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Idoneità alla mansione: sostanze stupefacenti

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Si riportano i risultati di uno studio condotto da Anna Bertaso, Jennifer P. Pascali, Eloisa Liotta e Aldo Polettini dal titolo "La valutazione dell’idoneità alla guida in relazione all’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope." pubblicato sul Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia (VOLUME XXXIII - N. 2 Aprile/Giugno 2011). E' uno studio epidemiologico della casistica veronese. La guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rappresenta, infatti, un grave problema per la sicurezza stradale.
La legge Italiana vieta il rilascio o la conferma della patente di guida a chiunque si trovi in stato di dipendenza o faccia un consumo abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Ciò ha rilevanti ripercussioni sul piano sociale e professionale, dal momento che oggi la patente di guida è diventato uno strumento essenziale, oltre che per la mobilità, anche per lo svolgimento di numerose attività professionali.
La normativa prevede che la valutazione delle condizioni di consumo abituale e/o di dipendenza da sostanze d’abuso sia affidata alle Commissioni Mediche Provinciali per le Patenti, che si avvalgono di accertamenti chimico-tossicologici eseguiti sulle urine e/o sui capelli. Questo studio si è proposto di analizzare i risultati degli accertamenti chimico-tossicologici effettuati, su richiesta della Commissione Medica Provinciale per le patenti di Verona, dal laboratorio di Tossicologia Forense del Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità dell’Università di Verona con l’obiettivo di:
  1. valutare frequenze relative di positività ed eventuali trend per le diverse classi di sostanze d’abuso nel periodo 2003- 2008;
  2. definire, nell’ambito della popolazione esaminata, i principali fattori di rischio per la positività all’accertamento;
    III identificare l’approccio diagnostico più efficace per la valutazione di idoneità alla guida in rapporto all’uso di droga.
Durante il periodo esaminato la cocaina è stata in assoluto la sostanza stupefacente riscontrata più frequentemente.
Il confronto tra l’analisi delle urine e dei capelli ha confermato la complementarietà delle due matrici biologiche e, dunque, la necessità di effettuare entrambe le analisi al fine di massimizzare la sensibilità epidemiologica dell’accertamento.
Questo studio ha inoltre dimostrato come l’accertamento di idoneità alla guida costituisca un efficace deterrente al consumo di droghe dal momento che soltanto circa un quarto dei soggetti positivi al primo controllo risulta nuovamente positivo al secondo controllo, come si evince dalla tabella seguente.

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Tabella 1

Meritevole di approfondimento è il possibile rapporto che è stato individuato tra positività per gli oppiacei e tasso di incidentalità osservato nel corrispondente anno.
Infine, e questo è il dato forse più rilevante oltre che confortante, emerge dal confronto tra il primo e il secondo controllo sullo stesso soggetto una sostanziale efficacia deterrente di tali accertamenti nei confronti del consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope. Del resto, è evidente come la patente di guida giochi un ruolo determinante sul piano sia professionale, sia sociale e come il non dovervi rinunciare sia mediamente considerata una valida contropartita all’astinenza dalle droghe.

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