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Sicurezza sul lavoro e responsabilità sociale nelle PMI

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Il tema della Responsabilità Sociale comincia ad essere affrontato nel mondo accademico e manageriale negli anni ’50 e le caratteristiche di multidisciplinarità e complessità della materia ci portano in prima battuta a proporre una sistematizzazione iniziale di natura teorica.
Un primo importante contributo per l’analisi della tematica è quello di Bowen, che già nel 1953 sottolineava la rilevanza, ai fini dell’orientamento delle decisioni aziendali, non solo dei risultati economici ma anche delle correlate conseguenze di tipo sociale. Nel suo lavoro la responsabilità sociale d’impresa viene definita come: “Si riferisce agli obblighi di uomo d'affari di perseguire quelle politiche, per prendere quelle decisioni, o per seguire quelle linee di azione che sono desiderabili in termini di obiettivi e valori della nostra società
Negli anni ’60/’70, prende forma un dibattito accademico internazionale sulla CSR che mette in risalto due opposte correnti di pensiero: l’una capeggiata da Friedman, secondo cui l’unica responsabilità dei manager e delle imprese è produrre profitto, e l’altra condivisa da Davis, Frederick e McGuire, secondo i quali il presupposto del fare business deve andare oltre responsabilità di natura economica e di quelle stabilite dalla legge.
Secondo Davis: “le decisioni degli uomini d'affari e le loro azioni sono prese per motivi, che almeno parzialmente, vanno al di là del solo interesse economico o tecnico dell'impresa”.
Per McGuire “La responsabilità sociale in ultima analisi implica una posizione verso l’economia della società e le risorse umane e quelle risorse che sono utilizzate per ampi fini sociali e non semplicemente per i soli interessi di poche persone e dell’impresa”.
Per Frederick “L’idea della responsabilità sociale suppone che l’impresa non abbia solo obblighi economici e legali, ma anche alcune responsabilità verso la società esterna che si estendono aldilà di questi obblighi”.
I postulati sopra descritti danno un primo quadro di riferimento all’idea di responsabilità sociale e sugli effetti che le attività d’impresa dovrebbero creare nei confronti della società, in particolare si vuole affermare il concetto che le imprese non hanno più il solo ruolo economico riguardante la produzione di reddito, ma assumono anche un ruolo che va oltre inteso, come ruolo sociale che supera le obbligazioni legali ed economiche.
Tuttavia, fino a questo momento nessuno degli autori citati aveva chiarito il concetto di responsabilità; lo stesso Bowen nei suoi studi non definiva in maniera diretta il concetto di responsabilità sociale.
Fu Davis il primo ad affermare che la Corporate Social Responsibility (CSR) comincia dove finisce la legge, secondo lui infatti un’azienda non può essere considerata socialmente responsabile se si attiene solo a quanto previsto dalla normativa.
Gli anni ‘70 sono segnati in particolare da un’analisi dottrinale che approfondisce il tema della CSR seguendo 4 filoni:
  • Caratteristiche dei comportamenti delle imprese che possono essere qualificati come socialmente responsabili (Carroll).
  • Attenzione al peso del contesto socio-culturale di riferimento dell’impresa.
  • Motivazioni che portano l’impresa ad agire in maniera socialmente responsabile (institutional principle, organizational principle, decision making).
  • Attenzione al sociale ed allo sviluppo di procedure interne capaci di fare proprie le istanze sociali e di incorporarle nel governo quindi, nelle politiche aziendali (Corporate Social Responsiveness).
E’ proprio in questo contesto che Carroll nel 1979 elabora la definizione “quadripartita” di Responsabilità Sociale, cercando di accostare gli obiettivi economici a quelli sociali:
  • “la responsabilità sociale delle imprese comprende le aspettative economiche, giuridiche, etiche e discrezionali che l’impresa ha verso le organizzazioni in un dato momento
Ma è nel 1991 che lo stesso Carroll chiarirà che i quattro tipi di responsabilità (“economic, legal, ethical and voluntary of philanthropic”) vanno intesi in senso gerarchico di importanza, come illustra nella piramide delle responsabilità sociali (Figura 1).

Piramide_RS
Figura 1

Secondo questo schema risulta che la prima responsabilità dell’impresa è di carattere economico, mentre l’orientamento sociale della stessa dipende dal grado di importanza che viene dato alle tre componenti di carattere non economico. La capacità di realizzare il difficile bilanciamento tra le diverse tipologie di responsabilità consentirebbe all’impresa di consolidare nel lungo periodo la propria presenza sul mercato, in un contesto ambientale che evolve nella direzione di una sempre più stringente richiesta di responsabilità rivolta all’impresa.
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