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Valutazione del rischio: nuove tecniche di verniciatura

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Negli ultimi 20 anni il mondo delle vernici ha avuto una evoluzione molto marcata che ha permesso di raggiungere tre obiettivi fondamentali:
  • miglioramento delle caratteristiche tossicologiche dei componenti dei prodotti vernicianti
  • riduzione dell’impatto ambientale attraverso la formulazione di nuovi prodotti a più basso tenore di solventi, a polvere, a base acquosa
  • adozione di nuove tecniche applicative, che hanno ridotto gli sprechi di prodotto, generando meno rifiuti ed una consistente riduzione delle emissioni atmosferiche
  • miglioramento della durabilità (resistenza alla corrosione) e dell’aspetto estetico delle vernici con conseguente maggior durata dei manufatti e loro migliore utilizzo.
I prodotti a base acqua contengono una percentuale di solvente più bassa dei prodotti a base solvente (in generale l’acqua sostituisce circa il 40-50 % dei solventi tradizionali), inoltre hanno caratteristiche chimico fisiche diverse dai solventi che vengono utilizzati dai prodotti a base solvente.
Confrontando, poi, i solventi dei prodotti tradizionali ed i solventi dei prodotti a base acquosa, si può notare che le tipologie utilizzate sono diverse, in quanto i solventi tradizionali non sono, in generale, solubili in acqua, mentre la funzione dei solventi nei prodotti a base acqua è quella di rendere l’acqua compatibile con le resine ed i pigmenti che costituiscono questi prodotti vernicianti. Molti solventi hanno più sinonimi, per cui è opportuno riferirsi al numero di
CAS (Chemical Abstract Service) per avere un definizione univoca della sostanza.
Le caratteristiche chimico fisiche dei prodotti a base acquosa hanno un tasso di evaporazione molto inferiore a quello dei prodotti tradizionali a solvente. Inoltre, durante le fasi di spruzzatura, tendono a rimanere nel particolato, per cui sono più facilmente abbattibili attraverso adatti dispositivi di protezione individuale.
Occorre tener presente che il solvente preponderante nei prodotti a base acquosa è l’acqua in una percentuale variabile fra il 40% ed il 50%, mentre altri solventi contribuiscono per il 10-15%.
Una discussione sugli aspetti tossicologici dei solventi delle “vernici ad acqua” necessita di alcune considerazioni preliminari. La prima riguarda la quantità di solventi utilizzata: con l’acqua, vengono aggiunte proporzioni del 15-30 % di solventi organici, invece del 50- 70% delle vernici classiche. Con queste caratteristiche dobbiamo sottolineare che le vernici ad acqua sono, quindi, da considerarsi meno pericolose delle precedenti; queste definizioni tranquillizzanti per molti non lo sono per il tossicologo industriale che si pone il problema di definire il possibile rischio rappresentato dai nuovi prodotti.
Il secondo aspetto da segnalare riguarda le caratteristiche chimiche dei solventi per le vernici ad acqua che sono molto diverse da quelle delle vernici tradizionali. Il toluene e gli altri idrocarburi aromatici, il tricloroetilene con il gruppo dei clorurati, il n-esano e simili idrocarburi alifatici o aliciclici, di cui abbiamo approfondito gli effetti tossici per numerosi decenni non sono utilizzabili nelle vernici ad acqua specie per la loro spiccata liposolubilità.
I citati tipi di solventi per le vernici “ad acqua” (glicoli, eteri, NMP ...) pongono nuovi problemi culturali dal punto di vista tossicologico: i solventi idrosolubili presentano strutture chimiche piuttosto complicate e per alcuni non sono noti i principali metaboliti e non vi sono indica- zioni dell’
ACGIH o della DFG per limiti in relazione al possibile monitoraggio biologico.
(Fonte: Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia)
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