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Prevenzione alcologica

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L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che, globalmente, il consumo di alcol causi circa 2,5 milioni di morti ogni anno, di cui 320 mila tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. A livello mondiale il 3,8% di tutti i decessi è attribuibile all’alcol mentre nella Regione europea, dove si registra il maggior consumo pro capite del pianeta, i dati sulle prevalenze raddoppiano. L’uso rischioso di alcol è considerato il terzo fattore di rischio per le morti premature e le disabilità nel modo e il secondo in Europa, area che da un lato si contraddistingue come la zona con i cambiamenti più rilevanti nei modelli di consumo alcolico rispetto a quelli tradizionali e dall’altro come la regione in cui si registra il più elevato impatto in termini di disabilità, mortalità prematura e malattia.
L’Alcohol Prevention Day 2011, momento cardine del dibattito che si svolge nell’intero corso del mese di prevenzione alcologica (guarda anche le iniziative sul territorio), catalizza il dibattito scientifico, sanitario e sociale, dissemina le evidenze scientifiche, fornisce nuovi strumenti e materiali di prevenzione. L’evento, realizzato dall’Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss) e dal Centro dell’Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol-correlate, è sostenuto e finanziato dal ministero della Salute e promosso in stretta collaborazione con la l’Associazione italiana dei club degli alcolisti in trattamento (Aicat) ed Eurocare che hanno garantito per il decimo anno consecutivo la disponibilità dei materiali di prevenzione atti a favorire e supportare una adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.
Il decennio passato ha visto nascere e svilupparsi in Italia culture, modelli e modalità del bere che hanno influenzato i comportamenti individuali, la società, le risposte istituzionali e le policy relative all’alcol. I dieci anni di Alcohol Prevention Day rappresentano un’occasione ideale per un bilancio e per una valutazione di medio termine sulle prospettive, non solo sanitarie, che la modifica sostanziale di un’attitudine connaturata all’individuo ha determinato in vasti strati di popolazione.
L’individuo-consumatore (specialmente se giovane) è influenzato nelle sue scelte da campagne mediatiche accattivanti senza che vi siano come contraltare campagne di comunicazione volte a contrastare i nuovi modelli di consumo alcolico secondo modalità dannose o rischiose sia per la salute sia per il benessere individuale e collettivo. La società stessa è cambiata a fronte della naturale evoluzione del sistema di valori e degli orientamenti delle nuove generazioni per le quali sono aumentate le occasioni di consumo e la disponibilità economica. Quest’ultima, in particolare, permette di scegliere beni di consumo che in passato la società e la famiglia non consentivano ai giovanissimi. Nel corso degli ultimi dieci anni, il consumo di alcol tra i ragazzi è cresciuto sino a rappresentare la prima causa evitabile di morte tra i giovani.
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Fonte: Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute)



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