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Atmosfere esplosive

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Il datore di lavoro è obbligato ad adottare una serie di provvedimenti dal punto di vista tecnico-organizzativo, formativo e informativo, nonché sotto il profilo delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale.
Il datore di lavoro, nell'assolvere gli obblighi di prevenzione e protezione, deve valutare i rischi specifici derivanti dalle atmosfere esplosive, tenendo conto almeno di:
  • probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
  • probabilità della presenza, dell'attivazione e dell'efficacia di sorgenti di innesco, comprese le scariche elettrostatiche;
  • caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processo e loro possibili interazioni;
  • entità degli effetti prevedibili.
Ad integrazione del documento di valutazione dei rischi di cui al Titolo XI Protezione contro le atmosfere esplosive, il datore di lavoro provvede a elaborare e a tenere aggiornato il “documento sulla protezione contro le esplosioni” che dovrà precisare:
  • che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
    • che saranno prese misure adeguate per raggiungere gli obiettivi del suddetto titolo;
    • quali sono i luoghi che sono stati classificati nelle zone di cui all'allegato XLIX;
    • quali sono i luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime di cui all'allegato L;
    • che i luoghi e le attrezzature di lavoro, compresi i dispositivi di allarme, sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienza tenendo nel debito conto la sicurezza;
    • che sono stati adottati gli accorgimenti per l'impiego sicuro di attrezzature di lavoro.
Se necessario, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori sono segnalate nei punti di accesso con il seguente segnale:

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Il datore di lavoro deve ripartire in zone le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
L'allegato XLIX definisce sei diverse zone pericolose in funzione dello stato fisico della sostanza (gas/vapore/nebbia o polvere), della frequenza e durata della presenza di atmosfera esplosiva.
I fabbricanti di prodotti destinati a essere utilizzati in atmosfere esplosive devono fornire tutti i particolari relativi ai gruppi e alle categorie per decidere in quali zone potranno essere utilizzati i loro prodotti, anche se non potranno prevedere quali zone esisteranno.
La classificazione delle aree pericolose in zone compete all'utente le cui sedi ed attività lavorative contengono o danno luogo a tali pericoli.
In definitiva, la sicurezza dal rischio di esplosione può essere raggiunta unicamente con il contributo, ed il reciproco scambio informativo, sia del fabbricante che dell'utilizzatore.
Per questo visto sopra, si ritiene opportuno riportare di seguito alcuni cenni relativi alla classificazione delle aree.
Zona 0
Luogo in cui un'atmosfera esplosiva costituita da una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore
o nebbia è presente continuamente, o per lunghi periodi, o frequentemente.
Nota : In generale, dette condizioni, quando si presentano, interessano l'interno di serbatoi, tubi e recipienti, ecc.
Zona 1
Luogo in cui è probabile che un'atmosfera esplosiva, costituita da una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto
forma di gas, vapore o nebbia, si presenti occasionalmente durante il funzionamento normale.
Nota : Detta zona può compre n d e re, tra l'altro:
- luoghi nelle immediate vicinanze della zona 0;
- luoghi nelle immediate vicinanze delle aperture di alimentazione;
- luoghi nelle immediate vicinanze delle aperture di riempimento e svuotamento;
- luoghi nelle immediate vicinanze di apparecchi, sistemi di protezione e componenti fragili di vetro, ceramica e materiali analoghi;
- luoghi nelle immediate vicinanze di premistoppa non sufficientemente a tenuta, per esempio su pompe e valvole con premistoppa.

Zona 2
Luogo in cui è improbabile che un'atmosfera esplosiva, costituita da una miscela di aria e sostanze infiammabili sotto
forma di gas, vapore o nebbia, si presenti durante il normale funzionamento, ma che, se si presenta, persiste solo per
un breve periodo.
Nota : Detta zona può comprendere, tra gli altri, luoghi circostanti le zone 0 o 1.
Zona 20
Luogo in cui un'atmosfera esplosiva sotto forma di una nube di polveri combustibili nell'aria è presente continuamente,
o per lunghi periodi, o frequentemente.
Nota : In generale, dette condizioni, quando si presentano, interessano l'interno di serbatoi, tubi e recipienti, ecc.
Zona 21
Luogo in cui è probabile che un'atmosfera esplosiva, sotto forma di una nube di polveri combustibili nell'aria, si presenti
occasionalmente durante il normale funzionamento.
Nota : Detta zona può comprendere, per esempio, tra gli altri, luoghi nelle immediate vicinanze di punti di caricamento e svuotamento di polveri e luoghi in cui si
formano strati di polvere o che, durante il normale funzionamento, potrebbero produrre una concentrazione esplosiva di polveri combustibili in miscela con l'aria.

Zona 22
Luogo in cui è improbabile che un'atmosfera esplosiva, sotto forma di una nube di polvere combustibile nell'aria, si
presenti durante il normale funzionamento, ma che, se si presenta, persiste solo per un breve periodo.
Nota : Questa zona può comprendere, tra gli altri, luoghi in prossimità di apparecchi, sistemi di protezione e componenti contenenti polveri, dai quali le polveri possono fuoriuscire a causa di perdite e formare depositi di polveri (per esempio sale di macinazione, in cui la polvere fuoriesce dai mulini e si deposita).
La procedura di classificazione delle aree prevista dalla norma risulta abbastanza complessa, ma in linea generale si può ricondurre ai seguenti passi:

  • Individuazione delle sorgenti di emissione;
  • Assegnazione del grado di emissione alle sorgenti (considerando le eventuali contemporaneità di più sorgenti);
    • Determinazione della portata di emissione del fluido in considerazione (gas, vapore, liquido bassobollente o altobollente);
    • Calcolo del volume ipotetico di atmosfera potenzialmente esplosiva intorno alla SE (Vz);
    • Calcolo della concentrazione media volumica (Xm%);
    • Valutazione del tempo di permanenza;
    • Determinazione del tipo di zona individuata;
    • Determinazione della forma della zona pericolosa;
    • Determinazione dell'estensione della zona pericolosa (considerando eventuali aperture);
    • Inviluppo delle diverse zone pericolose individuate.

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