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Scelta e caratteristiche dei facciali filtranti antipolvere

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In tutte le lavorazioni durante le quali i rischi connessi con l’esposizione per via inalatoria a polveri non possono essere evitati o sufficientemente limitati da misure tecniche di prevenzione o da mezzi di protezione collettiva, devono essere impiegati idonei dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie (respiratori). A tal proposito l'INAIL ha pubblicato un factsheet che ci apprestiamo ad analizzare. La EN149+A1:2009 ha introdotto due nuove classificazioni in relazione all’utilizzo del prodotto.
Questa nuova classificazione comporta modifiche e nuovi requisiti prestazionali. I test introdotti hanno in parte lo scopo di dare all’utilizzatore ulteriore fiducia sull’efficacia dei respiratori, assicurando una protezione delle vie respiratorie continuata anche in ambienti particolarmente impegnativi. Inoltre, per i respiratori classificati secondo le nuove regole come “riutilizzabili”, di poter ripetere la pulizia, la conservazione e il riutilizzo tra i turni. La norma, pertanto, ha introdotto la differenziazione tra facciale filtrante monouso e facciale filtrante riutilizzabile (per più turni di lavoro).
Per identificarne la classificazione sul prodotto, si utilizzano le seguenti marcature:
  • “NR” per facciali non riutilizzabili;
  • “R” per facciali utilizzabili per più di un turno di lavoro.
I facciali filtranti, a seconda della classe, offrono livelli di protezione (FPO, Fattore di Protezione Operativo) diversi. La scelta del respiratore adeguato al livello di rischio pre- sente può essere effettuata secondo il metodo descrit- to nella “Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie” (Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2 maggio 2001) che utilizza i FPO e i valori delle concentrazioni ambien- tali dell’inquinante. Qualora non fosse temporaneamente possibile misurare la concentrazione della polvere aero- dispersa, né fosse possibile fare riferimento a dati ripor- tati in letteratura per analoghe situazioni lavorative, il livello di protezione minimo da utilizzare corrisponde a quello offerto da un
  • facciale filtrante FFP1 per gli inquinanti con TLV = 10 mg/m3;
    • facciale filtrante FFP2 per gli inquinanti con TLV maggiore di 0,1 mg/m3 e minore di 10 mg/m3;
    • facciale filtrante FFP3 per gli inquinanti con TLV minore o uguale a 0,1 mg/m3.
dove TLV (Threshold Limit Value) indica il valore limite di soglia.
Nell'ultima parte della pubblicazione "SPECIFICHE PRECAUZIONI E RACCOMANDAZIONI NELL’USO" viene brevemente esaminato il funzionamento dei facciali filtranti a partire dalla presenza dell'inquinante all'interno del facciale per finire alla necessità per l'operatore di leggere il foglio illustrativo che accompagna il facciale prima di procedere ad indossarlo.
In conclusione, a mio parere, l'INAIL poteva fare sicuramente molto ma molto di più fornendo all'utilizzatore una guida completa e senza gli inutili rimandi che sono solo molto dispersivi.

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