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Rischio scivolamento

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Sulla scorta di quanto pubblicato il 26 agosto Cadere: non c'è niente da ridere in questa occasione analizzeremo la scelta della pavimentazione.
L'incidentalità è caratterizzata da numerose persone che inciampano, scivolano e cadono. Molto spesso le persone scivolano mentre camminano. Le possibili cause sono:
  • pavimenti con insufficiente resistenza allo scivolamento
  • disattenzione
  • valutazione erronea del rischio
  • abitudini.
L'elevato tasso rispetto all'intera incidentalità richiede una selezione ragionata del pavimento, dei metodi di pulizia e dei detergenti. I pavimenti resistenti allo scivolamento sono imperativi per poter prevenire in modo efficace gli infortuni.
Al momento di progettare, ristrutturare o risanare un locale o un impianto, sin dalle prime battute ci si chiede quale sia il pavimento più adeguato. È quindi importante conoscere i requisiti del futuro locale. Bisogna accertare che la resistenza allo scivolamento del pavimento sia consona al suo uso e non presenti punti in cui si può inciampare. Ma non bisogna trascurare altri requisiti importanti, come la resistenza alle sollecitazioni meccaniche, fisiche o chimiche e l’aderenza al sottofondo. Occorre inoltre considerare aspetti come la pulizia, la manutenzione ed eventuali riparazioni. I pavimenti danneggiati aumentano il rischio di incespicamento, ostacolano i trasporti e presentano svantaggi anche dal profilo dell’igiene.
Il 50% di tutti gli incidenti sono causati da cattiva pulizia. Quindi migliorare la pulizie eliminerebbe un gran numero di incidenti.
Qui di seguito alcuni consigli:
  • Assicurarsi che ci siano dimensioni di passaggio adatta sui posti di lavoro
  • Mantenere sempre sgombre da ostacoli le zone di passaggio.
Per quanto riguarda, invece, l'oggetto di questo articolo si individuano le seguenti procedure di classificazione dei pavimenti:
Ambito professionale
  • test di camminata con «superficie piana inclinata» - Metodo (piano inclinato), pagina 13 secondo norma DIN 51130 «Prfung von Bodenbelgen – Bestimmung der rutschhemmenden Eigen- schaft – Arbeitsrume und Arbeitsbereiche mit Rutschgefahr» (Esame di pavimentazioni; determinazione delle caratteristiche antisdrucciolo; zone di lavoro con elevato rischio di scivolare) e norma DIN 51097 «Prfung von Boden- belgen – Bestimmung der rutschhemmenden Eigenschaft – Nassbelastete Barfussbereiche»
  • metodi di collaudo meccanici dell'EMPA di San Gallo secondo il regolamento di collaudo upi R9729 «Pavimenti con maggiore resistenza antisdrucciolo»
Ambito non professionale
L’upi consiglia di applicare queste misure anche negli ambiti non professionali (INP). La presente lista dei requisiti è destinata soprattutto all’ambito non professionale che oltre alle case d'abitazione comprende anche gli edifici pubblici, i ristoranti e gli alberghi, le scuole e le zone a piedi nudi delle piscine ecc.
Nell'ambito privato l'uso di pavimenti resistenti allo scivolamento va visto nell'interesse proprio degli utenti.
Zone a piedi nudi bagnate
Prevalentemente, nelle docce, negli spogliatoi, nelle saune, nei bagni ecc. ci si muove a piedi nudi. I pavimenti di questi locali sono, per natura, spesso coperti da acqua e sono pertanto chiamate «zone a piedi nudi bagnate». Sul piede nudo l'acqua agisce come lubrificante poiché riduce notevolmente l'aderenza tra la pianta del piede e il pavimento. L'aderenza si riduce maggiormente se all'acqua sono mescolate sostanze come disinfettanti, sapone, shampoo e docciaschiuma. Il pericolo di scivolare e cadere aumenta. Sul bagnato può manifestarsi un effetto aquaplaning se la persona cammina velocemente, comportando la perdita di contatto tra piede e pavimento.
È importante scegliere soltanto rivestimenti per pavimenti dei gruppi di valutazione A, B o C ovvero GB 1 fino GB 3. È molto probabile che siano stati collaudati anche a piedi nudi. I rivestimenti per pavimenti con valori R non si prestano per le zone a piedi nudi poiché sono stati testati con lubrificanti per motori.
Zone coperte – zone scoperte
Si è fatto l'esperienza che le cadute succedono spesso ai passaggi tra diversi pavimenti o in punti in cui la resistenza allo scivolamento varia localmente. Per questo motivo le zone coperte che possono bagnarsi per le persone che vi entrano dovrebbero soddisfare i requisiti del gruppo di valutazione superiore (zone non coperte). Ciò significa che vanno scelti principalmente pavimenti con la stessa resistenza allo scivolamento.
Portici, scale aperte
Oggigiorno le sovrastrutture dispongono prevalentemente di accessi esterni («aperti») come portici e scale. La costruzione aperta, favorevole a una buona aerazione, comporta però pavimenti bagnati (condensa, pioggia, neve). Per questo motivo vanno scelti pavimenti antisdrucciolevoli. Per non alterare le caratteristiche antisdrucciolevoli dei pavimenti, i portici dovrebbero essere protetti da pioggia, neve e ghiaccio. Per questo motivo i portici e le scale aperti vanno «schermati» (p. es. con vetrate intere).
I portici e i terrazzi/balconi sono usati in modo differente dagli utenti. I portici sono degli accessi prevalentemente pubblici usati con qualsiasi tempo. I terrazzi/balconi invece sono privati e usati quasi mai con il maltempo (pioggia, neve).
Consigli per la scelta
  • Stilare un profilo dei requisiti al momento della pianificazione
    • Determinare il gruppo di valutazione in base al luogo in cui si posa il pavimento e scegliere l'apposito materiale
  • Un certificato che attesti la resistenza allo scivolamento è indispensabile. Inoltre, va confermata la validità del certificato per il pavimento attualmente fornito.
    • Realizzare concetto di pulizia
Raccomandazioni per luoghi pubblici
Nei luoghi pubblici molto frequentati si consiglia di collaudare i pavimenti in uso regolarmente con un apparecchio mobile secondo un metodo definito e di documentare la resistenza allo scivolamento.
Alla luce di quanto sopra ci si auspica che le brevi indicazioni di cui sopra siano riportate dalla normativa italiana che a tal riguardo appare molto lacunosa.
(Fonte: Documentazione tecnica 2.032 dell'UPI - Lista dei requisiti: pavimenti e rivestimenti - Autore: Markus Buchser - Berna 2012)
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