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Vademecum miglioramento delle attività calzaturiere

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Il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) della ASL di Pavia, dalla Clinica del Lavoro «Luigi Devoto» di Milano e dalla Unità Organizzativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro (UOOML) - Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia hanno prodotto il vademecum per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori nel settore calzaturiero. Il vademecum è stato, quindi, approvato con Decreto 1864 del 7 marzo 2012 dalla Regione Lombardia. Lo scopo del lavoro è di:
  • orientare sulle scelte tecniche, organizzative e procedurali adeguate l'intero "sistema prevenzionistico" lombardo, inteso in senso lato “datori di lavoro, servizi di prevenzione e protezione aziendali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici competenti, organi di vigilanza delle ASL, operatori delle UOOML, consulenti, organizzazioni datoriali e sindacali dei lavoratori, ecc.”; lo strumento è pertanto messo a disposizione di tutti i soggetti, nell'ambito dell'obiettivo generale di favorire linterazione ed allargare il numero di figure competenti, e potrà essere utilizzato per verifiche e auto analisi all'interno delle aziende;
    • esprimere, in un documento condiviso, l
    orientamento comune dei diversi interlocutori che compongono il gruppo di lavoro, in relazione agli aspetti ritenuti problematici per il comparto;
    • orientare i Servizi PSAL e UOOML alla promozione di percorsi preventivi che coinvolgano le figure aziendali per la gestione corretta dei principali problemi evidenziati.
Delle 156 attività calzaturiere oggetto dell'indagine, in 108 imprese è stata rilevata lesposizione dei lavoratori a rischio da agenti chimici, a seguito di utilizzo, nel ciclo produttivo, di adesivi, solventi, additivi, prodotti di finitura. In queste imprese sono state acquisite ed esaminate complessivamente 524 schede dati di sicurezza.
Adesivi
La valutazione delle 289 schede dati di sicurezza relative ad adesivi ha evidenziato che quelli a base di policloroprene rappresentano il 44,6% del totale degli utilizzati nel settore; quelli a base di gomma naturale il 15,6%; i poliuretanici il 12,8%. Pertanto, gli adesivi in solvente organico costituiscono il 73% del totale degli adesivi complessivamente impiegati. I termofusibili sono utilizzati nel 4% dei casi. L
impiego di adesivi in dispersione acquosa avviene nel 23,2% dei casi.
Solventi/diluenti
Sono state esaminate le schede dati di sicurezza relative a 141 solventi /diluenti che risultano utilizzati nelle imprese osservate.
I prodotti risultati di maggior impiego presentano la seguente composizione: isoesano ed isomeri con n-esano inferiore al 5% in 23 casi; acetone in 18 casi; etilacetato e cicloesano in 17 casi; isoesano ed acetato di etile 10 casi. In due casi si è rilevato l
'utilizzo di tetracloroetilene, impiegato come prodotto di pulitura (R 40).
Attivatori
Le 39 schede dati di sicurezza relative ad attivatori hanno evidenziato con maggior frequenza la presenza dei seguenti composti: acido tiofosforico-tris, etilacetato e clorobenzene; acetato di etile e 2,4/2,6 TDI; tricloro-s triazina 2,4, 6–trione; tricloro-s triazina 2,4, 6–trione con etilacetato e isocianati; difenilmetametano diisocianato, acetato di etile; 2-propanone 100%.
E
' stato individuato un attivatore per adesivi (diclorometano e acetato di etile) contenente diclorometano (cloruro di metilene) in percentuale 60-70% (R 40).
Prodotti di finitura
Nell'indagine sono stati riscontrati coloranti, lucidi, appretti, cere a base di cere naturali o sintetiche generalmente a base acquosa.
Rischi per la sicurezza
Dall
'analisi dei dati relativi al fenomeno infortunistico nel comparto calzaturiero, ricavati dai registri degli infortuni delle aziende indagate, emerge che gli infortuni più frequenti sono rappresentati dal contatto delle mani dell'operatore con utensili e parti delle attrezzature durante l'uso.
Rischio chimico (esposizione ai solventi ed alle polveri di cuoio)
Le concentrazioni medie delle polveri sia totali che respirabili sono risultate ampiamente inferiori ai rispettivi TLV-TWA. Fra i GOE (Gruppi Omogenei di Esposizione) individuati quello degli addetti alla fresatura ha evidenziato valori di concentrazione delle polveri totali (1,12 mg/m3), circa tre-quattro volte più elevati rispetto a quelli dei cardatori e smerigliatori (0,28 e 0,29 mg/m3); considerazioni analoghe possono esser svolte per quanto riguarda le polveri respirabili.
Le concentrazioni medie dei singoli solventi aerodispersi sono risultate tutte inferiori ai rispettivi TLV-TWA sia per il GOE 1 (addetti all
'incollaggio) che per il GOE 2 (addetti ad altre attività). Per entrambi i GOE i valori delle Deviazioni Geometriche Standard (DGS) dei singoli solventi evidenziano un elevata variabilità tipica di situazioni complesse quali quelle delle piccole-medie Aziende (composizione delle miscele di solventi nei prodotti, struttura dell'ambiente di lavoro, efficienza/efficacia dei sistemi di prevenzione impiantistica, attività insita nelle mansioni, ecc.).
Dai risultati emerge che per gli addetti all
'incollaggio gli Indici Miscela (IM) risultano per il 72,1 % inferiori al TLV-TWA e solo il 16,6 % inferiore ad 1/10. Per gli addetti ad altre attività l'86,4 % dei degli IM risultano inferiori al TLV-TWA e quelli inferiori ad 1/10 salgono al 56,6 %.
Per il GOE 1, addetti all
'incollaggio, in 11 Aziende su 13 il cicloesano è risultato il solvente critico per eccellenza con rilevanza sul calcolo dell'IM; anche per il GOE 2, addetti ad altre attività, in alcune Aziende il cicloesano si è rivelato il solvente critico per eccellenza (9 valori su 67) con rilevanza sul calcolo dell'IM che raggiunge valori superiori al TLV-TWA.
In 3 Aziende su 13 sono state rilevate concentrazioni di cicloesano ampiamente superiori al rispettivo TLV-TWA per cui diventa fondamentale, ai fini della prevenzione, mantenere sotto controllo la concentrazione dei solventi in generale e del cicloesano in particolare per evitarne la diffusione ambientale ed il relativo interessamento di altri GOE potenzialmente non esposti a solventi (smerigliatori, cardatori, fresatori).
Safety check
Nel documento viene proposto uno strumento per agevolare le imprese del comparto nella redazione del documento di valutazione dei rischi. Le griglie elaborate rappresentano degli strumenti a disposizione per la valutazione dei rischi nelle attività calzaturiere, ritenute particolarmente utili ai fini di supportare in prima istanza la effettiva autovalutazione dei rischi per quei datori di lavoro che possono ricorrere all'autocertificazione (fino al 30 giugno 2012), ma che parimenti possono essere utilizzate anche in situazioni aziendali di maggior dimensioni nelle quali invece vige lobbligo di elaborazione del documento. Le schede per la valutazione dei rischi riguardano i seguenti aspetti:
  • Rischio chimico
    • Rischio cancerogeno e mutageno Sistemi di aspirazione
    • Rischio fisico
    • Ergonomia (MMC e movimenti ripetuti)
  • Macchine.
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