è ralativa ad un individuo medio. Le differenze tra i singoli individui sono prese in considerazione, sotto il controllo del medico, solo nell'ultima fase della valutazione.
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Sostanze chimiche: effetti sulla pelle

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Più di 13 milioni di lavoratori negli Stati Uniti hanno un lavoro che provoca l'esposizione della pelle alle sostanze chimiche, ecco alcuni settori dove solitamente si riscontra l'esposizione:
• Agricoltura
• Produzione
• Servizi
• Trasporti / Utility
• Costruzione
• Vendite.
I problemi e le malattie della pelle sono gli incidenti mancati più frequentemente segnalati dai lavoratori. I costi del lavoro relativi ai problemi della pelle superano 1 miliardo di dollari l'anno negli Stati Uniti.
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Acconciatori e centri estetici - Seconda parte

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DECRETO 12 maggio 2011, n. 110 "Regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attivita' di estetista."
Si attendeva da 21 anni e con l'estate è arrivato il decreto interministeriale (ministero dello Sviluppo economico e ministero della Salute) che rivoluziona i centri estetici sia per gli utenti che per gli stessi operatori. Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 luglio, è entrato in vigore il 30 luglio. Da adesso, dunque, i centri di bellezza dovranno adeguarsi alle direttive stabilite: macchinari, procedure, nuove regole e raccomandazioni per chi decide di fare impresa in questo settore.
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SBAS: Sovraccarico Biomeccanico Arti Superiori

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Le malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, indicate con vari acronimi (CTD, WMSD’s, etc) sono rappresentate da patologie a genesi plurifattoriale, largamente diffuse, generalmente ricollegabili ad alterazioni locali o generali, ma anche a condizioni “fisiologiche” quali l’età ed il sesso, nonché a sollecitazioni biomeccaniche ripetute che si possono verificare in attività domestiche, sportive e ricreative, oltre che in quelle lavorative.
Il rischio, nell’ambito di una lavorazione, si configura nell’interazione di quattro fattori principali: la ripetitività (frequenza o numero di azioni al minuto, in rapporto anche all’intero turno lavorativo), l’impegno di forza, la postura/i gesti lavorativi incongrui, gli inadeguati periodi di recupero (pause compensative). Ad essi possono aggiungersi fattori complementari, quali il microclima sfavorevole, l’uso di guanti di protezione non idonei, i contraccolpi e/o i movimenti bruschi, le compressioni localizzate, con effetto di amplificazione del rischio.
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Acconciatori e centri estetici - Prima parte

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In Italia la distribuzione degli acconciatori è tra le più elevate fra i paesi dell’Unione Europea. In particolare risulta dai dati INAIL che alla categoria “barbieri, parrucchieri e simili” fanno capo circa 100.000 esercizi.
Il numero medio di addetti per ogni struttura non supera generalmente le poche unità tranne una piccola percentuale di esercizi.
Ai prodotti utilizzati per la cura dei capelli l’industria cosmetica dedica una numerosa serie di sostanze di varia natura; queste sono annoverate nell’Inventario Europeo degli Ingredienti Cosmetici che riporta più di 5000 sostanze chimiche di cui circa 1400 vegetali, 300 animali e 3300 sintetiche.
Nonostante la presenza di alcuni fattori di rischio operare in sicurezza nelle attività di acconciatore non è difficile: basta attenersi ad alcune istruzioni illustrate in questo opuscolo che aiutano a ridurre le possibilità che tali rischi causino danni alla salute degli operatori.
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Trattamento e stoccaggio rifiuti solidi urbani

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Visto il crescente interesse per le problematiche legate al ciclo dei rifiuti si analizza l'opuscolo, redatto dal CONTARP centrale dell'INAIL, che descrive i principali rischi professionali ed i relativi sistemi di prevenzione e protezione di tipo gestionale, organizzativo e tecnologico nella particolare realtà produttiva della gestione dei rifiuti solidi urbani (trattamento RSU e discarica). I tecnici CONTARP hanno eseguito sopralluoghi in diversi impianti di trattamento e stoccaggio RSU, evidenziando i principali fattori di rischio e le misure per la loro riduzione al minimo. I rischi esaminati:
  • Organizzazione del lavoro
  • Agenti fisici (rumore, vibrazioni, microclima)
  • Agenti biologici (microrganismi, allergeni, roditori)
  • Agenti chimici (polveri, gas tossici, composti organici volatili)
  • incendio
  • esplosione
  • punture o tagli
  • cadute delle persone
  • caduta di oggetti
  • investimento o collisione tra mezzi
  • interferenze
  • macchine
  • stress termico
  • fatica o movimentazione di carichi.
Per ciascun gruppo d’agenti di rischio, sono descritte una serie di misure di prevenzione (organizzative e tecniche) e di protezione (collettiva ed individuale). Read More ...
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Lavoro femminile e sicurezza

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La disparità di trattamento, sia sul luogo di lavoro sia al di fuori di esso, può avere ripercussioni per la salute e la sicurezza delle donne che lavorano. Nonostante i progressi compiuti sussistono ancora lacune in termini di ricerca, politiche e misure di prevenzione
  • il lavoro femminile continua a non essere adeguatamente preso in considerazione nelle statistiche europee sulla SSL.
Le patologie occupazionali riflettono soprattutto i lavori maschili, mentre la registrazione degli infortuni non contempla settori prettamente femminili come l'insegnamento e i servizi di assistenza sanitaria. Segregazione occupazionale, discriminazione di genere, responsabilità familiari, disparità salariale e povertà, oltre ai ruoli e i compiti molteplici delle donne, sono tutti fattori che esercitano un impatto sulla sicurezza e la salute delle donne che lavorano in Europa.
Dalla ricerca emerge che i maggiori fattori di rischio comprendono: il tipo di lavori svolti dalle donne; alcune problematiche condivise da donne di tutte le età; la crescita del settore dei servizi; la violenza e le molestie; gli orari di lavoro sempre più diversificati.
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Regolamento Reach: scenario di esposizione

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L'ECHA ha pubblicato diversi documenti allo scopo di fornire una semplice guida al REACH, che spiega gli obblighi di REACH e come soddisfarli tramite esempi.
Per le sostanze fabbricate o importate in quantità pari o superiori a 10 tonnellate all'anno e che sono classificate come pericolose o considerate come persistenti, bioaccumulanti e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB), la valutazione della sicurezza chimica (CSA) è l' strumento per:
  • valutare i rischi intrinseci delle sostanze;
  • valutare l'esposizione dell'uomo e l'emissione nell'ambiente che risultano dalla fabbricazione e dagli usi per tutto il ciclo di vita delle sostanze;
  • caratterizzare i rischi identificati a seguito della valutazione di esposizione / emissione
  • identificare e documentare le condizioni di fabbricazione ed utilizzo che sono necessari per controllo dei rischi per la salute umana e l'ambiente. Questo include le condizioni operative (OC) e le misure di gestione del rischio (RMM).
Nel REACH questo insieme di informazioni viene definito lo scenario di esposizione (ES). Read More ...
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Valutazione del rischio: contaminazione da legionella

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L'italiano Istituto Nazionale per la Sicurezza e salute sul lavoro (ISPESL) e Trenitalia SpA hanno condotto uno studio per valutare il potenziale rischio di esposizione a legionella sui treni e promuovere misure per la sua eliminazione.
La legionella è un batterio ubiquitario che può creare problemi per la salute pubblica, la maggior parte dei casi di legionella sono sporadici.
Alcuni studi hanno valutato il potenziale rischio di esposizione a legionella nelle strutture pubbliche (ospedali, scuole, alberghi, ecc), ma sono pochi gli studi che hanno valutato la presenza del microrganismo nel settore dei trasporti e nessuno di loro in particolare nel settore ferroviario. Read More ...
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Call center: risultati di una campagna di misura

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L'INRS (Institut National de Recherche et de Securite') ha sviluppato una nuova metodologia utilizzando uno strumento di misura secondo la ISO 11904-2 le cui caratteristiche sono state pubblicate nel 2005. Questo apparecchio, basato su un simulatore di testa e tronco e un simulatore di orecchio occluso, è stato distribuito dall'INRS in 21 call center per stimare il rischio all'udito di oltre un centinaio di operatori. L'esposizione stimata quotidiana di questi operatori, secondo la norme ISO 9612, pubblicato nel 2009, è stata valutata tenendo conto dellle incertezze, in base al tempo di conversazione al giorno. I risultati di questa campagna di misura hanno mostrato che il rischio di superamento delle soglie regolamentari viene raggiunto raramente. Read More ...
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Regolamento CLP

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Il Regolamento CE n. 1272/2008 del 16 dicembre 2008, denominato Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), che è entrato in vigore nell'Unione Europea il 20 gennaio 2009, ha introdotto un nuovo sistema di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele ed abrogherà le Direttive 67/548/CEE (DSP: Direttiva sulle sostanze pericolose) e 1999/45/CE (DPP: Direttiva sui preparati pericolosi) a partire dal 1 giugno 2015, al termine di un periodo di transizione durante il quale sono applicabili sia il vecchio sistema che il nuovo.
(Fonte: Portale INAIL) Read More ...
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Valutazione del rischio: rumore

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Il CPT di Torino si segnala per una ulteriore iniziativa di valenza sociale, completamente gratuita ed approvata a livello istituzionale dalla Commissione Consultiva Permanente del Ministero del Lavoro (art. 6 del TUS).
Con lettera del 30/06/2001 la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del ministero ha approvato ufficialmente la c.d. "Banca dati del rumore" del Comitato Paritetico Territoriale di Torino, ossia i valori da utilizzare nella valutazione preventiva del rischio rumore prevista dall'articolo 190, comma 5 bis del TUS. Nella lettera del ministero è allegata la metodologia utilizzata per le rilevazioni delle singole macchine ed attrezzature di cantiere (differenziate per tipologia e marca) e le schede esemplificative del risultato delle rilevazioni del livello di emissione sonora della sorgente. Read More ...
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Prime indicazioni REACH, CLP e SDS

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Lettera circolare del 30 giugno 2011 - Prime indicazioni esplicative in merito alle implicazioni del Regolamento (CE) n. 190712006 (Registration Evaluation Authorisation Restriction of Chemicals - REACH), del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Classification Labelling Packaging - CLP) e del Regolamento (UE) n. 45312010 (recante modifiche dell'Allegato]] del Regolamento CE 1907/2006 e concernente le disposizioni sulle schede di dati di sicurezza), nell'ambito della normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Titolo IX del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., Capo I "Protezione da Agenti Chimici" e Capo II "Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni"). Read More ...
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SGSL: analisi di un modello

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Nel corso del dibattito sindacale, la salute e sistemi di gestione della sicurezza possono suscitare reazioni estremamente varie, che vanno dal rifiuto indignato all'entusiasmo. Comprensibilmente, perché il termine "viene usato per descrivere tutti i tipi di pratiche. E' in grado di coprire qualsiasi cosa, da ambizioso miglioramento continuo verso l'obiettivo utopico di nessun rischio per la salute sul lavoro, alle cortine di fumo per i lavoratori delle imprese di pesca a traino, questi sono gli argomenti contenuti nella relazione di Kaj Frick (Mälardalen University) e Viktor Kempa (ETUI). Read More ...
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No al fumo

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Il 31 maggio era la Giornata mondiale senza tabacco. Pur essendo ormai noto che il fumo nuoce alla salute, migliaia di persone continuano a essere esposte al fumo passivo quando sono al lavoro.
Nel quarto trimestre 2011 la Commissione europea avvierà una consultazione delle parti sociali sulla sua iniziativa dedicata alla "Esposizione al fumo passivo sui luoghi di lavoro". L'EU-OSHA sostiene gli ambienti di lavoro in cui non si fuma mettendo a disposizione dei datori di lavoro, dei lavoratori che fumano così come di quelli che non fumano informazioni per aiutare a prevenire e fermare l'esposizione al fumo di tabacco sul lavoro.
L'esposizione al fumo di tabacco è nefasto tanto per la salute dei fumatori’ quanto dei non fumatori’. Può essere all'origine di problemi gravi quali le malattie cardiovascolari e respiratorie e avere effetti avversi sulla riproduzione. Inoltre, può provocare la morte a causa di tumori (particolarmente il cancro al polmone), cardiopatie coronariche o ictus.
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DPI dell'udito: corretta scelta

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Attualmente, i valori di attenuazione a corredo dei dispositivi di protezione risultano fortemente sovrastimati a causa di una procedura di determinazione incongrua per gli ambienti in cui essi vengono impiegati, ossia i luoghi di lavoro.
Una procedura alternativa è già stata validata ed è già oggetto di norma: andrebbe quindi recepita a livello normativo e legislativo e applicata. In attesa, i valori di attenuazione a corredo dei dispositivi andrebbero corretti applicando i coefficienti proposti dal NIOSH anche se tale metodo solleva non pochi dubbi.
Sussiste inoltre il problema della variabilità dell’attenuazione dei dispositivi tra soggetto e soggetto. Nel caso di rischio uditivo elevato o di peggioramento dei deficit uditivi potrebbe essere così necessario valutare l’attenuazione del dispositivo sul singolo lavoratore. La tecnica che si basa sulla valutazione della soglia uditiva a dispositivi indossati e non indossati potrebbe essere attuata dal medico competente in occasione dell’esame audiometrico periodico.
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I pericoli del caldo

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Il sole è vita. I raggi del sole hanno un effetto stimolante e salutare sul nostro corpo e sul nostro umore e ci donano un senso di benessere.
Ma il sole può essere anche pericoloso: un’eccessiva esposizione ai raggi solari può danneggiare la pelle e gli occhi. I raggi ultravioletti (raggi UV), che non vediamo e non percepiamo, sono particolarmente pericolosi. Read More ...
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I giovani ci sentono sempre meno?

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«Cifre allarmanti: i giovani ci sentono sempre di meno.» Un'affermazione come questa ci fa subito rizzare le orecchie. Ma è davvero così? Uno studio proposto dalla Suva in occasione della Giornata internazionale contro il rumore (27 aprile) dimostra esattamente il contrario. Pare infatti che gli apprendisti delle aziende industriali e artigianali ci sentano meglio che in passato. Read More ...
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Lavori in presenza di sbalzi di temperatura

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Le misure individuate trovano applicazione in tutte le attività da svolgersi presso ambienti di lavoro che, per caratteristiche proprie o per l’introduzione di attività lavorative specifiche, presentino il rischio di sbalzi eccessivi di temperature, come per esempio nel rifacimento di forni industriali, nelle attività di manutenzione o rifacimento di opere all’interno di impianti in funzione di produzione di caldo e freddo, o che utilizzano tali elementi per un processo produttivo, o nell’utilizzo in cantiere di procedure che determinano un tale ambiente di lavoro (es.: congelamento dei terreni). Read More ...
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Valutazione del rischio: telelavoro

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Il telelavoro è la possibilità di lavorare da casa - attraverso un accordo specifico con la propria azienda - per mezzo del computer e di un collegamento internet. Questa soluzione va spesso a vantaggio di chi abita lontano dalla sede di lavoro oppure di chi deve seguire da vicino la famiglia.
Eppure, l'indagine Eures "Rischi domestici connessi con il telelavoro", commissionata dall'Inail, rivela che la sicurezza è la causa principale del mancato decollo del telelavoro nel nostro paese: le aziende temono le probabili cause da parte dei lavoratori, e i lavoratori non si sentono tutelati.
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Nuove minacce biologiche sui luoghi di lavoro

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In questa nuova relazione l’Osservatorio europeo dei rischi individua i rischi biologici emergenti che molto probabilmente interesseranno i lavoratori europei. Il documento riguarda, in modo particolare, gli agricoltori, gli operatori sanitari o le persone che lavorano in nuovi settori come quello del trattamento dei rifiuti. Malattie trasmissibili quali la SARS, l’influenza aviaria o la dengue destano crescente preoccupazione. Nonostante le vigenti normative europee, le conoscenze di cui si dispone sono ancora limitate e in molti luoghi di lavoro la valutazione e la prevenzione dei rischi biologici sono inadeguate. La relazione sottolinea l’importanza di un approccio globale e multidisciplinare che coinvolga la sicurezza e la salute occupazionale, la salute pubblica, la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare. Read More ...
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Valutazione del rumore in ambiente di lavoro

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A marzo 2011 è stata pubblicata la revisione della norma UNI 9432:2008, resasi necessaria dalla recente emanazione della nuova UNI EN ISO 9612, complementare ad essa. Entrambe sono finalizzate a valutare i livelli di esposizione giornaliera, settimanale e di picco utilizzabili per gli adempimenti previsti dalla legislazione vigente. La norma si applica a tutti gli ambienti di lavoro, ad esclusione di quelli per cui sono previste normative specifiche. La nuova UNI 9432, rispetto alla UNI EN ISO 9612, contiene puntualizzazioni in merito a particolari problemi, alcuni metodi semplificati per la valutazione dei livelli sonori di esposizione (utili per ridurre i tempi di misurazione e di calcolo, garantendo comunque l'affidabilità del risultato), i criteri di valutazione di aspetti non descritti nella UNI EN ISO 9612, e in specifico:
  • dei metodi di calcolo della protezione offerta dai DPI uditivi ed alla loro efficacia nelle situazioni reali di utilizzo;
  • un metodo per valutare il superamento o meno delle soglie previste dalla legislazione vigente.
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Bonifica amianto: edifici ad uso civile pubblici e privati

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Il Forum Amianto Svizzera (FACH) ha pubblicato un documento contenente le indicazioni riguardanti il grado di urgenza delle misure di sicurezza da porre in atto in caso di presenza di amianto negli edifici pubblici e privati. Se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione.
I criteri di valutazione e le misure fanno riferimento alla normale destinazione d’uso di un edificio pubblico o privato. Read More ...
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Scelta ed uso APVR

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Il SUVA ha pubblicato un utile strumento per tutti coloro che devono scegliere un respiratore antipolvere. In concreto, fornisce una risposta alle domande che solitamente ci si pone al momento di acquistare e utilizzare una maschera di protezione delle vie respiratorie. Molti posti di lavoro nel settore dell’industria e dell’artigianato sono esposti alle polveri. Le polveri aerodisperse sono pericolose per la salute dei lavoratori e possono essere all’origine di varie malattie professionali. Read More ...
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Fibre artificiali vetrose (FAV) - Seconda parte

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Le indicazioni, riportate nelle Linee guida della Regione Lombardia, fanno riferimento a situazioni di manufatti già in opera alla data di approvazione delle presenti linee guida e pertanto non trovano applicazione nel caso di manufatti installati successivamente alla stessa.
Per indirizzare le modalità operative durante le operazioni di bonifica dei manufatti in posa contenenti FAV che tengano conto delle caratteristiche tossicologiche delle sostanze chimiche e delle evidenze scientifiche, gli indicatori da utilizzare fanno riferimento a quelli già utilizzati per classificazione ed etichettatura armonizzata, Read More ...
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Fibre Artificiali Vetrose (FAV) - Parte prima

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La Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità - ha approvato e pubblicato le Linee guida per la bonifica di manufatti in posa contenenti fibre vetrose artificiali.
Le linee guida sono finalizzate a:
  • diffondere le conoscenze delle varie tipologie di fibre vetrose artificiali in posa con particolare riferimento ai rischi a loro connessi che sono emersi e riportati dalla letteratura scientifica;
  • orientare sulle modalità operative dei lavori di bonifica di manufatti in posa contenti fibre vetrose artificiali ai fini di tutela della salute dei lavoratori e della popolazione;
  • orientare i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e le Unità Organizzative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) alla promozione di percorsi preventivi che coinvolgano le figure aziendali per la gestione corretta dei principali problemi evidenziati.
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Lavoratrici gestanti: esposizione a solventi

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Uno studio francese che copre 3.400 donne ha stabilito una relazione tra la frequenza di esposizione professionale a solventi all'inizio della gravidanza e la comparsa di malformazioni. Per le donne esposte il rischio di dare alla luce un bambino con un difetto alla nascita è di circa 2,5 volte superiore rispetto alle donne non esposte. Read More ...
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