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L'uso delle scale portatili

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Quasi un quinto delle cadute da altezza nei luoghi di lavoro sono dovute all'utilizzo delle scale. Le scale portatili costituiscono un pericolo se sono mal gestite, utilizzate in modo improprio o semplicemente non adatte allo scopo. Se una scala è lo strumento giusto per il lavoro, i datori di lavoro devono assicurarsi che sia in condizioni adatte. Una scala portatile non è adatta ad ogni tipo di lavoro. Dopo aver effettuato la valutazione del rischio, può risultare che sono più adatte altre apparecchiature. Le scale sono più adatte se si è in presenza di un basso rischio e si deve eseguire un lavoro di breve durata. Per breve si intende un lavoro la cui durata è al massimo tra i 15 e i 30 minuti.
Analizziamo, in questo articolo, le cause più frequenti di caduta dalle scale portatili ed un toolkit per eseguire una valutazione del rischio semplificata. Read More ...
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Falsi infortuni sul lavoro

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In questo articolo presenteremo diversi esempi di “falsi infortuni sul lavoro” analizzandone il contenuto e mostrandone le conseguenze.
L’uomo, un 56enne di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, ha simulato una caduta dalle scale per ottenere nuova convalescenza retribuita. Aveva infatti già superato il limite massimo previsto per la malattia a carico dell'Inps.
I carabinieri di Cagliari-Villanova hanno smascherato un truffatore che ha simulato in infortunio sul lavoro per ottenere nuova convalescenza retribuita. Si tratta di un uomo di 56 anni di Quartu Sant'Elena, giardiniere della società Proservice Spa, controllata dalla Provincia di Cagliari, che si occupa della manutenzione degli edifici scolastici della Provincia e del Comune di Cagliari. L'uomo, che da qualche tempo aveva superato il limite massimo previsto per la malattia a carico dell'Inps (557 giorni in 4 anni), ha simulato un infortunio sul lavoro che, invece, viene gestito e retribuito dall'Inail.
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Il metodo dell'albero delle cause

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Gli infortuni sul lavoro non derivano da una sola causa: sono il risultato di una combinazione di fattori. Lo scopo è quello di identificare i diversi elementi che hanno contribuito a generare l'evento.
Per raggiungere questo obiettivo, l'INRS ha sviluppato un metodo pratico in grado di individuare i fattori di incidenti, i cui risultati sono presentati come un albero grafico chiamato "causa principale". Il suo principio è semplice: i fatti che hanno contribuito all'incidente sono rappresentati e organizzati in un ordine logico. Esso aiuta a comprendere lo scenario dell'incidente ed a proporre varie misure di prevenzione. Come tale, esso è parte di un approccio attivo alla prevenzione dei rischi professionali per preservare l'integrità fisica e mentale dei dipendenti.
Come costruire in modo corretto un albero di guasto?
Qual è il suo contributo alla prevenzione?
È a queste domande che vuole rispondere la brochure proposta dall'INRS. Questa sulla base di vari esempi, descrive il metodo e come usarlo per attuare le misure preventive.
Questa guida pratica si concentra sulle condizioni per utilizzarlo con successo pur sottolineando la sua complementarità con la valutazione del rischio a priori.
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Cantieri stradali: segnaletica

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E' importante innanzitutto sapere che le fasi di installazione, di disinstallazione e manutenzione della segnaletica di cantiere, in particolare la posa, la rimozione dei coni, dei delineatori flessibili e il tracciamento della segnaletica orizzontale, costituiscono fasi di lavoro particolarmente delicate per la sicurezza degli operatori. Adesso adesso andremo ad analizzare i criteri minimi di sicurezza da adottare nelle attività lavorative in presenza di traffico veicolare. Per ogni tratta omogenea vengono redatte le necessarie rappresentazioni grafico/schematiche dei sistemi segnaletici e vengono presi in considerazione almeno i seguenti indicatori:
  • larghezza delle carreggiate
  • numero di corsie per senso di marcia
  • presenza o assenza della corsia di emergenza
  • presenza o assenza della banchina
  • anomalie plano altimetriche
  • presenza o assenza di spartitraffico
  • gallerie
  • opere d'arte (ponti, viadotti, cavalcavia)
  • condizioni note del flusso veicolare.
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Lavoratore in stato di ubriachezza

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Riprende la campagna di Ellesic volta a sensibilizzare il lettore sul consumo di alcool. Su tale argomento consigliamo di consultare i seguenti articoli già pubblicati: Alcol ed effetti sulla salute, Alcol: mantieniti al sicuro, Alcol e lavoro, Alcol, lavoro e produttività, Prevenzione alcologica, Alcol, droga & lavoro.
ll DLgs 81/08, prevede espressamente all’
art. 41, comma 4, l’obbligo di effettuare la sorveglianza sanitaria finalizzata "alla verifica della assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti".
L'obbligo vige solo “
nei casi ed alle condizioni previste dall'ordinamento”, cioè dalle norme specifiche in vigore o che saranno emanate successivamente. L'obbligo riguarda, per l'alcol, l'accertamento dello stato di alcol dipendenza, mentre per le “droghe” l'assunzione anche solo sporadica. Si tratta di due regimi attualmente molto diversi, e di conseguenza sono diverse le modalità con le quali il Medico Competente deve affrontare i due problemi.
Per l'alcol abbiamo due norme contemporaneamente vigenti:
1. La legge 125/01 (Legge in materia di alcol e di problemi alcol correlati)
2. Il Decreto Legislativo 81/08 (art. 41, comma 4)
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Formazione per l'individuazione e l'utilizzo delle attrezzature da lavoro

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Dal 12 marzo 2013 è entrato in vigore l'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 che individua le attrezzature da lavoro per le quali è richiesta una "formazione specifica" che non è sostitutiva a quella obbligatoria già prevista.
Le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori sono:
1
Piattaforme di lavoro mobili elevabili

2
Gru a torre

3
Gru mobile

4
Gru per autocarro

5
Carrelli elevatori semoventi
  • Carrelli semoventi a braccio telescopico
  • Carrelli industriali semoventi
  • Carrelli/Sollevatori/Elevatori semoventi telescopici rotativi
6 Trattori agricoli o forestali

7
Macchine movimento terra
  • Escavatori idraulici
  • Escavatori a fune
  • Pale caricatrici frontali
  • Terne
  • Autoribaltabile a cingoli
8. Pompa per calcestruzzo Read More ...
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Rifiuto di indossare i necessari DPI e licenziamento

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La Corte di Cassazione si è espressa riguardo il mancato utilizzo dei DPI con la sentenza Civile, Sez. Lav., 05 agosto 2013, n. 18615 - Rifiuto di indossare i necessari DPI e licenziamento.
Nella citata sentenza si ravvede un comportamento inadempiente da parte del lavoratore, specie con riferimento all’inosservanza delle misure di sicurezza predisposte dal datore di lavoro, per tale motivo è legittimo il licenziamento in tronco. In particolare, un lavoratore che si era più volte rifiutato di ricevere i DPI e, nonostante, avesse ricevuto due sanzioni disciplinari aveva ulteriormente rifiutato le istruzioni operative che gli imponevano il ritiro dei DPI, prima di accedere al luogo di lavoro. A questo punto il datore di lavoro gli inibiva l’accesso, per violazione dei doveri a lui posti dalla normativa di sicurezza, dal codice disciplinare e dal rapporto di lavoro, e, valutato come gravemente inadempiente il comportamento complessivo del dipendente, procedeva al conseguente licenziamento. Read More ...
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La validazione di buone prassi

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Pietro Ferrari dopo essersi interessato di Collaborazione con gli OPT, Inidoneità ed idoneità con prescrizioni, Decreto del "fare", Stress lavoro-correlato e Commissione Consultiva Permanente, Norme silenti, Lavoratori stagionali e L'obbligo formativo e dell'idoneità sanitaria per i lavoratori autonomi oggi prende le mosse dalla richiesta di un'azienda metallurgica bresciana di richiedere la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale-Università degli Studi di Brescia, allo scopo di predisporre “un sistema di video monitoraggio nell'incrementare il livello di sicurezza aziendale”.
Tale progetto si proponeva di individuare sia le “
condizioni a rischio”, sia “i comportamenti a rischio o sicuri”, così da poter “conseguentemente intraprendere mirate azioni correttive e migliorative attraverso un continuo processo di feedback”.
Rispetto all'obiettivo, si riteneva perciò che “
Di primaria importanza è la predisposizione e l'erogazione di interventi formativi che sfruttino sia le videoriprese per evidenziare rischiose modalità di svolgimento delle attività lavorative (comportamenti a rischio) da analizzare e correggere, che videoriprese delle migliori modalità lavorative (comportamenti sicuri) da selezionare e diffondere come prassi aziendale. Read More ...
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Rischio chimico negli uffici (indoor)

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In questo articolo, cercheremo di analizzere la presenza del “rischio chimico” all’interno degli ambienti chiusi (indoor), come ad esempio gli uffici. Il rischio chimico è stato quasi esclusivamente connesso agli ambienti di lavoro oppure all’inquinamento nell’ambiente esterno ma, diversi studi hanno evidenziato come negli ambienti chiusi i pericolo possono essere molto elevati esponendoci a composti chimici potenzialmente molto tossici. E’ dunque importante individuare le potenziali fonti di rischio al fine di adottare le eventuali misure di prevenzione.
Da diversi studi risulta che a determinare problemi di qualità dell’aria all’interno degli uffici concorrono:
  • Insufficiente ventilazione
  • Inquinamento interno (isolanti e rivestimenti, arrendi, fotocopiatrici, fumo di sigaretta, prodotti di combustione, prodotti per la pulizia)
  • Inquinamento esterno (prodotti di combustione, inadeguati punti di presa d’aria, radioattività terrestre)
  • Contaminanti biologici.
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Per un soffio: Near miss (Incidente mancato)

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EllESic si era già occupata dell'argomento con l'articolo Analisi dei quasi incidenti. Oggi approfondiremo il concetto analizzando più nel dettaglio le caratteristiche del Near miss (incidente mancato o quasi infortunio). Esso è un evento imprevisto che non ha provocato lesioni, malattie o danni - ma avrebbe avuto il potenziale per farlo. Solo una rottura fortunata nella catena di eventi ha impedito un infortunio, fatalità o danno, in altre parole, ci è mancato un soffio.
Sono, quindi, near miss anche quegli infortuni che restano fuori dall'obbligo legislativo di denuncia, cioè quegli eventi infortunistici lievi che non portano a giorni di assenza da lavoro, oltre quello in cui si è verificato l'evento, i cosiddetti First Aid.
Le statistiche dimostrano che su 10000 incidenti, 3 sono infortuni con conseguenze fatali, 90 sono infortuni con conseguenze rilevanti, 900 con effetti minori e i restanti sono cosiddetti quasi infortuni o near misses o ancora "near loss" ossia episodi che, pur avendone il potenziale, non hanno prodotto danni.
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Prevenire le collisioni macchine pedoni

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Sono ancora troppo numerosi gli incidenti tra le persone ed i mezzi, nonostante il progresso tecnico e la formazione fornita ai conducenti.
Molti sono i comparti interessati e tipi di macchine interessate, per esempio:
- settore edile/costruzioni (autobetoniera, pompa calcestruzzo, camion ...)
- raccolta e cernita dei rifiuti (compattatore, carrello, camion o sollevatori telescopici TP)
- carrello elevatore, per esempio nel settore manifatturiero, nell'industria alimentare, nella logistica.
Evitare le collisioni tra le macchine ed i pedoni passa in primo luogo dalle misure organizzative (organizzazione dei flussi di traffico ed il controllo degli accessi pedonali, zona di attesa specifica per i guidatori ...) o le misure generali per migliorare la visibilità. Tuttavia, quando tali disposizioni sono insufficienti, le misure tecniche complementari, come ad esempio l'installazione di dispositivi di rilevazione per avvisare il conducente della presenza di una persona (o un ostacolo) può essere presa in considerazione.
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Autorizzazione Unica Ambientale

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L'Autorizzazione Unica Ambientale, istituita e disciplinata dal D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59, formato da 12 articoli e 1 allegato, nasce in attuazione di uno dei molteplici decreti emanati dal Governo Monti in materia di attività d'impresa, introducendo così un'unica autorizzazione che sostituisce 7 diversi titoli abilitativi in campo ambientale richiesti dalle vigenti normative di settore :
  • l'autorizzazione agli scarichi;
  • la comunicazione per l'utilizzo delle acque reflue;
  • l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera;
  • la documentazione previsionale di impatto acustico;
  • l'autorizzazione all'uso di fanghi ottenuti da depurazione in agricoltura;
  • la comunicazione sullo smaltimento/recupero dei rifiuti.
L'AUA può essere richiesta dalle Piccole Medie Imprese (PMI) con meno di 250 lavoratori e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro ed i gestori di “impianti” non soggetti ad A.I.A. (autorizzazione Integrata Ambientale) ma comunque sottoposti alle disposizioni contenute del D.Lgs 152/2006.
Al contrario, non può essere richiesta dagli impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) e non è applicabile ai progetti sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).
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Stress lavoro-correlato: stress da lavoro ripetitivo

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Lo Stress lavoro-correlato è definito come l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d'aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.
Le ultime stime eseguite dal Labour Force Survey (LFS) mostrano:
  • il numero totale di casi di stress nel biennio 2011/12 è pari a 428.000 (40%) su un totale di 1.073.000 casi relativi a tutte le malattie legate al lavoro (HSE - Health and Safety Executive).
A tal proposito, pubblichiamo una sentenza della corte di Cassazione riguardante la responsabilità di un datore di lavoro per infortunio di un addetto alle pulizie che, mentre stava salendo su una scala a pioli per la pulizia di un vetro, cadeva dalla stessa riportando lesioni personali.
La Corte afferma che risulta accertato che il datore di lavoro omise di "
elaborare all'esito della valutazione dei rischi, il prescritto documento contenente una relazione esaustiva dei rischi per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, con riguardo ai rischi specifici dei lavoratori addetti alle pulizie dei vetri relativamente al pericolo di caduta dall'alto, alle posture incongrue e allo stress da lavoro ripetitivo Read More ...
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Sovraccarico Biomeccanico arti superiori: schede di rischio

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Il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori è emerso inizialmente nel settore metalmeccanico e successivamente anche nel settore dell’industria, in agricoltura, nei servizi e nel mondo dell’artigianato. L’analisi e la gestione di tale rischio rappresenta una grande sfida dovuta dalla numerosità di compiti e cicli lavorativi e l’eterogeneità delle modalità e delle tempistiche di lavoro. Il metodo valutativo applicato è la Check-list OCRA, che ha il merito di considerare in maniera sintetica i fattori correlabili al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
Per approfondire puoi anche consultare SBAS: Sovraccarico Biomeccanico Arti Superiori. Read More ...
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Usare il trattore in sicurezza

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Analizziamo la guida passo-passo per la sicurezza nell'utilizzo del trattore, rilasciata dall'HSE (Health & Safety Executive) e destinata a tutti coloro che utilizzano un trattore. Essa si applica a coloro che lavorano in agricoltura, silvicoltura, orticoltura, servizi orticoltura e nell'industria dei tappeti erbosi sportivi.
Che tu sia uno studente, un trattorista regolare, o un datore di lavoro, è necessario che tu conosca la sicurezza del trattore prima che sia troppo tardi.
Le persone che muoiono in incidenti con trattori ogni anno sono molte come molti sono i feriti gravi. Le statistiche dell'
Osservatorio Infortuni Mortali EllESic riportano che il 16,6% degli infortuni mortali occorsi nel 2012 è stato causato da un utilizzo erroneo del trattore. Semplici ma essenziali punti di sicurezza avrebbero impedito la maggior parte di loro.
L'opuscolo mostra come la formazione in materia di sicurezza sul trattore potrebbe salvare molte vite. Read More ...
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Quando guardi il tuo smartphone, chi guarda la strada?

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Oggi pubblichiamo un'interessante campagna promozionale che ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi connessi dall'uso del cellulare mentre si è alla guida. La campagna è stata lanciata dalla Sècuritè Routière del Ministero degli Interni francese.
EllESic aveva già posto l'attenzione su questo problema nel 2011, Sicurezza stradale: è pericoloso scrivere sms alla guida, proponendo un video della Polizia Stradale gallese.
Il 61% dei conducenti di età inferiore ai 35 legge sms durante la guida (e il 32% li digita).
Di fronte a questa situazione allarmante, che è diventata un fenomeno sociale, la sicurezza stradale sta lanciando una nuova campagna: "Al volante, quando guardi il tuo smartphone, chi guarda la strada?".
Oggi, più di 24 milioni di francesi hanno uno smartphone, e sono quasi un terzo ad utilizzarlo durante la guida. Questa cifra viene moltiplicata per due, quando si tratta di persone di età inferiore ai 35 anni.
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Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro 2013

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La Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro è il principale evento di sensibilizzazione del suo genere, volto a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro presenti in Europa. L'evento, che avrà luogo dal 21 al 25 ottobre, sarà coordinato dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e attuato dai suoi partner nei 28 Stati membri dell'UE e in altri paesi.
La Settimana europea si concentra sulla diffusione dei messaggi chiave dell'attuale campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri "Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi", nonché sulle attività di quest'ultima, e prevede l'organizzazione di molteplici eventi in tutta Europa, enfatizzando i vantaggi derivanti dall'applicazione di una buona leadership con la partecipazione dei lavoratori.
EllESic vi partecipa con la pubblicazione sulla barra laterale del sito dello skyscraper, con l'invio a tutti i suoi clienti ed a tutti gli iscritti alla newsletter della brochure promozionale.
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Amianto: un rischio spesso non percepito

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L'Istituto Nazionale di Ricerca e Sicurezza francese (INRS) ha eseguito uno studio per verificare l'esposizione all'amianto degli addetti al settore idro-termosanitario. I risultati della campagna di misura, realizzata mediante l'utilizzo di un badge di prelievo, sono stati incrociati con le risposte ad un questionario somministrato ai lavoratori e mostrano che i lavoratori del settore non sono coscienti del rischio: il 40% degli individui esposti pensano di non essere mai entrati in contatto con le fibre di amianto. Per approfondire si può consultare: Banca Dati Ellesic Amianto e News EllESic Amianto. Read More ...
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Valutazione dei rischi: l'addetto alla sabbiatura

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Oggi pubblicheremo un articolo riguardante i profili di rischio nell’industria meccanica, in particolare “l’addetto alla sabbiatura”.
Innanzitutto è importante identificare il ruolo dell’addetto alla sabbiatura. Quest’ultimo è un lavoratore specializzato nella lavorazione di pulitura meccanica di componenti metallici tramite l’utilizzo di sabbia.
Questa lavorazione viene effettuata da una macchina chiamata sabbiatrice, nella quale vengono inseriti manualmente i pezzi di piccole dimensioni, e con l’aiuto del carroponte vengono inseriti i pezzi di dimensioni maggiori. Successivamente, l’operatore infila le mani dentro le apposite protezioni ricavate all’interno della macchina permettendogli di impugnare la pistola spara sabbia ed eseguire l’operazione di pulizia del pezzi. In fine, eseguita la sabbiatura, l’operatore estrae i pezzi lavorati e li pone in appositi contenitori.
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5 + 5 regole vitali per chi lavora con l’elettricità

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Dopo aver analizzato le otto regole vitali in edilizia e le otto regole vitali nella manutenzione è il turno dell'elettricità. Le statistiche parlano chiaro: ogni anno in Svizzera da 1 a 3 elettricisti perdono la vita sul posto di lavoro per le conseguenze di un infortunio causato dall'elettricità. Circa 50 subiscono lesioni gravi. In Italia sulla base delle statistiche dell'Osservatorio Infortuni Mortali EllESic nel 2012 sono morte 22 persone (5,1% del totale - aggiornamento al 30 novembre 2012).
Anche i professionisti di lungo corso non sono immuni dagli infortuni e ognuno deve avere sempre bene a mente quali sono le regole più importanti in materia di sicurezza. Chi rispetta in maniera sistematica le 5 + 5 regole vitali può prevenire gli infortuni ed evitare molte sofferenze.
In caso di pericolo bisogna dire STOP, sospendere i lavori e riprenderli solo dopo aver eliminato i pericoli.
Le «5 + 5 regole vitali per chi lavora con l’elettricità» sono state elaborate dalla Suva in collaborazione con Electrosuisse e altre organizzazioni svizzere del settore elettrico.
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Prevenire i rischi di caduta dall'alto

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Dopo aver pubblicato Lavorare con i rischi chimici e l'analisi dei rischi presenti nel settore della ristorazione tradizionale analizziamo oggi un'altra pubblicazione dell'INRS ED6110 del novembre 2012 nella quale si tratta dei rischi relativi alla cadute dall'alto. In Francia le cadute dall'alto rappresentano la seconda causa di infortunio mortale sul lavoro dopo quelle dovute alla circolazione stradale, che tradotto in cifre:
  • 58 morti sul lavoro nel 2010 a causa di cadute dall'alto che, pertanto, costituiscono la seconda causa di infortunio mortale al lavoro;
  • le cadute dall'alto rappresentano il 16,6% delle giornate di lavoro perse per infortunio dovute a inabilità temporanea.
Analizzando i dati nel dettaglio si può notare che il punto nero sono i lavori su terrazze, tetti e finestre sul tetto e finestre. Anche se il numero di cadute è diminuito di oltre il 70% nel ventennio 1990-2010, queste cadute possono avere gravi conseguenze in molti casi, e sono la principale causa di morte (34,5%).
Viene spontaneo fare un confronto con le statistiche italiane riferite però all'anno 2011 (
Osservatorio Infortuni Mortali EllESic):
  • 112 morti sul lavoro nel 2010 per caduta dall'alto che rappresentano il 20% del totale dei morti sul lavoro.


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Esposizione ad amianto

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Nella Sentenza della Corte di Cassazione n. 18267 del 2013 la sentenza attualmente impugnata rigetta l'appello di S. P. avverso la sentenza n. 6070 dell'8 marzo 2005 del Tribunale di Napoli e conferma tale ultima sentenza che ha respinto la domanda del P. volta ad ottenere:
1) la affermazione della responsabilità ex art. 2087 cod. civ. della datrice di lavoro P. E. S. s.r.l. per non avere dotato il personale dipendente dei necessari strumenti protettivi rispetto all'inalazione delle fibre di amianto;
2) la condanna della società stessa al risarcimento del danno biologico (oltre ad accessori come per legge) per il carcinoma polmonare contratto in ragione dell'inalazione continuativa di fibre di amianto nello svolgimento delle mansioni di operaio ascensorista, svolte dal 1968 al 1995.
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L’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio

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Dopo esserci interessati della valutazione dei rischi per l’utilizzo in sicurezza delle piattaforme di lavoro mobili in elevato (PLE), oggi pubblichiamo un articolo riguardante l’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio.
E’ importante prima sapere che le vibrazioni al sistema mano-braccio sono sollecitazioni meccaniche provocate da attrezzature di lavoro vibranti (trapani, martelli pneumatici, smerigliatrici, etc.), che arrivano al corpo umano attraverso i loro punti di contatto, in questo caso la mano. Quest’ultima, di conseguenza, trasmette le sollecitazioni all’avambraccio, al braccio ed alla spalla (sistema mano-braccio).
L’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio può causare diversi disturbi e patologie che si identificano in una vera e propria sindrome, chiamata “sindrome da vibrazioni al sistema mano-braccio”.
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Valutare i rischi per l’utilizzo in sicurezza delle PLE

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In questo articolo parleremo della valutazione dei rischi e le misure di prevenzione per l’utilizzo in sicurezza delle piattaforme di lavoro mobili.
Come prima cosa è importante specificare che le piattaforme di lavoro mobili in elevato si suddividono in due gruppi principali:
  • Gruppo A : le piattaforme di lavoro mobili elevabili nelle quali la proiezione verticale del baricentro del carico è sempre all’interno delle linee di ribaltamento.
  • Gruppo B : le piattaforme di lavoro mobili elevabili nelle quali la proiezione verticale del baricentro del carico può essere all’esterno delle linee di ribaltamento.
Relativamente allo spostamento, le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono suddivise in tre tipi:
  • Tipo 1: lo spostamento è consentito solo quando la piattaforma di lavoro mobile elevabile è in posizione di trasporto
  • Tipo 2: lo spostamento con la piattaforma di lavoro sollevata è controllato da un punto di comando sul telaio.
  • Tipo 3: lo spostamento con la piattaforma di lavoro sollevata è controllato da un punto di comando sulla piattaforma di lavoro.
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La responsabilità di chi affida a terzi un’attrezzatura non sicura

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Cassazione Penale, Sez. 4, 22 gennaio 2013, n. 3278 - Trattore agricolo cingolato e mancanza di requisiti di sicurezza
Responsabilità di un datore di lavoro per la morte di un lavoratore mentre eseguiva lavori di aratura con un trattore cingolato: era accaduto infatti che il trattore, privo dei requisiti di legge, andasse a finire in una scarpata schiacciando la vittima e causandone il decesso.
Condannato, ricorre in Cassazione – Inammissibile.
"Nel caso di specie, i giudici di merito hanno fornito una corretta ricomposizione del fatto, fondata su un'adeguata acquisizione ed interpretazione degli elementi probatori disponibili ed un'esaustiva analisi complessiva di essi sulla base di canoni logici e coerenti."
E' da rilevare che anche ad accedere alla versione dei fatti offerta dal ricorrente, non ne conseguirebbe l'esenzione di responsabilità dello stesso, ravvisandosi la posizione di garanzia rispetto al verificarsi di infortuni in chi affida a terzi un mezzo di per se atto a determinare situazioni di pericolo senza sorvegliare adeguatamente circa il suo corretto utilizzo.
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Usare in sicurezza carrelli movimentatori, elevatori e trasportatori

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In questo articolo analizzeremo il documento “Movimentazione merci pericolose. Carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali. Manuale sulla sicurezza destinato agli addetti al carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali pericolosi”, pubblicazione realizzata dalla Direzione Centrale Prevenzione dell’Inail in collaborazione con Parsifal Srl.

Partiamo con lo specificare che i carrelli movimentatori (transpallet elettrico/motore) elevatori sono sistemi di trasporto che, se manuali, “devono essere provvisti di elementi di presa (timone, maniglie…) che rendano la manovra sicura e agevole. Il montante dei  carrelli elevatori, anche se azionati manualmente, se sussiste pericolo (es. cesoiamento) deve essere protetto; solitamente, tale protezione viene realizzata con una griglia metallica leggera avente maglie di dimensioni tali da non ostacolare la visuale, ma tale da impedire di raggiungere le parti pericolose del sistema di sollevamento”.

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10 mosse per un tirocinio in sicurezza

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Continua l'approfondimento relativo alla formazione delle categorie speciali (apprendisti, neo-assunti, ecc.) ed a tale proposito consultare anche Formazione neo-assunti.
Il "nuovo" contratto di apprendistato offre la possibilità di assumere giovani di età compresa prevalentemente tra 16 ai 26 anni.
Tale possibilità presenta alcune differenze in relazione ai settori produttivi, ai contratti ed ai territori.
Qualche riflessione appare opportuna alla luce delle possibili ricadute degli aspetti anagrafici e sociali di questa popolazione sulle problematiche formative.
Innanzitutto va evidenziato che l'arco di età 16/26 è molto ampio e le differenze soggettive, di esperienze, nonché professionali risultano molto marcate soprattutto avvicinandosi ai margini estremi del range.
Va comunque sottolineato che le imprese scelgono di assumere soprattutto over 18 anche in considerazione del più alto "carico" di formazione esterna prevista per i giovani dai 16 ai 18 anni.
Nelle imprese piccole, fino a 15 dipendenti, risulta più alta la percentuale di apprendisti nella fascia più bassa di età, mentre al crescere delle dimensioni dell'impresa vengono inseriti apprendisti più "anziani".
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Carrozzieri: dieci miti da sfatare

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Continua l'approfondimento di EllESic sui rischi presenti nelle attività di verniciatura dopo Agenti chimici in metalmeccanica, Nuove tecniche di verniciatura e rischi per la salute, Valutazione del rischio: nuove tecniche di verniciatura, Best practices: attività di verniciatura. In questa sede focalizzeremo l'attenzione sugli isocianati presenti nelle vernici. Molte delle sostanze utilizzate in carrozzeria richiedono un'attenta conservazione, manipolazione e controllo.
In particolare, le vernici contenenti isocianati, sono state, per molti anni, la principale causa di asma professionale nel Regno Unito e l'industria (nel suo complesso) è anche ai vertici per i casi di dermatite. Vernici contenenti isocianato sono ampiamente utilizzate nel settore della riparazione dei veicoli. Gli isocianati sono anche utilizzati in alcune vernici a base d'acqua, nella maggior parte delle mani di fondo e di quasi tutte le vernici. 'A base d'acqua' non significa 'isocianato-free', solo che è un'emulsione con un ridotto livello di solventi. Read More ...
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Lavorare con i prodotti chimici

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LDopo essersi interessato del rischio da caduta, Cadere: non c'è niente da ridere, l'INRS ha pubblicato un altro interessante opuscolo riguardante le sostanze chimiche e i rischi relativi (ED 6150 - luglio 2013) dal titolo "Travailler avec des produits chimiques - Pensez prévention des risques ! (Lavorare con i prodotti chimici - Pensare alla prevenzione dei rischi!)"
Le sostanze chimiche sono onnipresenti nei luoghi di lavoro. Un terzo dei dipendenti del settore privato affermano di essere stati esposti almeno una sostanza chimica in lavoro (indagine SUMER 2009).
Usate con noncuranza, le sostanze chimiche possono causare incidenti, malattie professionali e causare inquinamento ambientale.
Prevenire i rischi chimici, è un obbligo del datore di lavoro. Anche il lavoratore ha un ruolo da svolgere nell'applicazione delle pratiche quotidiane di utilizzo di questi prodotti.
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Rischio scivolamento

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Sulla scorta di quanto pubblicato il 26 agosto Cadere: non c'è niente da ridere in questa occasione analizzeremo la scelta della pavimentazione.
L'incidentalità è caratterizzata da numerose persone che inciampano, scivolano e cadono. Molto spesso le persone scivolano mentre camminano. Le possibili cause sono:
  • pavimenti con insufficiente resistenza allo scivolamento
  • disattenzione
  • valutazione erronea del rischio
  • abitudini.
L'elevato tasso rispetto all'intera incidentalità richiede una selezione ragionata del pavimento, dei metodi di pulizia e dei detergenti. I pavimenti resistenti allo scivolamento sono imperativi per poter prevenire in modo efficace gli infortuni. Read More ...
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L'obbligo formativo e dell'idoneità sanitaria per i lavoratori autonomi

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Continua la collaborazione con Pietro Ferrari che dopo essersi interessato di Collaborazione con gli OPT, Inidoneità ed idoneità con prescrizioni, Decreto del "fare", Stress lavoro-correlato e Commissione Consultiva Permanente, Norme silenti, Lavoratori stagionali che oggi pone l'attenzione sui lavoratori autonomi.
l lavoratore autonomo di cui all’art. 2222 del Codice civile è, secondo la definizione che ne fornisce l'art. 89 del D.Lgs. 81/2008, “la persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione” Pietro Ferrari analizza, in particolare, le problematiche inerenti la formazione ed i controlli sanitari periodici.
I termini generali della formazione per i lavoratori autonomi sono definiti dall'art. 21 “
Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'art. 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi”.
Qui il comma 2 decide che i lavoratori autonomi “
relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:
a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni dell'art. 37,
fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.” Read More ...
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Cadere: Non c'è niente da ridere

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Il maggior numero di infortuni in tutti i settori, dall’industria pesante al lavoro d’ufficio, è dovuto agli scivolamenti e cadute nei luoghi di lavoro. Negli Stati della Comunità Europea sono questi i motivi principali delle assenze dal lavoro superiori ai 3 giorni.
I rischi di infortuni sono più elevati per i lavoratori delle piccole e medie imprese (PMI), e in particolare delle imprese con meno di 50 dipendenti. L’adozione di semplici misure di controllo può ridurre il rischio di infortuni da scivolamenti e cadute. I consigli di questa scheda informativa sono validi per tutti i tipi di impresa di qualunque dimensione.
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La ristorazione tradizionale: i rischi

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In questo articolo analizzeremo un factsheet (ED 880 del novembre 2012) contenente le buone pratiche che sono state sviluppate dalla commissione "Ergonomie restauration traditionnelle" della Società di Medicina del Lavoro dei Midi-Pyrénées in collaborazione con la prevenzione del servizio CRAM dei Midi-Pyrénées e la partecipazione dei professionisti UMIH.
I costi indiretti, come la perdita di tempo per le sostituzioni, la formazione, il calo della produzione e il costo della riparazione delle attrezzature danneggiate, sono paragonabili ai costi diretti. Questi costi sono sostenuti direttamente e completamente dalla società, indipendentemente dalle sue dimensioni.
Incidenti o quasi incidenti hanno un notevole impatto sul clima sociale della società. Una situazione pericolosa è un ostacolo nel lavoro. Si tratta di una fonte di demotivazione e di una minore produttività.
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Inidoneità e idoneità con prescrizioni

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Questa settimana pubblichiamo un interessante articolo a firma di Pietro Ferrari riguardante uno degli argomenti più spinosi nel campo della sicurezza ed igiene del lavoro: l'esito del controllo sanitario periodico.
Prima di venire a considerare le possibilità di impiego del lavoratore divenuto inidoneo alla mansione, dobbiamo richiamare le decisioni costituzionali poste a presidio di alcuni beni fondamentali.
  • Il diritto al lavoro (art. 4) “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”; (art. 5) “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”;
  • Il diritto ad una esistenza libera e dignitosa per sè e per la famiglia (art. 36) “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità ed alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”;
  • Il diritto alla salute, tutelata come bene fondamentale dell'individuo e interesse della comunità (art. 32) “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
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Malattie professionali

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Sono latenti e lente nella loro manifestazione, pericolose e spesso sottovalutate. Sono le malattie professionali, patologie che i lavoratori contraggono per effetto dei lavori svolti.
La definizione di malattia professionale presenta diversi livelli di specificità a seconda dei contesti: preventivo, assicurativo, epidemiologico. Una definizione generale può essere: “qualsiasi stato morboso che possa essere posto in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa”.
Questa caratteristica di graduale progressiva azione di fattori presenti nell’ambiente di lavoro, che possono compromettere la salute dei lavoratori, da un lato diversifica le malattie professionali dagli infortuni - che hanno caratteristiche opposte di traumaticità immediata - dall’altra è alla radice di una storica sottovalutazione dovuta anche alle difficoltà di individuazione e accertamento del nesso causale e ad un significativo fenomeno di sottodenuncia da parte dei lavoratori.
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Radiazioni UV: lavoratori outdoor

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La Regione Toscana ha messo in atto un Piano mirato regionale sul rischio da radiazione ultravioletta (UV) solare nei lavoratori outdoor con l’obiettivo di: studiare i comportamenti di questi lavoratori rispetto al rischio UV solare; misurare l’esposizione nei comparti in studio; descrivere la frequenza di fotoinvecchiamento precoce, precancerosi, tumori cutanei nei lavoratori outdoor sottoposti a visita dermatologica; raccogliere i casi di tumore della pelle non melanocitici (Non-Melanoma Skin Cancer – NMSC) e ricostruire la loro esposizione a radiazione solare con particolare riguardo all’attività lavorativa. Read More ...
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Esposizione lavorativa a polveri di legno

legno
L'INAIL ha pubblicato un opuscolo rivolto ai Servizi di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro e alle aziende che operano nel settore della lavorazione del legno. Tale settore, costituito da oltre 50 mila aziende con più di 170 mila addetti, rappresenta uno dei comparti a maggior rischio di infortuni: è collocato, infatti, al terzo posto delle attività più rischiose (dati INAIL-maggio 2011).
Al rischio infortunistico occorre aggiungere il rischio di sviluppo di malattie professionali quali neoplasie delle cavità nasali dovute all’inalazione di polveri generate durante la lavorazione.
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Il decreto "del fare" & la sicurezza

parlamento
Pietro Ferrari ci illustra le novità introdotte con il Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013.
Scriveva Nietzsche -vado a memoria- in uno dei suoi folgoranti aforismi:
Un amico diceva di aver sentito un vecchio cinese affermare che quando gli stati devono morire si danno molte leggi”.
Non sarebbe male che i (diversi) legislatori/normatori avessero a mente questa lezione.
Non credo infatti di essere l'unico a sentir montare insofferenza verso questa metastatizzazione di norme. Condita, in più, da un susseguirsi poco coerente di “semplificazioni” e condizioni interpretative che, a loro volta, sono destinate a conoscere ulteriori “semplificazioni” e “interpretazioni”.
Emblematico -ma solo perchè ultimo-, e qui appena per per gli aspetti relativi a SSL, il caso del Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013.
Tuttavia vale considerare con equilibrio -seppur con la dovuta severità, laddove necessario- il contenuto degli interventi semplificatori del DL n.69.
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Lavoratori stagionali

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Continua la collaborazione con Pietro Ferrari che oggi ci propone un interessante articolo riguardante la normativa in materia di lavoratori stagionali.
Con soli cinque anni (meno tre mesi) di ritardo, è stato emanato il previsto decreto di semplificazione degli adempimenti relativi all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria per i lavoratori stagionali occupati in agricoltura per non più di cinquanta giornate lavorative annue.
Avevamo già deplorato l'inciviltà sostanziale di tale omissione. In essa individuando una violazione del principio costituzionale e comunitario della uniformità delle tutele.
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Agenti chimici in metalmeccanica

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Nel corso del triennio 2008-2010, nell’ambito delle attività dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Azienda USL di Piacenza, è stato attivato un progetto di Vigilanza e Controllo sui rischi che possono determinare danni riconosciuti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e sulle misure di Prevenzione e Protezione adottate dalle aziende e, in questo contesto, sono state interessate imprese di vari comparti produttivi del territorio.
Il progetto ha evidenziato che i rischi connessi alla presenza di agenti chimici pericolosi (con un particolare riferimento alle attività di saldatura e verniciatura) nel comparto metalmeccanico consentivano, per numero di imprese e omogeneità di rischio, un approccio che non fosse immediatamente di carattere ispettivo ma che coinvolgesse un gruppo potenzialmente rilevante di imprese attraverso un processo di “facilitazione” che è definito di Promozione e Assistenza.
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Precisazioni sulla sanzionabilità per la mancata collaborazione con gli organismi paritetici

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Oggi pubblichiamo le precisazioni di Pietro Ferrari relative all'articolo sulla sanzionabilità per la mancata collaborazione con gli organismi paritetici, pubblicato su questo sito il 26.06.2013.
Ritengo, banalmente, che i diversi siti che si occupano di SSL debbano essere luogo di discussione e di approfondimento, oltre che di aggiornamento tecnico e normativo. Certo -so bene- non luoghi di “costruzione” del diritto vivente; compito questo, come universalmente noto, attribuito alla sola giurisprudenza.
Dunque in quella prospettiva voleva collocarsi il mio intervento, che qualche nervo scoperto è pur andato a toccare.
Non sarà sfuggito, suppongo, come già la titolazione dell'articolo ponesse la forma interrogativa. E come le diverse “conclusioni” utilizzassero le modalità dell'ipotetico: non sembra tuttavia; sembrerebbe doversi dedurre; etc.
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INAIL: Riduzione del rumore

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Pubblicato dall'Inail il manuale "Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro".
Il Manuale operativo “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”, approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro prevista dall’art. 6 del D.lgs. 1/2008, su proposta del Comitato 9 “Agenti chimici, fisici e biologici” di cui il Dipartimento Igiene del Lavoro esprime la segreteria tecnica, costituisce lo stato dell’arte italiano in materia di controllo del rumore tramite gli interventi di prevenzione tecnica primari e secondari e, in sinergia con la recente Norma UNI/TR 11347, costituisce un sopporto metodologico e operativo per gli adempimenti previsti dal capo II del Titolo VIII del D.lgs. 81/2008 volti all’eliminazione o riduzione al minimo del rischio rumore sulla base dell’attuale stato dell’arte della tecnologia.
Il Manuale si rivolge in primis ai datori di lavoro e, più in generale, a tutti i soggetti della prevenzione (RSPP, consulenti, progettisti, costruttori ecc.) e agli organi di vigilanza, come utile supporto operativo disponibile sia su internet, ai siti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.lavoro.gov.it e dell’INAIL www.inail.it.
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Stress lavoro-correlato e Commissione Consultiva Permanente

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Nell'articolo di oggi Pietro Ferrari si occupa del rischio da stress lavoro-correlato in relazione alle conclusioni della Commissione Consultiva Permanente.
Che io sappia, non stava scritto nelle tavole della legge che la Commissione Consultiva dovesse procedere a una verifica ed (eventuale) integrazione delle sue proprie Indicazioni in merito alla valutazione dello stress lavoro-correlato.
Tali Indicazioni avevano visto la luce, con la curiosa modalità della lettera circolare, nel novembre 2010. Manifestando, nelle “Disposizioni transitorie e finali” la seguente, irrefrenabile volontà:
Allo scopo di verificare l'efficacia della metodologia qui indicata, anche per valutare l'opportunità di integrazioni alla medesima, la Commissione Consultiva provvederà ad elaborare una relazione entro 24 mesi dalla approvazione delle presenti indicazioni metodologiche, a seguito dello svolgimento del monitoraggio sulle attività realizzate. .. Read More ...
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Scelta e caratteristiche dei facciali filtranti antipolvere

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In tutte le lavorazioni durante le quali i rischi connessi con l’esposizione per via inalatoria a polveri non possono essere evitati o sufficientemente limitati da misure tecniche di prevenzione o da mezzi di protezione collettiva, devono essere impiegati idonei dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie (respiratori). A tal proposito l'INAIL ha pubblicato un factsheet che ci apprestiamo ad analizzare. La EN149+A1:2009 ha introdotto due nuove classificazioni in relazione all’utilizzo del prodotto.
Questa nuova classificazione comporta modifiche e nuovi requisiti prestazionali. I test introdotti hanno in parte lo scopo di dare all’utilizzatore ulteriore fiducia sull’efficacia dei respiratori, assicurando una protezione delle vie respiratorie continuata anche in ambienti particolarmente impegnativi. Inoltre, per i respiratori classificati secondo le nuove regole come “riutilizzabili”, di poter ripetere la pulizia, la conservazione e il riutilizzo tra i turni. La norma, pertanto, ha introdotto la differenziazione tra facciale filtrante monouso e facciale filtrante riutilizzabile (per più turni di lavoro).
Per identificarne la classificazione sul prodotto, si utilizzano le seguenti marcature:
  • “NR” per facciali non riutilizzabili;
  • “R” per facciali utilizzabili per più di un turno di lavoro.
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È sanzionabile la mancata collaborazione con gli organismi paritetici?

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Oggi pubblichiamo il terzo articolo di Pietro Ferrari nel quale analizza la controversa figura degli Organismi Paritetici con particolare riferimento alla collaborazione in materia di formazione.
Nel maggio del 2009, dunque prima della emanazione del D.Lgs.106/09, un acuto osservatore faceva notare ad un noto esperto della materia quanto poco apodittica (o giuridicamente non granitica) nelle sue conseguenze, dovesse risultare l'affermazione secondo la quale “
nell'ambito del D.Lgs. 81/08 non è prevista alcuna sanzione per la formazione.. fatta in assenza di collaborazione con gli organismi paritetici. Read More ...
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Ambienti sospetti di inquinamento o confinati

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Proprio al fine di incidere positivamente sul fenomeno infortunistico riducendo numerosità e gravità degli eventi incidentali, il legislatore decise di emanare il Decreto del Presidente della Repubblica del 14.09.2011, n° 177, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 260 dell’8/11/2011, entrato in vigore il 23/11/2011, che è un Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti “sospetti di inquinamento o confinati”. Nel DPR si definiscono le linee generali di una vera e propria strategia di contrasto agli infortuni relativi alle attività in tali ambienti, di cui fa parte integrante e fondamentale la predisposizione di buone prassi utili a indirizzare gli operatori.
In tale complessivo contesto l'INAIL ha sentito la necessità di realizzare un manuale pratico che rappresenti i contenuti di una procedura di sicurezza per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati così come previsto ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011, rivolto a quanti operano a vario titolo in tale settore e, soprattutto, a tutte quelle micro e piccole imprese che si occupano di bonifiche e/o manutenzione in ambienti confinati.
Il presente manuale, che prende come esempio una cisterna interrata, rappresenta il primo volume di una serie che avrà l’obiettivo di approfondire e fornire soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per i lavori da realizzare nelle diverse tipologie di ambienti sospetti di inquinamento o confinati, al fine di mettere a disposizione degli operatori un “catalogo” di soluzioni validate ed efficaci.
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Formazione neo-assunti

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Continua la collaborazione editoriale con il sig. Pietro Ferrari, che in questa occasione si è occupato della formazione dei neo assunti.
Aggiungo una personale opinione al recente, interessante confronto circa le modalità da attuarsi per garantire la formazione del personale di nuova assunzione.
Confronto che ha preso le mosse dall'evidente incongruenza e disallineamento posti dall'Accordo per la formazione del 21 dicembre 2011 rispetto al dispositivo di legge, rappresentato dal combinato tra i commi 4 (lett. a) e 12 dell'art. 37 (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) del D.Lgs. 81/08.
Secondo quelli, la formazione deve avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro (o dell'inizio dell'utilizzazione), deve essere svolta durante l'orario di lavoro e non deve comportare alcun costo a carico del lavoratore.
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Idoneità tecnico-professionale lavoratori autonomi

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La Commissione per gli “interpelli” (prevista dall’articolo 12 comma 2 del D.Lgs. 81/2008), a seguito di un’istanza di interpello formulato dall’ANCE, ha approvato una importante risposta sulla verifica dei requisiti dei lavoratori autonomi, come previsto dall’art. 90 comma 9 lettera a) e dall'allegato XVII D.Lgs. 81/2008.
In sintesi, un committente o impresa affidataria è tenuto a verificare il possesso della documentazione, di cui all'Allegato XVII, da parte del Lavoratore Autonomo, ma NON anche ad esigere dal medesimo l'esibizione degli attestati inerenti la propria formazione e l'idoneità sanitaria (tranne che le stesse non siano espressamente previste da disposizioni speciali anche di attuazione del T.U. come, ad esempio, la formazione di cui al D.P.R. 177/2011 sugli Ambienti Confinati, la quale è obbligatoria anche per i Lavoratori Autonomi).
Infatti, per il lavoratore autonomo, “beneficiare della sorveglianza sanitaria” e “partecipare ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza” sono facoltà e non obblighi.
Resta fermo per il committente la facoltà di richiedere comunque al Lavoratore Autonomo ulteriori requisiti rispetto a quelli minimi individuati dall'Allegato XVII, anche qualora esso sia in possesso della documentazione sopra citata.
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Norme silenti

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Da questa settimana inizia la collaborazione editoriale con Pietro Ferrari del Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente della Camera del lavoro di Brescia.
Propongo, senza pretesa, di intendere la definizione nel titolo come quelle norme che, vuoi perchè sembrano non mostrarsi immediatamente cogenti, vuoi perchè non implicano direttamente sanzione, vengono colpevolmente sottovalutate, se non trascurate.
Emblematica, in questo senso, appare la norma, di assoluta novità, contenuta nel primo comma dell'art. 39 D.Lgs. 81/08 (“ Svolgimento dell'attività del medico competente ” ) :

1. L'attività del medico competente è svolta secondo i princìpi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH)). Read More ...
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Responsabilità del preposto

escavatore
La Cassazione, come già più volte ribadito, ha individuato la responsabilità di un lavoratore che rivestiva la figura del preposto e lo ha condannato per il reato di omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro nei confronti di un altro lavoratore e lo ha condannato al risarcimento del danno nei confronti della parte civile. Il lavoratore stava lavorando a bordo di un escavatore nei pressi di una scarpata, ma purtroppo il mezzo si è ribaltato causane la morte. La macchina era risultata non inidonea a lavorare in un sito con elevatissima pendenza. Read More ...
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