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SGSL: analisi di un modello

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Nel corso del dibattito sindacale, la salute e sistemi di gestione della sicurezza possono suscitare reazioni estremamente varie, che vanno dal rifiuto indignato all'entusiasmo. Comprensibilmente, perché il termine "viene usato per descrivere tutti i tipi di pratiche. E' in grado di coprire qualsiasi cosa, da ambizioso miglioramento continuo verso l'obiettivo utopico di nessun rischio per la salute sul lavoro, alle cortine di fumo per i lavoratori delle imprese di pesca a traino, questi sono gli argomenti contenuti nella relazione di Kaj Frick (Mälardalen University) e Viktor Kempa (ETUI).
La relazione analizza il boom dei SGSL, distinguendo i sistemi di gestione messi a punto da imprese private da quelli promosse dalle autorità nazionali, tra di essi il più conosciuto e più controverso il Programma di Protezione Volontario degli Stati Uniti.
Gli autori, tuttavia, sottolineano che il tipo di sistema di gestione è meno importante di come viene interpretato e messo in pratica nei luoghi di lavoro. In particolare, essi intendono demolire la tesi secondo cui i sistemi obbligatori (pubblici) sono intrinsecamente buoni e quelli opzionali (di solito privati) sono automaticamente da scartare. Ma per quanto essi possono indurre i datori di lavoro a impegnarsi con la salute e sicurezza sul lavoro, gli autori contestano questi sistemi di gestione in quanto "sembrano guardare più i rischi di incidente rispetto ai rischi per la salute a lungo termine".
In questa sede analizzeremo il SGSL proposto dall'HSE (Health & Safety Executive) britannico. Il sistema prevede una flow-chart in cinque step:
  1. Redigere la politica della Sicurezza
  2. Organizzare lo staff
  3. Pianificare e redigere le procedure e le istruzioni
  4. Misurare le performance (KPI)
  5. Imparare dall'esperienza - Audit e verifiche

Anche in questo caso, senza entrare troppo nel dettaglio, come asseriscono gli autori della relazione, Kaj Frick e Viktor Kempa, il SGSL non tiene in debito conto i rischi per la salute a lungo termine ma si limita ad analizzare:
  • cause immediate e remote delle lesioni, delle malattie (non professionali) e analisi di dati sugli incidenti, le tendenze e caratteristiche comuni.
Appare, quindi, un'ottima indicazione inserire nel SGSL l'analisi dei pericoli che possono costituire un rischio per la salute a lungo termine.
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