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I vaccini in medicina del lavoro - Seconda parte

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Un ruolo chiave ed insostituibile nella sicurezza sul lavoro, relativamente al rischio biologico (Titolo X del D.Lgs 81/2008), è svolto dai vaccini specifici. Il fatto che i vaccini necessari a garantire la sicurezza sul lavoro abbiano indubbia natura di «trattamento sanitario» contemplato dall’art.32 della Costituzione comporta, però, inevitabili problematiche giuridiche riguardo la possibilità di imporre tali vaccinazioni ai lavoratori valutati come a rischio biologico.
Il rischio biologico è disciplinato per i lavoratori dal titolo X del D.Lgs. 81/08, che prevede, all’art. 279 c. 2 lettera a), che è obbligatoria, per il datore di lavoro, “la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente”.

Tale disposizione è poi completata dal comma 5 dello stesso articolo che stabilisce che “il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni”, oltre che “sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta rischio di esposizioni a particolari agenti biologici individuati nell’allegato XLVI”, anche “sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione".

Vediamo di esaminare il quadro delle possibili vaccinazioni per i lavoratori.
Per quanto riguarda, quindi, la popolazione adulta esistono vaccinazioni raccomandate per alcune categorie professionali considerate maggiormente a rischio per talune infezioni e per alcune categorie di persone suscettibili di andare incontro a serie complicazioni in caso di infezione.
La vaccinazione contro l'
epatite virale B è raccomandata, e offerta gratuitamente, agli operatori sanitari e al personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private, alle persone conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite B, agli operatori di pubblica sicurezza, ai politrasfusi e agli emodializzati e a tutte le altre categorie indicate nel D.M. del 4 ottobre 1991; l’aggiornamento del protocollo per l’esecuzione della vaccinazione contro l’epatite virale B è stato effettuato con il D.M. 20 novembre 2000 , con relativa circolare esplicativa n. 19 del 30 novembre 2000.
La vaccinazione contro l'
influenza è raccomandata a tutte le persone di età superiore a 65 anni e a coloro che sono sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale etc., nonché agli addetti a servizi di pubblica utilità (Circolari emanate annualmente).
La vaccinazione contro le
infezioni da pneumococco è consigliabile alle persone di età superiore a 65 anni o sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, o con asplenia (mancanza della milza) funzionale o a seguito di intervento chirurgico.

Art. 1. L. 292/63
È resa obbligatoria la vaccinazione antitetanica:
a) per le seguenti categorie di lavoratori dei due sessi più esposti ai rischi dell'infezione tetanica: lavoratori agricoli, pastori, allevatori di bestiame, stallieri, fantini, conciatori, sorveglianti e addetti ai lavori di sistemazione e preparazione delle piste negli ippodromi, spazzini, cantonieri, stradini, sterratori, minatori, fornaciai, operai e manovali addetti all'edilizia, operai e manovali delle ferrovie ed altro personale delle Ferrovie dello Stato, asfaltisti, straccivendoli, operai addetti alla manipolazione delle immondizie, operai addetti alla fabbricazione della carta e dei cartoni, lavoratori del legno, metallurgici e metalmeccanici, marittimi e lavoratori portuali.

I trattamenti sanitari obbligatori, in particolare, si distinguono in due tipi:
1. COERCITIVI: ovvero i TSO classici, quelli in cui il cittadino non può opporsi pena l'uso della forza pubblica;
2. NON COERCITIVI: quelli a cui il paziente si può opporre, ma il suo rifiuto comporta una perdita/modifica di un suo diritto o la perdita/modifica del suo status. In questi rientrano per esempio le visite da parte della commissione invalidi INPS: il cittadino è obbligato a sottoporvisi, altrimenti perde il diritto di aver riconosciuta la sua invalidità civile. E così vale per tutte le altre visite obbligatorie, come quella da parte del MC: se il dipendente non si fa visitare (ne ha la facoltà ), ma ciò comporta la perdita/modifica del diritto al lavoro/idoneità.

Interessante, infine, una sentenza della Corte di Cassazione Penale.
Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 16/12/2004, n. 48406 - Pres. est. Teresi - P.M. (Conf.) Siniscalchi - Ric. P.C. in c. Delli Carpini
Commette il reato di cui all’art. 86, comma 2, lettera a), D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 il sindaco che, in qualità di datore di lavoro, e in assenza di delega rilasciata ad altri del relativo adempimento, non provveda a garantire la messa a disposizione di vaccini prescritti dal medico competente per un lavoratore comunale mediante autorizzazione all’Asl a praticare le vaccinazioni e formale invito al lavoratore di presentarsi alla stessa ASL prima dell’ordine di servizio che dispone l’assegnazione del lavoratore a mansioni comportanti le predette vaccinazioni.

Per consultare la prima parte
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