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Prevenzione: sviluppo competenze non tecniche (NTS)

competenza
Gli infortuni sono il risultato di comportamenti non sicuri degli individui, la prevenzione si deve concentrare sull’individuazione di specifici comportamenti, avendo l’obbiettivo di cambiarli una volta osservati e monitorati.
I fautori dell'approccio comportamentista asseriscono di agire sul rinforzo dei comportamenti di sicurezza (non sulla punizione dei comportamenti insicuri) e che da ciò consegue la riduzione dei comportamenti insicuri.
Il rinforzo positivo costituisce il cuore di questo approccio e si fonda sul Condizionamento Operante: ogni volta che un comportamento viene seguito da stimoli positivi tende a ripetersi. L’analisi del comportamento viene condotta in relazione a fenomeni esterni direttamente osservabili al fine di controllare quelle condizioni che “determinano” il comportamento.
I limiti di tale tipo di approccio sono:
  • l’attenzione è focalizzata unicamente sulla gestione del comportamento umano puntando su processi di stimolo-risposta. Nell’approccio comportamentista si perdono di vista l’importanza delle dinamiche legate alla percezione del rischio, all’attribuzione di significato, alle capacità decisionali delle persone, ai fattori di gruppo (inter-intra), ai fattori istituzionali ed ai fattori culturali
  • non comprende i comportamenti devianti dovuti a cause non motivazionali (a esempio gli errori).
    • che cosa succede quando si necessita di comportamento alternativi a quelli appresi?
    • il lavoratore deve saper riconoscere le situazioni anomale e intervenire con intelligenza e iniziativa nei casi di emergenza, e per fare ciò occorrono altre competenze (NTS).
    • non tiene conto di paradigmi che meglio spiegano la realtà e lo scenario attuale (paradigma della complessità, paradigma sistemico)
  • apprendere un comportamento non protegge dall’incertezza e dall’imprevedibilità di un ambiente per definizione non stabile. Anche in questo caso occorrono altre competenze (creatività, decision making, supporto sociale, e altre NTS).
IL TEST DI SOSTITUZIONE
Dopo un infortunio, chiediamoci: “se al posto di questa persona, ce ne fosse stata un'altra, l'evento avrebbe avuto meno possibilità di verificarsi?”
Se la risposta è no, allora anche in presenza di un fattore causale di “comportamento umano”, occorre cercare le cause dell'evento anche nel sistema socio-tecnico.
Il "comportamento umano" quindi può generare, con particolare riferimento alla sicurezza del lavoro:
azioni sicure
errori (non intenzionali)
violazioni (intenzionali).
Il metodo BBS (Behavior-Based Safety) permette di eliminare le violazioni insegnando a fare le cose giuste, ma non evita gli eventuali errori dovuti a situazioni particolari che non possono essere insegnate e che non sempre fanno parte del bagaglio dell'esperienza.
In questa fase interviene la dinamica dei processi cognitivi che permette di affrontare le situazioni anomale nel modo migliore.
I processi cognitivi, specificatamente quelli della coscienza, ci consentono di capire come funziona la nostra mente; si distinguono in:
Percezione: questo coinvolge il processo cognitivo della percezione; nel momento in cui avverti ciò che sta accadendo, identifichi le forme che stai osservando a ciò che normalmente ti aspetti di osservare in una situazione simile.
Attenzione: quando l’evento non coincide più con le tue aspettative diventi più attento, cominci a recepire attivamente ciò che sta succedendo.
Pensiero: implica l’elaborazione di ciò che si è appena verificato.
Memoria: permette di ricordare; la memoria entra in gioco quando immagazzini nella tua mente ciò che è accaduto e le interpretazioni che ne hai dato.
Linguaggio: il racconto implica l’uso del linguaggio.
Apprendimento: quando il conoscere è il risultato dell’elaborazione di ciò che ti è accaduto prima.
Perché avvenga una percezione è importante che i nostri sensi raccolgano delle informazioni e successivamente che il nostro cervello rielabori quelle informazioni attribuendo loro un significato. A differenza della sensazione, la percezione è selettiva, costruttiva e interpretativa come possiamo dimostrare esaminando la tua percezione della litografia di Escher (palazzo con cascata). Infatti la percezione non dipende interamente dalle informazioni che provengono dai sensi; essa è modificata dalle aspettative, speranze, paure bisogni e memorie che costituiscono il nostro mondo interiore. I sensi fanno il loro lavoro preliminare ma è il cervello a dire l’ultima parola.

escher_waterfall
Per quanto limitata dai sensi, la capacità percettiva esiste fin dalla nascita; questa però viene alimentata dagli apprendimenti e presto gli stimoli vengono interpretati anche in base alle esperienze.
E’ stata la scuola della Gestalt ad indicare l’esistenza di principi o leggi in base a cui le percezioni si organizzano in unità coerenti e regolari:

  • il nostro cervello tende a staccare le figure da uno sfondo; quando questa distinzione per qualche motivo non è chiara, il nostro cervello ha difficoltà ad attribuire un significato a ciò che i nostri occhi stanno vedendo;
  • il principio della chiusura basato sul fatto che in nostro cervello tende a completare le figure o i suoni, a dare a essi un contorno semplice e concreto;
  • il principio della buona continuazione che denota la prevedibilità o semplicità;
  • il principio della prossimità evidenzia come il nostro cervello tenda a raggruppare in una stessa configurazione gli elementi che sono vicini;
  • il principio della similarità ci porta a raggruppare più facilmente insieme elementi che presentano delle caratteristiche simili;
  • il principio degli assi di simmetria che ci permette di avere un’interpretazione di ciò che vediamo, tocchiamo, udiamo, gustiamo o odoriamo, sulla base di buone forme.
NTS_1
Gli errori di tipo skill based sono quelli dovuti a disattenzione, che si presentano soprattutto nel caso di operatori che abbiamo una buona esperienza nello specifico campo di lavoro, e che quindi nello svolgerlo ricadono in modalità di abitudine, diminuendo l’impegno mentale.
Gli errori di tipo
rule based (dovuti alle regole) sono invece riferibili ad applicazione di procedure corrette nel momento sbagliato, o a scelta di procedure non adeguate alla situazione.
Gli errori di tipo
knowledge based sono dovuti a incompleta conoscenza della situazione, e quindi alla difficoltà di trovare le soluzioni ottimali. Gli errori dovuti a disattenzione (slips) o di conoscenza (lapses) sono errori che scaturiscono da azioni involontarie, mentre gli errori basati sulle regole (mistakes) scaturiscono da una cosciente applicazione di una regola, che risulta non corretta per la situazione specifica.
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Nella prossima parte si cercherà di analizzare come si acquisiscono le competenze mentali (le relazioni tra eventi) e cognitive (come si percepisce, si valuta e si decide).
(Parte dell'articolo è stato tratto da Puntosicuro)

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