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Direttiva Macchine: principi d'integrazione sicurezza

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In questa parte relativa all’analisi della Direttiva Macchine affronteremo i primi tre principi d’integrazione della sicurezza.
a - Per progettazione e costruzione, le macchine devono essere atte a funzionare, ad essere azionate, ad essere regolate e a subire la manutenzione senza che tali operazioni espongano a rischi le persone, se effettuate nelle condizioni previste tenendo anche conto dell’uso scorretto ragionevolmente prevedibile. Le misure adottate devono avere lo scopo di eliminare ogni rischio durante l’esistenza prevedibile della macchina, comprese le fasi di trasporto, montaggio, smontaggio, smantellamento (messa fuori servizio) e rottamazione.
b - Per la scelta delle soluzioni più opportune il fabbricante o il suo mandatario deve applicare i seguenti principi, nell’ordine indicato:
- eliminare o ridurre i rischi nella misura del possibile (integrazione della sicurezza nella progettazione e nella costruzione della macchina),
- adottare le misure di protezione necessarie nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati, informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione adottate
- indicare se è richiesta una formazione particolare e segnalare se è necessario prevedere un dispositivo di protezione individuale.
c - In sede di progettazione e di costruzione della macchina, nonché all’atto della redazione delle istruzioni il fabbricante, o il suo mandatario, deve prendere in considerazione non solo l’uso previsto della macchina, ma anche l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile.
Nella Direttiva Macchine stabilisce una metodologia di base per la progettazione e la costruzione di macchine sicure che è fondamentale per l’approccio della direttiva macchine. Il principio generale 2 precisa che questo requisito essenziale in materia di sicurezza e tutela della salute è applicabile a tutte le macchine. Quando si applicano gli altri requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute, occorre attenersi ai principi d’integrazione della sicurezza.
In primo luogo la macchina deve essere adatta alle sue funzioni. La direttiva macchine si occupa primariamente della sicurezza e non prevede requisiti specifici relativi alle prestazioni della macchina. In genere si considera che la prestazione della macchina è una questione da lasciare al mercato e che gli utilizzatori selezioneranno le macchine dotate delle caratteristiche e delle prestazioni adeguate alle loro esigenze. Tuttavia, l’attitudine della macchina a svolgere la sua funzione correttamente ha delle ripercussioni sulla sicurezza, al punto che un funzionamento inadeguato della macchina può comportare situazioni pericolose o indurre all’uso scorretto.
Quindi l’obiettivo generale è tale che la macchina deve essere progettata e costruita in modo da essere azionata, regolata e sottoposta
a manutenzione senza esporre a rischio le persone. Il termine “persone” concerne sia gli operatori, che qualsivoglia altra persona esposta. Per raggiungere questo obiettivo, il fabbricante deve considerare le condizioni d’uso previste, ma anche tutti gli altri usi scorretti ragionevolmente prevedibili della macchina .
Si definisce, anche, l’obiettivo della prevenzione dei rischi nel corso di tutta l’esistenza prevedibile della macchina, incluse le fasi di trasporto, montaggio, smontaggio, smantellamento (messa fuori servizio) e rottamazione. Da un lato, in virtù di tale requisito i componenti e gli insiemi che contribuiscono alla sicurezza devono essere sufficientemente resistenti e duraturi – e si dovranno impartire istruzioni adeguate per la manutenzione e la sostituzione di componenti soggetti a fatica e usura. Il fabbricante, inoltre, deve considerare non solo i rischi che comportano il funzionamento, la regolazione e la manutenzione della macchina ma anche quelli che possono insorgere durante le altre fasi della sua esistenza:
− trasporto (fra le misure volte a evitare i rischi associati al trasporto della macchina vi sono, ad esempio):
  • la progettazione della macchina per agevolare la sua movimentazione;
  • le misure per garantire la stabilità della macchina durante il trasporto;
    le misure per garantire un’adeguata resistenza meccanica durante il trasporto;
    la fornitura di istruzioni per un trasporto in sicurezza.
Tali misure sono particolarmente importanti per le macchine destinate ad essere
trasportate da un sito all’altro durante la loro esistenza.
− montaggio e smontaggio (la progettazione della macchina deve essere mirata ad agevolare il montaggio e lo smontaggio. Le misure da approntare comprendono, ad esempio):
  • evitare errori di montaggio;
    fornire istruzioni adeguate.
    smantellamento e rottamazione.
La direttiva macchine non comprende requisiti in merito a smaltimento, recupero o riuso dei componenti o dei materiali della macchina provenienti dalla rottamazione.
Le misure citate per evitare i rischi durante la fase di smantellamento e rottamazione della macchina alla fine della sua esistenza sono
quelle che possono essere adottate dal fabbricante della macchina. Tali misure possono includere, ad esempio, la garanzia che le parti contenenti sostanze pericolose siano adeguatamente contrassegnate in modo indelebile, che le sostanze pericolose contenute nella macchina possano essere evacuate in sicurezza e che ogni tipo di energia accumulata nella macchina possa essere dissipata in sicurezza
durante la messa fuori servizio, per evitare pericoli in fase di rottamazione.


ll metodo in tre fasi

Le tre fasi successive sono indicate con un ordine di priorità, spesso definito anche il metodo in tre fasi:
Fase 1 = prima priorità - Misure di integrazione della sicurezza nella progettazione
Fase 2 = seconda priorità - Misure tecniche di protezione
Fase 3 = terza priorità - Informazione degli utenti.

Questo ordine di priorità deve essere applicato quando si scelgono le misure da adottare per affrontare un dato rischio e soddisfare il corrispondente requisito essenziale in materia di sicurezza e di tutela della salute. Di conseguenza, il fabbricante deve esaurire tutte le possibili misure di integrazione della sicurezza nella progettazione prima di far ricorso alle misure di protezione. Allo stesso modo, egli
deve esaurire tutte le possibili misure di protezione prima di far affidamento sulle segnalazioni d’allarme, le avvertenze e le istruzioni per gli operatori. L’applicazione del metodo in tre fasi deve tener inoltre debito conto dello stato dell’arte.
Fase 1 = prima priorità (eliminare o ridurre il rischio all’origine)
La prima priorità è data dalle misure di integrazione della sicurezza nella progettazione, in quanto esse sono più efficaci delle misure di protezione o delle avvertenze. Alcuni esempi di misure di integrazione della sicurezza nella progettazione sono, ad esempio:
− eliminare completamente il pericolo, ad esempio sostituendo il fluido idraulico infiammabile con un tipo non infiammabile:
− progettare il sistema di comando e i dispositivi di comando in modo da garantire il funzionamento sicuro;
− garantire la stabilità integrata della macchina tramite la forma e la distribuzione delle masse;
− accertarsi che le parti accessibili della macchina non abbiano spigoli vivi o superfici rugose;
− garantire una distanza sufficiente fra gli elementi mobili e fissi della macchina per evitare il rischio di schiacciamento ;
− evitare che sulle superfici accessibili si sviluppino temperature estreme;
− ridurre alla fonte le emissioni di rumore, vibrazioni, radiazioni o sostanze pericolose;
− ridurre, eventualmente, la velocità e la potenza degli elementi mobili o la velocità della macchina stessa;
− ubicare gli elementi pericolosi della macchina in luoghi inaccessibili;
− ubicare i punti di regolazione e di manutenzione al di fuori delle zone pericolose.
Fase 2 = seconda priorità
Quando non è possibile eliminare i pericoli o ridurre sufficientemente i rischi adottando delle misure di integrazione della sicurezza nella progettazione, si accorda la seconda priorità alle misure tecniche di protezione per impedire che le persone siano esposte ai pericoli. Alcuni esempi di misure tecniche di protezione sono:
− i ripari: i ripari fissi, i ripari mobili interconnessi con blocco, se necessario, o i ripari regolabili che limitano l’accesso;
− i dispositivi di protezione;
− l’isolamento di elementi elettrici sotto tensione ;
− il contenimento delle fonti di rumore;
− la riduzione delle vibrazioni;
− la captazione o aspirazione di sostanze pericolose ;
− i dispositivi per compensare la mancanza di visibilità diretta ;
− le strutture di protezione contro il rischio di ribaltamento o rovesciamento laterale o il rischio di caduta di oggetti;
− gli stabilizzatori.
Fase 3 = terza priorità
Infine, per quanto attiene ai rischi residui che non possono essere ridotti in misura adeguata tramite misure di progettazione intrinsecamente sicura o misure tecniche di protezione, le persone esposte devono essere informate, con avvertimenti, indicazioni e informazioni sulle macchine, così come gli utilizzatori tramite le istruzioni, in modo che questi possano adottare le precauzioni e le misure necessarie. Alcuni esempi di avvertenze e istruzioni sono:
− le informazioni o avvertenze sulla macchina sotto forma di simboli o pittogrammi;
− le segnalazioni acustiche o luminose di allarme ;
− l’indicazione del peso della macchina o di suoi elementi che devono essere movimentati con i mezzi di sollevamento durante le varie fasi o l’esistenza prevedibile della macchina;
− le avvertenze sull’uso della macchina da parte di alcuni gruppi di persone, come ad esempio le persone al di sotto di una certa età ;
− le informazioni relative al montaggio e all’installazione sicuri della macchina;
− la specifica dell’esigenza di fornire le informazioni e la formazione necessarie agli operatori;
− le informazioni sulle misure di protezione complementari da adottare sul posto di lavoro;
− la specifica dell’esigenza di fornire agli operatori adeguati dispositivi di protezione individuale e la verifica del loro effettivo utilizzo .

Uso scorretto ragionevolmente prevedibile
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare che sia utilizzata in modo anormale, se ciò può comportare un rischio. Negli altri casi le istruzioni devono richiamare l’attenzione dell’utilizzatore sulle controindicazioni nell’uso della macchina che potrebbero, in base all’esperienza, presentarsi.
il fabbricante deve evitare, per quanto possibile e tramite il ricorso a mezzi tecnici, l’uso anormale prevedibile. Fra tali mezzi si ricordano, ad esempio:
− la fornitura di mezzi che circoscrivono la possibilità di azionare la macchina o taluni dispositivi di comando solo alle persone autorizzate;
− la progettazione di macchine che non permettono errori di montaggio ;
− la dotazione sulle macchine mobili di dispositivi per impedire lo spostamento quando il conducente non è ai comandi;
− la dotazione sulla macchina di dispositivi per evitare che questa possa essere azionata prima che gli stabilizzatori siano in posizione;
− dotare la macchina di dispositivi che impediscano il sovraccarico delle macchine di sollevamento.
Qualora sussista ancora un rischio residuo di uso scorretto prevedibile che non può essere completamente evitato con i mezzi tecnici, si dovranno riportare apposite avvertenze sulla macchina.
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