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Valutazione dei rischi: l'addetto alla sabbiatura

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Oggi pubblicheremo un articolo riguardante i profili di rischio nell’industria meccanica, in particolare “l’addetto alla sabbiatura”.
Innanzitutto è importante identificare il ruolo dell’addetto alla sabbiatura. Quest’ultimo è un lavoratore specializzato nella lavorazione di pulitura meccanica di componenti metallici tramite l’utilizzo di sabbia.
Questa lavorazione viene effettuata da una macchina chiamata sabbiatrice, nella quale vengono inseriti manualmente i pezzi di piccole dimensioni, e con l’aiuto del carroponte vengono inseriti i pezzi di dimensioni maggiori. Successivamente, l’operatore infila le mani dentro le apposite protezioni ricavate all’interno della macchina permettendogli di impugnare la pistola spara sabbia ed eseguire l’operazione di pulizia del pezzi. In fine, eseguita la sabbiatura, l’operatore estrae i pezzi lavorati e li pone in appositi contenitori.
Fattori di rischio connessi alla professione
  • I fattori di rischio ai quali maggiormente si va in contro eseguendo questa lavorazione sono:
  • Lesioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico causate da lavoro ripetitivo e della movimentazione manuale dei carichi.
  • Lesioni a carico dell’apparato uditivo (ipoacusia, perdita dell’udito) causate dall’elevato rumore.
  • Malattie respiratorie, dermatologiche dovute rispettivamente ad inalazione e contatto con le polveri.
  • Traumi, lacerazioni, contusioni, ferite, schiacciamenti provocati dalla movimentazione dei pezzi, cadute e scivolamenti.
  • Patologie dovute alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio ( pubblicato precedentemente).
  • Rischio incendio.
Le principali macchine/impianti che vengono utilizzate in questo processo che porta ai fattori rischio sopra elencati sono:
  • Apparecchi di sollevamento (carrello elevatore, carroponte, ecc.) utilizzati per la movimentazione e per il posizionamento dei pezzi nella macchina, e lo scarico degli stessi e per la movimentazione dei materiali in reparto.
  • Sabbiatrice per la pulitura dei pezzi metallici.

Tipologia e descrizione dei rischi
Adesso analizzeremo gli eventuali rischi che interessano questa lavorazione, partendo dai:
Rischi di infortunio
Cadute al piano
  • Pavimentazione sconnessa, superfici scivolose.
  • Presenza di ingombri ed ostacoli.
  • Mancanza di visibilità per illuminazione insufficiente.
Conseguenze: Contusioni, fratture, abrasioni, ferite.
Caduta materiale:
  • Carico e scarico dei materiali in arrivo ed in consegna.
  • Strutture inadeguate allo stoccaggio.
  • Trasferimento dei materiali ai reparti e interferenza fra le lavorazioni.
  • Attrezzaggio impianti e macchine e manutenzioni.
Conseguenze: schiacciamento, contusioni, fratture, ferite, ecc.
Contatto con attrezzature e parti di oggetti taglienti quali materie prime da lavorare, prodotti finiti, utensili affilati, spigoli vivi, ecc.
Conseguenze: tagli, ferite, abrasioni, possibilità di contrarre tetano e malattie infettive.
Presenza di sostanze e materiali potenzialmente comburenti, infiammabili, esplosivi o di macchine e attrezzature alimentate con sostanze stesse.
Conseguenze: incendi ed esplosioni che possono portare a lesioni gravi dell’operatore.
Contatto con apparecchiature elettriche difettose, cavi, ecc.
Conseguenze: elettrocuzioni e/o ustioni.

Rischi fisici

Esposizione a livelli di rumore eccessivo prodotto principalmente dalle attrezzature meccaniche, a cui si somma quello di fondo dovuto a impianti in genere.
Conseguenze: lesioni a carico dell’apparato uditivo permanenti o temporanei; insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva.
Esposizione a vibrazioni sistema mano-braccio (utilizzo della pistola spara sabbia).
Conseguenze: sindrome da vibrazione mano-braccio.

Rischi chimici

Esposizione a polveri inalabili e respirabili potenzialmente pericolose per la salute e la sicurezza del lavoratore.
Conseguenze: disturbi irritativi a carico dell’apparato respiratorio, della cute e delle mucose oculari.

Rischi biologici
Non è previsto “uso deliberato di agente biologici”.
Esposizione a spore tetaniche in caso di presenza di ferite o lesioni sull’epidermide dell’operatore durante la manipolazione di materiali metallici.

Fattori ergonomici, psicosociali ed organizzativi

Movimentazione manuale dei carichi
Conseguenze: disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Posture incongrue – sforzi eccessivi
Cause: disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Movimenti ripetitivi
Conseguenze: disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Stress da lavoro-correlato dovuto a possibili turni di lavoro, microclima, carico di lavoro

Lavoratori stranieri

Disagio e problemi di natura psicologica causati da indumenti e calzature di protezione indossati per lunghi periodi.

Misure di prevenzione e protezione
Adesso analizzeremo le eventuali misure di prevenzione e protezione da adottare in questa lavorazione:
Rischi infortunistici
1. I pavimenti dei luoghi di lavoro devono essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli, nonché esenti da cavità o piani inclinati pericolosi.
2. Mantenere l’area di lavoro in ordine ed evitare l’accumulo di materiale che possa intralciare i movimenti dell’operatore.
3. Dotare gli ambienti di lavoro di sufficiente illuminazione naturale e/o artificiale.
4. Dotare l’ambiente di lavoro di idonea segnaletica di sicurezza e vietare l’accesso alle persone non autorizzate e progettare in modo adeguato le vie di circolazione per veicoli e pedoni al fine di evitare investimenti, incidenti tra mezzi e ribaltamenti.
5. Prevedere idonee procedure ed istruzioni operative per lo scarico e lo stoccaggio in magazzino di
materie prime.
6. Utilizzare scaffalature, bancali, ecc. idonei a sostenere e trattenere il carico da immagazzinare.
7. Prevedere idonee procedure ed istruzioni operative per l’approvvigionamento del materiale dal magazzino ai reparti di produzione al fine di evitare un’interferenza con le attività di reparto e ribaltamenti.
8. Prevedere idonee procedure ed istruzioni operative per l’attrezzaggio di impianti e macchine e per tutte le operazioni di manutenzione.
9. Dotare le macchine di protezioni fisse (lastre metalliche a scorrimento).
10. In caso di inceppamento della macchina, vietare la rimozione delle protezioni per intervenire e attendere l’intervento di personale specializzato.
11. Verificare che le macchine e attrezzature siano dotate dei RES.
12. Prevedere specifiche procedure o Istruzioni Operative per svolgere tutte le attività che comportano lo
stoccaggio, il trasporto e la manipolazione di agenti chimici pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
13. Prevedere procedure da attuare in caso di emergenza.
14. Verificare la sicurezza di apparecchiature elettriche prima del loro utilizzo. Sottoporre attrezzature elettriche difettose o che presentano anomalie sospette ad ispezione ed eventuale riparazione da parte di un tecnico elettricista qualificato e mantenere i cavi elettrici in ordine.

Rumore
15. Se dalle misurazioni strumentali risulta esserci un’esposizione provvedere ad applicare misure preventive:
  • Ridurre il rumore alla fonte, cioè progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore.
  • Limitare la propagazione delle onde sonore, isolando la sorgente sonora utilizzando per le pareti, i muri ed i soffitti degli ambienti di lavoro dei materiali assorbenti.
  • Limitare il tempo di esposizione del lavoratore.
16. Utilizzo di idonei D.P.I. otoprotettori (cuffie o tappi), come definiti dall’analisi strumentale.

Vibrazioni a sistema mano braccio
17. Se dalle misurazioni strumentali risulta esserci un’esposizione provvedere ad applicare misure preventive:
  • Adozione di sistemi di lavoro ergonomici che consentano di ridurre al minimo la forza di prensione o spinta da applicare all’utensile (impugnature e prolunghe).
  • Sostituzione dei macchinari che producono elevati livelli di vibrazioni con macchinari che espongano a minori livelli di vibrazioni. Essa è assolutamente prioritaria qualora risulti A(8) > 5 m/s2.
  • Effettuazione di manutenzione regolare e periodica degli utensili.
  • Adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a vibrazioni a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazioni.
18. Impiego di DPI (guanti antivibranti).

Rischio chimico
25. Se sono presenti e/o utilizzati e/o si generano agenti chimici pericolosi, oltre a oltre ad una corretta valutazione dei rischi da esposizione e da incidente (metodi semiquantitativi e/o quantitativi), provvedere ad applicare, quando appropriate, le seguenti misure:
Misure generali di prevenzione:
  • Riduzione al minimo del n° di lavoratori esposti (limitazione dell’accesso a determinate zone; separazione fisica delle zone per l’effettuazione di determinate operazioni).
  • Riduzione al minimo della durata e intensità dell’esposizione (prevedere una ventilazione sufficiente dei locali; adeguare le variabili di processo senza ridurre il rendimento).
  • Riduzione della quantità di agenti chimici (disporre della quantità di agenti chimici, indispensabili per il lavoro, sul luogo di lavoro).
  • Fornitura di attrezzature idonee, oltre a procedure di manutenzione sicure (stabilire i requisiti che devono possedere le attrezzature di lavoro prima di procedere al loro acquisto; programmare e protocollare gli interventi di manutenzione).
  • Concezione e organizzazione dei sistemi di lavoro sul luogo di lavoro(eliminazione o adeguamento delle operazioni in cui, pur non essendo necessario, può esservi contatto con agenti chimici pericolosi).
  • Procedure di lavoro idonee (istruzioni scritte per lo svolgimento della mansione, descrivendo passo a passo i requisiti di sicurezza di cui tenere conto).
Misure specifiche di prevenzione (da attuare in base ai risultati della valutazione dei rischi):
Eliminazione del rischio:
  • Sostituzione totale dell’agente chimico pericoloso
  • Modifica del processo / utilizzo di attrezzature intrinsecamente sicure / automazione.
Riduzione / controllo del rischio:
  • Sostituzione parziale dell’agente chimico pericoloso
  • Cambiamento di forma o di stato fisico
  • Processo chiuso
  • Estrazione localizzata (LEV: local exhaust ventilation)
  • Segregazione reparti “sporchi”
  • Stoccaggio sicuro
  • Metodi di lavoro corretti (manipolazione sicura; trasporto interno sicuro)
  • Protezione del lavoratore
  • Unità lavaocchi e docce
  • Prevenzione e protezione da esplosione / incendio.
26. Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (maschere, respiratori, guanti, scarpe, tute, ecc.).
27. Nel caso in cui gli agenti chimici pericolosi a cui il lavoratore è esposto sono cancerogeni o mutageni è necessario adottare anche le seguenti misure:
  • Utilizzo di agenti cancerogeni/mutageni in quantitativi non superiori alle necessità delle lavorazioni.
  • Divieto di accumulo sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessità della lavorazione.
  • Evitare emissioni di agenti nell’aria, e se non è possibile l’eliminazione deve avvenire il più vicino possibile mediante aspirazione localizzata.
  • Pulizia accurata dei locali, attrezzature, impianti e dispositivi di protezione individuale.
  • Prevedere armadietti separati per gli indumenti civili e quelli da lavoro.
  • La raccolta e l’immagazzinamento ai fini dello smaltimento deve essere effettuato in sicurezza.
  • Attivare registro degli esposti.

Rischio biologico
28. Profilassi medica adeguata.

MMC (Movimentazione Manuale dei Carichi)
29. Se dalla Valutazione risulta una possibile esposizione al rischio è necessario adottare le seguenti misure:
Adottare le misure organizzative necessarie e ricorrere ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori; Intervenire dal punto di vista tecnico/organizzativo per ridurre il rischio dovuto a:
  • Caratteristiche del carico (peso, ingombro, equilibrio, posizione)
  • Sforzo fisico richiesto (eccessivo, torsione tronco, movimenti bruschi, posizione instabile)
  • Caratteristiche dell’ambiente di lavoro (spazio insufficiente, pavimentazione, microclima)
  • Fattori individuali di rischio.
Se necessario eseguire l’attività con due o più operatori ed elaborare procedura relativa .

Lavoro ripetitivo
30. Se dalla Valutazione risulta una possibile esposizione al rischio è necessario adottare le seguenti misure:
Adottare interventi a livello strutturale con il fine di migliorare le posture e i movimenti incongrui, la compressione degli arti superiori e l’uso della forza:
  • interventi sul lay-out, ergonomia postazione di lavoro, ergonomia attrezzature.
Interventi a livello organizzativo con il fine di migliorare la frequenza e la ripetitività dei gesti lavorativi e la carenza dei tempi di recupero:
  • ritmi, pause, rotazione delle mansioni.

Stress-lavoro correlato
31. Se dalla Valutazione risulta una possibile esposizione al rischio è necessario adottare le seguenti misure:
  • Soluzioni che intervengono sull’organizzazione, attraverso misure tecniche (potenziamento degli automatismi tecnologici…).
  • Misure organizzative sull’attività lavorativa (orario sostenibile, alternanza di mansioni nei limiti di legge e contratti, riprogrammazione attività…).
  • Misure procedurali (definizione di procedure di lavoro…), misure ergonomiche (progettazione ergonomica dell’ambiente e dei processi di lavoro).
  • Misure di revisione della politica aziendale (azioni di miglioramento della comunicazione interna, della gestione, delle relazioni, ecc.).
32. Valutazione del rischio specifica per valutare l’entità dell’esposizione.
33. Formazione/informazione ed eventuale addestramento.
35. Sorveglianza sanitaria svolta dal medico competente nominato.
36. Prevedere specifiche procedure o istruzioni operative per svolgere l’attività.
37. I luoghi di lavoro in cui le lavorazioni comportano un'esposizione al rischio sono provvisti di apposita segnaletica ed eventualmente delimitati per regolarne l'accesso.
38. Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali.
39. Programmazione dell’attività lavorativa dal punto di vista tecnico/organizzativo che tenga conto della comprensione delle procedure e istruzioni da parte dei lavoratori stranieri.
40. Prevedere pause frequenti con cambio di attività.
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