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Risultati commissione parlamentare infortuni sul lavoro

senato
Sono stati pubblicati i risultati dell'attività svolta dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche". Sebbene il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia abbia mostrato negli ultimi anni un trend decrescente, il che rappresenta un segnale certamente positivo, i numeri restano tuttavia ancora troppo elevati ed inaccettabili per un paese civile. Occorre quindi intensificare ulteriormente gli sforzi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno che, come rilevato anche nelle precedenti relazioni intermedie, devono concentrarsi su tre direttrici fondamentali:
  • la formazione/informazione dei lavoratori e delle imprese
  • i controlli sull’applicazione delle norme
  • il coordinamento fra tutti i soggetti sociali ed istituzionali competenti.
I dati INAIL mostrano per il 2010 un andamento degli infortuni sul lavoro ancora in diminuzione dopo il forte calo registrato nell’anno precedente. Con 775.000 denunce pervenute – 15.000 in meno rispetto al 2009 – si è avuta una diminuzione (sia pure più contenuta) dell’1,9 per cento degli infortuni. Da segnalare è anche il risultato sul versante degli incidenti mortali che, per la prima volta nella storia della Repubblica, scendono sotto la soglia simbolica dei mille casi, passando dai 1.053 del 2009 ai 9739 del 2010, con una riduzione del 7,6 per cento. Per quanto riguarda i casi mortali, il triste primato spetta alle costruzioni dove nel 2010, pur in forte diminuzione rispetto al 2009, si sono avuti comunque 32 decessi, a fronte dei 22 in agricoltura e dei 21 nei tra- sporti.
Per quanto riguarda le malattie professionali, anche nel 2010 si è avuto un record delle denunce, superando il livello già assai elevato dell’anno precedente: si è infatti passati dai 34.750 casi del 2009 ai 42.350 del 2010, con un incremento del 22 per cento.
La crescita del fenomeno, osservata già da alcuni anni, si è fatta nell’ultimo biennio particolarmente alta, ma si tratta in realtà di un fatto positivo. Da sempre l’INAIL, le parti sociali e i medici del lavoro consideravano quello delle malattie professionali un fenomeno sottostimato, una parte rilevante del quale non riusciva a emergere, dando luogo alle cosiddette malattie «nascoste» o «perdute». L’aggiornamento dell’elenco delle tecnopatie con il decreto ministeriale del 9 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 21 luglio 2008, ha invece introdotto la presunzione legale d’origine per molte patologie, in particolare per le malattie muscolo-scheletriche causate da sovraccarico biomeccanico (ormai anche in Italia come in Europa la prima causa di malattia professionale). Tra le tecnopatie, anche nel 2010 le più numerose sono state le malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee, dovute prevalentemente a sovraccarico biomeccanico: da sole, con quasi 26.000 denunce nel 2010, rappresentano circa il 60 per cento del totale. Le affezioni dei dischi intervertebrali (oltre 9.000 denunce) e tendiniti (più di 8.000) sono invece le patologie più frequenti: più che raddoppiate negli ultimi cinque anni. Tuttora molto diffuse si confermano le ipoacusie da rumore: quasi 6.300 denunce nel 2010 (circa 600 casi in più rispetto all’anno precedente). Un cenno particolare meritano le patologie da amianto, passate a 2.300 denunce nel 2010, con una crescita del 7 per cento rispetto al 2009. Si conferma cos`ı il trend crescente degli ultimi anni, causato anche dai lunghi periodi di latenza pari, come nel caso del mesotelioma, anche a 40 anni col picco di manifestazione stimato intorno al 2025. Circa 300 infine i casi denunciati di silicosi nell’ultimo quinquennio, con una certa variabilità negli anni.
Per quanto riguarda il problema relativo alle morti nel settore agricolo, dovuti in gran parte all'utilizzo di macchinari obsoleti, è emersa chiaramente la necessità di misure incisive, anche di tipo normativo, che rendano obbligatori gli adeguamenti delle macchine, i controlli e che sanciscano precisi requisiti di età e di capacità per gli operatori che usano le macchine stesse, al fine di ridurre l’alto numero di incidenti. Nelle campagne, infatti, molte macchine sono spesso condotte da persone anziane, ormai in pensione, o da lavoratori occasionali (cosiddetti «hobbisti») che svolgono normalmente altre attività e lavorano nei campi solo nel tempo libero. Si tratta comunque di soggetti che probabilmente non avrebbero, per l’età avanzata o per la mancanza di esperienza, caratteristiche idonee a usare quelle macchine. In questo senso fondamentale appare il coinvolgimento delle istituzioni, non solo centrali ma soprattutto regionali, in quanto specificamente preposte al governo dei territori locali. La Commissione d’inchiesta ha, inoltre, messo a punto una specifica proposta normativa da sottoporre agli organismi della Comunità europea. Il testo si pone come una «misura quadro» che non mira quindi a introdurre nuove agevolazioni o a mobilitare nuove risorse, ma bensì intende disegnare un regime giuridico che permetta di non considerare aiuti di Stato (e come tali soggette ai relativi limiti di utilizzo) tutte le agevolazioni finalizzate a elevare il livello di sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro, migliorandone le dotazioni e aggiornandone i requisiti rispetto all’evoluzione delle tecnologie di prevenzione e di protezione.
Nella seconda parte l'attenzione sarà focalizzata, tra l'altro, sulla qualificazione dei formatori per la sicurezza.

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