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Linea Guida Modello 231

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Tutto parte nel 2007 con la poco nota Legge 123/2007 emanata in un preciso contesto politico e sociale e non ancora in periodo di crisi. Essa ha esteso il campo di applicazione del D.Lgs. 231/2001 ad alcuni reati in tema di salute e sicurezza sul lavoro: gli infortuni e le malattie professionali anche di “contenuta” gravità e con perfetta guarigione clinica. Casi che purtroppo, anche nelle Aziende di eccellenza in tema di sicurezza sul lavoro, non è infrequente riscontrare nella pratica lavorativa.
Il D.Lgs. 231/2001, introdotto in pieno clima della cosiddetta “tangentopoli” per reati tipicamente dolosi come la corruzione, la concussione, la truffa e simili nel 2007 è stato esteso ai reati colposi della sicurezza sul lavoro prevedendo che ogni Impresa, indipendentemente dalla tipologia di lavoro e dalle dimensioni (la sentenza della Suprema corte di Cassazione 1883 del 15 dicembre 2010 estende tale obbligo anche alle imprese individuali), si “organizzi” in maniera da evitare che lo staff aziendale, contravvenendo allo stile di comportamento approvato dai soci e dagli amministratori della società, consegua degli ipotetici risparmi sulla prevenzione che poi espongano i lavoratori ai rischi di infortunio o malattia.
Così l'introduzione della PRIMA DEL "MODELLO 231" - Una Linea Guida interdisciplinare di Unindustria Prodenone per una conformità razionale al D.Lgs. 81/2008 ed al D.Lgs. 231/2001.
Per evitare tali sanzioni il D. Lgs. 231/2001 prevede la possibilità di predisporre un “modello di comportamento organizzativo” (il cosiddetto “modello 231”) che sarà quindi un aspetto su cui le Aziende dovranno essere sempre più impegnate nella applicabilità pratica di questi massimi principi alle attività quotidiane.
In estrema sintesi il “modello organizzativo” dovrebbe garantire che tutti i soggetti che a vario titolo intervengono in materia di sicurezza (procuratori destinatari delle deleghe, RSPP, medico competente, capi reparto, ecc.) mettano in pratica la sicurezza e salute sul lavoro individuando propriamente i rischi, disponendo di opportune risorse in maniera da salvaguardare gli amministratori ed in ultima analisi la Società stessa. L’occasione è quindi propizia per irrobustire le attività di prevenzione e minimizzazione del rischio legati alle malattie professionali, aspetto che sarà sempre di più impattante nei bilanci aziendali. Ciò anche in considerazione del fatto che molte patologie possono insorgere anche successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, ad esempio quelle neoplastiche, con notevole allungamento dei termini ai fini risarcitori, per chiederne il riconoscimento dell’origine professionale, mentre il mercato assicurativo, a differenza del ramo infortuni, propone prodotti con parecchie criticità nelle limitazioni di copertura.
L'Unindustria di Pordenone allo scopo di fornire indicazioni circa l'assunzione di un "Modello 231" ha redatto le suddette Linee Guida. Come in tutti gli audit che si rispettino le Linee Guida richiedono prima la verifica del rispetto di quanto indicato nel D.Lgs. 81/2008 ed in particolare:
Definizione e divulgazione della Politica per la Salute e la Sicurezza aziendale
A) Organizzazione per la salute e la sicurezza sul lavoro
B) Valutazione del Rischio (VDR)
C) Miglioramento nel tempo della salute e sicurezza
D) Coerenza e sostanza della VDR
E) Formazione
G) Controllo delle attività
H) Gestione degli appalti e dei fornitori.
Per consultare il documento clicca
qui.
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