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Responsabilità

Le conseguenze di un infortunio

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Prima dell'incidente aveva tutto quello che voleva. La vita di Stephen Rizzotti è cambiata per sempre il 9 febbraio 2007 quando è rimasto paralizzato dalla vita in giù.
Un contenitore di peso superiore a 500 kg gli cadde addosso da un'altezza di 10 metri in una raffineria petrolifera Shell a Ellesmere Port, Cheshire (UK).
Da allora, Stephan e sua moglie Jayne hanno dovuto fare i conti con quello che è successo.
Stephen: "
Lo sai che ero davvero felice, avevo una buona vita familiare, io e Jane eravamo veramente felici e non c'era nient'altro che desiderassi dalla vita, ma ora è tutto diverso."
Jayne: "La vita sociale non si è fermata, ma dobbiamo fare le cose diversamente. Un sacco di posti che eravamo soliti frequentare prima dell'incidente non sono accessibili ad una sedia a rotelle così che non ci possiamo più andare". Read More ...
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Responsabilità del datore di lavoro

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In questa sentenza è stato assolto il titolare di una società a responsabilità limitata, che aveva vinto in appalto i lavori di nettezza urbana all'interno dell'area del mercato comunale, aveva permesso che un proprio dipendente lavorasse in prossimità di un cancello in ferro privo del perno di fermo di fine corsa e, quindi, non in una situazione di sicurezza. Il lavoratore, mentre spostava una delle ante scorrevoli del cancello per effettuare le pulizie, determinava la fuoriuscita dell’anta dal binario che lo travolgeva riportando gravi lesioni con compromissione della colonna vertebrale. La Suprema Corte afferma: "Va premesso che il cancello in origine non presentava alcun vizio costruttivo, tanto vero che il suo installatore è stato prosciolto. Pertanto la sua anomalia è stata frutto di una manomissione che, dalle sentenze di merito, non risulta poter essere datata. Read More ...
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Rifiuto di indossare i necessari DPI e licenziamento

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La Corte di Cassazione si è espressa riguardo il mancato utilizzo dei DPI con la sentenza Civile, Sez. Lav., 05 agosto 2013, n. 18615 - Rifiuto di indossare i necessari DPI e licenziamento.
Nella citata sentenza si ravvede un comportamento inadempiente da parte del lavoratore, specie con riferimento all’inosservanza delle misure di sicurezza predisposte dal datore di lavoro, per tale motivo è legittimo il licenziamento in tronco. In particolare, un lavoratore che si era più volte rifiutato di ricevere i DPI e, nonostante, avesse ricevuto due sanzioni disciplinari aveva ulteriormente rifiutato le istruzioni operative che gli imponevano il ritiro dei DPI, prima di accedere al luogo di lavoro. A questo punto il datore di lavoro gli inibiva l’accesso, per violazione dei doveri a lui posti dalla normativa di sicurezza, dal codice disciplinare e dal rapporto di lavoro, e, valutato come gravemente inadempiente il comportamento complessivo del dipendente, procedeva al conseguente licenziamento. Read More ...
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L'obbligo formativo e dell'idoneità sanitaria per i lavoratori autonomi

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Continua la collaborazione con Pietro Ferrari che dopo essersi interessato di Collaborazione con gli OPT, Inidoneità ed idoneità con prescrizioni, Decreto del "fare", Stress lavoro-correlato e Commissione Consultiva Permanente, Norme silenti, Lavoratori stagionali che oggi pone l'attenzione sui lavoratori autonomi.
l lavoratore autonomo di cui all’art. 2222 del Codice civile è, secondo la definizione che ne fornisce l'art. 89 del D.Lgs. 81/2008, “la persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione” Pietro Ferrari analizza, in particolare, le problematiche inerenti la formazione ed i controlli sanitari periodici.
I termini generali della formazione per i lavoratori autonomi sono definiti dall'art. 21 “
Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'art. 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi”.
Qui il comma 2 decide che i lavoratori autonomi “
relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:
a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni dell'art. 37,
fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.” Read More ...
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Inidoneità e idoneità con prescrizioni

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Questa settimana pubblichiamo un interessante articolo a firma di Pietro Ferrari riguardante uno degli argomenti più spinosi nel campo della sicurezza ed igiene del lavoro: l'esito del controllo sanitario periodico.
Prima di venire a considerare le possibilità di impiego del lavoratore divenuto inidoneo alla mansione, dobbiamo richiamare le decisioni costituzionali poste a presidio di alcuni beni fondamentali.
  • Il diritto al lavoro (art. 4) “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”; (art. 5) “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”;
  • Il diritto ad una esistenza libera e dignitosa per sè e per la famiglia (art. 36) “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità ed alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”;
  • Il diritto alla salute, tutelata come bene fondamentale dell'individuo e interesse della comunità (art. 32) “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
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Ambienti sospetti di inquinamento o confinati

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Proprio al fine di incidere positivamente sul fenomeno infortunistico riducendo numerosità e gravità degli eventi incidentali, il legislatore decise di emanare il Decreto del Presidente della Repubblica del 14.09.2011, n° 177, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 260 dell’8/11/2011, entrato in vigore il 23/11/2011, che è un Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti “sospetti di inquinamento o confinati”. Nel DPR si definiscono le linee generali di una vera e propria strategia di contrasto agli infortuni relativi alle attività in tali ambienti, di cui fa parte integrante e fondamentale la predisposizione di buone prassi utili a indirizzare gli operatori.
In tale complessivo contesto l'INAIL ha sentito la necessità di realizzare un manuale pratico che rappresenti i contenuti di una procedura di sicurezza per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati così come previsto ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011, rivolto a quanti operano a vario titolo in tale settore e, soprattutto, a tutte quelle micro e piccole imprese che si occupano di bonifiche e/o manutenzione in ambienti confinati.
Il presente manuale, che prende come esempio una cisterna interrata, rappresenta il primo volume di una serie che avrà l’obiettivo di approfondire e fornire soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per i lavori da realizzare nelle diverse tipologie di ambienti sospetti di inquinamento o confinati, al fine di mettere a disposizione degli operatori un “catalogo” di soluzioni validate ed efficaci.
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Idoneità tecnico-professionale lavoratori autonomi

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La Commissione per gli “interpelli” (prevista dall’articolo 12 comma 2 del D.Lgs. 81/2008), a seguito di un’istanza di interpello formulato dall’ANCE, ha approvato una importante risposta sulla verifica dei requisiti dei lavoratori autonomi, come previsto dall’art. 90 comma 9 lettera a) e dall'allegato XVII D.Lgs. 81/2008.
In sintesi, un committente o impresa affidataria è tenuto a verificare il possesso della documentazione, di cui all'Allegato XVII, da parte del Lavoratore Autonomo, ma NON anche ad esigere dal medesimo l'esibizione degli attestati inerenti la propria formazione e l'idoneità sanitaria (tranne che le stesse non siano espressamente previste da disposizioni speciali anche di attuazione del T.U. come, ad esempio, la formazione di cui al D.P.R. 177/2011 sugli Ambienti Confinati, la quale è obbligatoria anche per i Lavoratori Autonomi).
Infatti, per il lavoratore autonomo, “beneficiare della sorveglianza sanitaria” e “partecipare ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza” sono facoltà e non obblighi.
Resta fermo per il committente la facoltà di richiedere comunque al Lavoratore Autonomo ulteriori requisiti rispetto a quelli minimi individuati dall'Allegato XVII, anche qualora esso sia in possesso della documentazione sopra citata.
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Responsabilità del preposto

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La Cassazione, come già più volte ribadito, ha individuato la responsabilità di un lavoratore che rivestiva la figura del preposto e lo ha condannato per il reato di omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro nei confronti di un altro lavoratore e lo ha condannato al risarcimento del danno nei confronti della parte civile. Il lavoratore stava lavorando a bordo di un escavatore nei pressi di una scarpata, ma purtroppo il mezzo si è ribaltato causane la morte. La macchina era risultata non inidonea a lavorare in un sito con elevatissima pendenza. Read More ...
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Manutenzione: otto regole vitali

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Ogni anno in Svizzera più di dieci persone perdono la vita durante le attività di manutenzione su macchine e impianti tecnici. La Suva ha lanciato una recentissima campagna di prevenzione dedicata a questa specifica categoria di rischio. Vengono messi a disposizione delle aziende utili strumenti per contrastare questo fenomeno.
Durante i lavori di manutenzione si verificano di continuo gravi infortuni. Le persone coinvolte rimangono incastrate tra le componenti di una macchina, vengono schiacciate o travolte da un carico, sono vittime di cadute dall'alto, scosse elettriche, soffocamento o esplosioni. Troppo spesso le vittime perdono la vita o rischiano l'invalidità.
La campagna della Suva si concentra sulla prevenzione degli infortuni durante la manutenzione di macchine e impianti tecnici ed è integrata nella «
Visione 250 vite» che mira a dimezzare entro dieci anni il numero degli infortuni mortali e degli infortuni gravi con conseguenze invalidanti.
La manutenzione degli impianti tecnici e delle macchine è un compito riservato esclusivamente al personale specializzato, che deve avere bene a mente i seguenti tre aspetti.
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Prevenzione incendi: condannato lavoratore

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La Cassazione Penale (Sezione III – Sentenza n. 25205 del 23 giugno 2011 – Pres. De Maio – Est. Amoresano – P.M. Passacantando – Ric. P. G.) conferma la sentenza di condanna ad un operaio che lavorava in appalto presso un distributore stradale di GPL per omessa adozione di misure di sicurezza idonee ad evitare l’insorgenza di un incendio (in seguito all’uso di un apparecchio a fiamma libera quale una saldatrice elettrica su tubazioni fatiscenti di GPL – Gas di Petrolio Liquefatti).
La motivazione della conferma della condanna del lavoratore (alla pena -condonata- di euro 500,00 di ammenda per il reato di cui all’articolo 34 lettera b del D. P. R. 27 aprile 1955 n. 547) è che comunque anche (testualmente dalla sentenza) “il D.Lgs. n. 81/2008, articolo 59 (come sostituito dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106, articolo 36) prevede sanzioni penali anche per i lavoratori per la violazione dell’articolo 20 comma 2 lettera b), c), d), e), f), g), h) ed i), e articolo 43, comma 3, primo periodo. E tra le violazioni sopra indicate rientrano anche quelle riguardanti la osservanza delle disposizioni e delle istruzioni ai fini della protezione collettiva ed individuale, la corretta utilizzazione delle attrezzature di lavoro, delle sostanze e dei preparati pericolosi, nonché dei dispositivi di sicurezza, e la utilizzazione in modo appropriato dei dispositivi di protezione. E, secondo la contestazione, al ricorrente veniva addebitato di aver operato imprudentemente in violazione di idonee misure di sicurezza per cui vi è quindi ‘continuità normativa’.
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Prevenzione: sviluppo competenze non tecniche (NTS)

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Gli infortuni sono il risultato di comportamenti non sicuri degli individui, la prevenzione si deve concentrare sull’individuazione di specifici comportamenti, avendo l’obbiettivo di cambiarli una volta osservati e monitorati.
I fautori dell'approccio comportamentista asseriscono di agire sul rinforzo dei comportamenti di sicurezza (non sulla punizione dei comportamenti insicuri) e che da ciò consegue la riduzione dei comportamenti insicuri.
Il rinforzo positivo costituisce il cuore di questo approccio e si fonda sul Condizionamento Operante: ogni volta che un comportamento viene seguito da stimoli positivi tende a ripetersi. L’analisi del comportamento viene condotta in relazione a fenomeni esterni direttamente osservabili al fine di controllare quelle condizioni che “determinano” il comportamento.
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Cassazione: responsabilità e delega di funzioni

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Cassazione Penale, Sez. 4, 27 ottobre 2010, n. 38111 - Trasferimento dell'obbligo di prevenzione dal titolare della posizione di garanzia ad altri: solo attraverso una formale delega di funzioni
Responsabilità del legale rappresentante di una spa per il reato di lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche ai danni di un lavoratore: quest'ultimo, intento a pulire il rullo di una macchina con uno straccio imbevuto di acetone, subiva l'amputazione di un dito della mano sinistra trascinata all'interno dei rulli.
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Datore di lavoro: culpa in eligendo

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L'accusa consisteva nell'aver consentito, e comunque non impedito, che all’interno dello stabilimento della Ma. F. S.p.a. fosse installato ed utilizzato un impianto di produzione composto da più macchine per la produzione di film trasparente (propilene ad uso alimentare), prodotto che viene raccolto da un “gruppo avvolgitore” privo dei dispositivi di sicurezza imposti dalla legge al fine di evitare contatti accidentali tra parti del corpo dei lavoratori addetti al macchinario e gli organi in movimento. Gli imputati avevano proceduto ad un’erronea valutazione dei rischi e ad un conseguente errato documento di valutazione dei rischi. Read More ...
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Linea Guida Modello 231

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Tutto parte nel 2007 con la poco nota Legge 123/2007 emanata in un preciso contesto politico e sociale e non ancora in periodo di crisi. Essa ha esteso il campo di applicazione del D.Lgs. 231/2001 ad alcuni reati in tema di salute e sicurezza sul lavoro: gli infortuni e le malattie professionali anche di “contenuta” gravità e con perfetta guarigione clinica. Casi che purtroppo, anche nelle Aziende di eccellenza in tema di sicurezza sul lavoro, non è infrequente riscontrare nella pratica lavorativa.
Il D.Lgs. 231/2001, introdotto in pieno clima della cosiddetta “tangentopoli” per reati tipicamente dolosi come la corruzione, la concussione, la truffa e simili nel 2007 è stato esteso ai reati colposi della sicurezza sul lavoro prevedendo che ogni Impresa, indipendentemente dalla tipologia di lavoro e dalle dimensioni (la sentenza della Suprema corte di Cassazione 1883 del 15 dicembre 2010 estende tale obbligo anche alle imprese individuali), si “organizzi” in maniera da evitare che lo staff aziendale, contravvenendo allo stile di comportamento approvato dai soci e dagli amministratori della società, consegua degli ipotetici risparmi sulla prevenzione che poi espongano i lavoratori ai rischi di infortunio o malattia.
Così l'introduzione della PRIMA DEL "MODELLO 231" - Una Linea Guida interdisciplinare di Unindustria Prodenone per una conformità razionale al D.Lgs. 81/2008 ed al D.Lgs. 231/2001.
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Corte di Cassazione: responsabilità datore di lavoro

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Corte di Cassazione - Sentenza 08 agosto 2011, n. 31571 Tutela della salute e dell'incolumità fisica dei lavoratori - Responsabilità del Datore di Lavoro - Violazione norme antifortunistiche.
datore di lavoro di P.D. per imprudenza,
L'imprudenza e la negligenza e imperizia di un datore di lavoro consistite nel non predisporre adeguate misure a tutela della salute e dell'incolumità fisica dei lavoratori addetti alla sua azienda agricola, nonché in specifica violazione delle prescrizioni di cui agli articoli 4, commi 4 lett.a) e c), art.8 comma undicesimo del D.Lgs n. 626/94, art.55 D.P.R. n.547/55 cagionava la morte di un dipendente, il quale rimaneva incastrato con la gamba destra nella macina di un mulino ed a seguito del predetto infortunio l'arto gli veniva amputato ed in seguito decedeva presso il nosocomio nel quale era ricoverato. Veniva contestata altresì la violazione delle sopra indicate norme antinfortunistiche. Read More ...
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Medico competente e consulente esterno

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Sindrome da sovraccarico biomeccanico e metodo OCRA: il punto sul valore delle linee guida nei procedimenti penali a carico dei professionisti della prevenzione.
La sentenza del Tribunale di Asti si segnala per il suo particolare interesse in quanto affronta in maniera approfondita i seguenti temi:
1. la valutazione dei rischi da sovraccarico biomeccanico secondo il metodo OCRA
2. il valore delle linee guida nei procedimenti penali
3. le responsabilità del medico competente
4. le responsabilità del consulente esterno.
A cura di Anna Guardavilla. Read More ...
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Idoneità alla mansione: sostanze stupefacenti

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Si riportano i risultati di uno studio condotto da Anna Bertaso, Jennifer P. Pascali, Eloisa Liotta e Aldo Polettini dal titolo "La valutazione dell’idoneità alla guida in relazione all’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope." pubblicato sul Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia (VOLUME XXXIII - N. 2 Aprile/Giugno 2011). E' uno studio epidemiologico della casistica veronese. La guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rappresenta, infatti, un grave problema per la sicurezza stradale.
La legge Italiana vieta il rilascio o la conferma della patente di guida a chiunque si trovi in stato di dipendenza o faccia un consumo abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Ciò ha rilevanti ripercussioni sul piano sociale e professionale, dal momento che oggi la patente di guida è diventato uno strumento essenziale, oltre che per la mobilità, anche per lo svolgimento di numerose attività professionali.
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Non idoneità alla mansione

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Articolo 41 Decreto Legislativo 81/2008 - Sorveglianza sanitaria al comma 6 recita: Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
a) idoneità;
b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
c) inidoneità temporanea;
d) inidoneità permanente.
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Infortunio: comportamento abnorme del lavoratore

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Il TAR dell'Abruzzo ha respinto il ricorso proposto da un medico ricercatore di ruolo dell'Istituto di Clinica Chirurgica generale dell'Università degli Studi di Chieti "D'Annunzio", in servizio assistenziale presso l'AUSL di Chieti, Istituto di clinica chirurgica generale delP.O. "SS. Annunziata" (struttura convenzionata), inteso ad ottenere il risarcimento del danno subito a seguito del contagio da virus HCV (epatite virale di tipo C) contratto a causa del malfunzionamento di un dispositivo per il prelievo del sangue (c.d. "vacutainer"), che l'aveva costretto all'eliminazione manuale di un ago utilizzato su un paziente infetto, a sua volta, da virus HCV. Read More ...
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SGSL: efficacia esimente e asseverazione

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Nel D.Lgs. 81.08 s.m.i., il comma 5 dell'art. 30 “Modelli di organizzazione e di gestione” recita:
5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)... o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti del presente articolo per le parti corrispondenti.
Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'art. 6.
L'articolo originale è di Pietro Ferrari della CGIL di Brescia ed è stato modificato in alcune sue parti.
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SGSL e DVR

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Secondo il Dipartimento di Prevenzione - Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro un’adeguata adesione agli obblighi del DLgs 81/08 con la redazione di un DVR secondo i criteri previsti dall’art 28 mette a disposizione del DdL un efficiente Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) che, con minimi accorgimenti, consente di organizzare con relativa facilità e costi ridotti il MOG secondo le prescrizioni dell'art.30. Pertanto propone ai DdL un documento che in 8 punti contiene i ricavati dalla esperienza di vigilanza dello S.P.I.S.A.L. e che potrebbero essere utili nell’indirizzare verso un percorso di miglioramento del DVR.
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Criteri di qualificazione formatore sicurezza

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Riportiamo uno stralcio del "Resoconto audizione CIIP alla Commissione Infortuni e cosiddette morti bianche del Senato sulla Qualificazione dei formatori Sicurezza sul lavoro - Roma, Senato, 15 giugno 2011.
All'interno di un'azienda accanto ai lavoratori esiste una pluralità di soggetti che debbono ricevere una formazione per la salute e la sicurezza sul lavoro, ciascuno con le proprie specifiche esigenze, è opportuno distinguere tra formatori qualificati (che svolgono attività formativa in via prevalente o esclusiva) e operatori formati (che esercitano altre mansioni ma erogano comunque formazione ad altre persone). Per ciascuno è possibile identificare un serie di requisiti di competenza, a seconda dell'area di specializzazione, basati su titoli di studio o su specifiche esperienze professionali e di docenza maturate. Read More ...
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Verifiche periodiche All. VII D.Lgs 81/2008

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E' stato pubblicato in GURI il Decreto dell'11 aprile 2011 "Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo." (GU n. 98 del 29-4-2011 - Suppl. Ordinario n.111).
Il nuovo decreto disciplina, quindi, le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche cui sono sottoposte le attrezzature di lavoro di cui all’allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008, nonchè i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati e individua le condizioni in presenza delle quali l’INAIL e le ASL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati per l’effettuazione delle verifiche periodiche. Read More ...
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Medico competente: valutazione dei rischi

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Medico competente condannato perchè ometteva di collaborare attivamente alla valutazione dei rischi aziendali. Il documento di valutazione dei rischi aziendale, secondo il giudice Cipolletta del Tribunale di Pisa - sez. Penale, presentava incongruenze e lacune rispetto all’organizzazione del primo soccorso e delle emergenze e non teneva in considerazione le attività effettivamente svolte dall’azienda. Read More ...
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DPI: Uno strumento per la sicurezza

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Martedì 3 Maggio 2011 - Fiera di Bologna Sala Mascagni - ammezzato padd. 21-22 ore 14.00 - 16.00
La sicurezza nei posti di lavoro è un impegno istituzionale dei promotori, Regioni di Emilia-Romagna e Marche, Enti Bilaterali per l’Artigianato, INAIL e Servizi Sanità Pubblica delle due regioni. In questo convegno sarà presentato un nuovo prodotto informativo multimediale.
Dopo il successo realizzato per il comparto della Metalmeccanica, della Cantieristica Navale e della Lavorazione del Legno e Mobile Imbottito, aggiornati al decreto 81/2008 e tutti a disposizione su Internet per gli operatori del settore, viene oggi presentato il nuovo prodotto DPI - Dispositivi di Protezione Individuale
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Responsabilità amministrativa

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Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
d) alle attività di sorveglianza sanitaria;
e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori;
f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;
h) alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate.
Il modello organizzativo e gestionale deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell’avvenuta effettuazione delle attività.
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Giornata mondiale della Terra 2011

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Non manca molto alla Giornata Mondiale della Terra (22 aprile). Tra le iniziative in rete piace quella dell’autore del blog Jinjerup che ha ideato una serie di etichette da attaccare ai contenitori per il riciclaggio dei rifiuti. Siamo lontani anni luce da come sono organizzati in Usa ma può aiutarci a comportarci nella maniera giusta per difendere l’ambiente. Piacerà anche ai piccoli di casa che vi aiuteranno ad attaccarle. L’importante è stamparle su carta riciclata, poi tagliatele e incollatele sui rispettivi contenitori che dovreste avere in casa.
Sono quattro etichette in tutto, per plastica, carta, vetro e metallo. All’interno del file pdf ci sono due etichette per pagina, quindi sono due pagine da stampare. Potete scaricarle da qui: ogni etichetta misura 13,5×14,7 cm. Se vi piacciono di più ci sono anche quelle ideate l’anno scorso. Read More ...
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RSPP e fattori di rischio

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Sentenza della Corte di Cassazione IV Sezione 27 gennaio 2011 n.2814 - Responsabilità di un RSPP per il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa antinfortunistica in danno del lavoratore. Il responsabile del servizio prevenzione e protezione della società A., essendosi ravvisati a suo carico profili di colpa generica e specifica, non avendo lo stesso valutato adeguatamente i rischi connessi alle mansioni che gli operai dovevano svolgere durante le operazioni di movimentazione della carrozze, rischi derivanti in particolare dalla presenza delle fosse di lavorazione non protette al fine di evitare la caduta accidentale di uomini e i mezzi. Read More ...
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