You are safer with us

Acconciatori e centri estetici - Seconda parte

centriest_1
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DECRETO 12 maggio 2011, n. 110 "Regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attivita' di estetista."
Si attendeva da 21 anni e con l'estate è arrivato il decreto interministeriale (ministero dello Sviluppo economico e ministero della Salute) che rivoluziona i centri estetici sia per gli utenti che per gli stessi operatori. Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 luglio, è entrato in vigore il 30 luglio. Da adesso, dunque, i centri di bellezza dovranno adeguarsi alle direttive stabilite: macchinari, procedure, nuove regole e raccomandazioni per chi decide di fare impresa in questo settore.
Lavorare in sicurezza
Nella attività di parrucchiere l’adozione di alcune elementari norme prevenzionali determina una significativa riduzione dei rischi. Queste misure generali di prevenzione riguardano sia la persona che l’ambiente di lavoro.
Particolare rilievo rivestono:
  • la conoscenza della composizione dei prodotti utilizzati e della modalità d’impiego riportate nell’etichetta o nel foglio di istruzioni allegato;
  • la cura e la protezione delle mani;
  • i requisiti igienico ambientali dei locali di lavoro.
Come leggere l’etichetta o il foglio di istruzioni
Per poter seguire le avvertenze segnalate ed evitare una modalità d’impiego errata occorre leggere attentamente l’etichetta o il foglietto illustrativo che accompagna il prodotto. Oltre all’elenco degli ingredienti, riportati secondo una denominazione comune concordata a livello internazionale, bisogna porre particolare attenzione anche alle AVVERTENZE.
Cura e protezione delle mani
Nell’attività di parrucchiere le mani costituiscono la parte del corpo più vulnerabile ed è importante mettere in atto una serie di misure preventive per salvaguardarne l’integrità.
Non è soltanto il contatto con i prodotti a costituire una possibile fonte di pericolo; la stessa esposizione continua all’acqua, ad esempio, associata all’uso di saponi e shampoo, determina una diminuzione del potere protettivo della cute favorendo la formazione di microlesioni e screpolature.
Per ovviare a ciò, il mantenimento della necessaria idratazione può essere favorito dall’uso regolare di una crema da notte così come la stessa applicazione di creme protettive può concorrere a ripristinare il velo idrolipidico che protegge lo strato esterno della pelle.
Oltre all’applicazione di creme protettive e nutrienti è importante lavarsi con saponi neutri dopo l’impiego di qualunque prodotto e, soprattutto, asciugare accuratamente le mani utilizzando materiale pulito ed asciutto.
Si consiglia di evitare di indossare anelli o bracciali che tendono a trattenere acqua ed impediscono di asciugare completamente le mani.
In ogni caso la misura primaria da mettere in atto per la protezione delle mani rimane l’uso di guanti.
I guanti devono essere integri ed il loro utilizzo limitato alla operazione che ne richiede l’impiego, in particolar modo vanno utilizzati durante le fasi di colorazione, decolorazione o del trattamento per permanenti.
Nel caso di dermatiti l’uso di guanti è raccomandato anche nella fase del lavaggio dei capelli.
Per avere una maggior superficie protetta si consiglia l’uso di guanti alti fino a coprire l’avambraccio.
È importante che né acqua né altri prodotti entrino all’interno dei guanti e che questi siano indossati solo su mani pulite ed asciutte e sostituiti in caso di rottura.
I requisiti igienico ambientali dei locali di lavoro
I pavimenti e le pareti, fino all'altezza di almeno 2 m, devono essere rivestiti di materiale impermeabile e lavabile, che ne consentono la pulizia e la disinfezione; i pavimenti non devono presentare protuberanze, cavità o piani inclinati, devono essere stabili ed antisdrucciolevoli.
Nei locali di lavoro devono essere collocati lavandini fissi in maiolica o materiale similare, con acqua corrente e potabile calda e fredda, dotati di sistema per lo smaltimento delle acque reflue.
L'arredo dei locali deve essere tale da permettere una completa pulizia giornaliera ed una accurata disinfezione dei mobili e delle attrezzature di servizio
Per la pulizia del pavimento sarebbe opportuno utilizzare possibilmente un aspirapolvere, oppure spazzare adoperando uno straccio umido
(quotidianamente); evitare l'utilizzo della scopa.
Lavare il pavimento con acqua tiepida e detergente, risciacquare con cura (quotidianamente).
Inoltre i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano una illuminazione artificiale adeguata.
Adeguata all’organismo umano deve essere anche la temperatura dei locali ed i lavoratori devono disporre di aria salubre in quantità sufficiente ottenendola anche con impianti di aerazione, evitando l’esposizione a correnti d’aria fastidiose.
Come abbiamo visto, le fasi di miscelazione dei prodotti per la decolorazione o la tintura, nonché la loro applicazione o l’applicazione di prodotti per permanenti, possono costituire il momento più critico di diffusione di inquinanti chimici. Aver cura di aerare adeguatamente il locale è, pertanto, una regola da rispettare.
Ventilazione dei locali
La ventilazione del locale sarà adeguata se sarà in grado di sostituire l’aria contaminata con aria fresca esterna, in caso opportunamente filtrata, e di creare un grado di umidità nell’ambiente né eccessivo né troppo scarso.
I requisiti di ventilazione naturale prevedono un rapporto minimo tra le superfici apribili direttamente comunicanti con l’esterno (porte, finestre ecc.), e la superficie in pianta del locale. Tale rapporto dipende dalle disposizioni dei regolamenti di igiene comunali ed in genere equivale a 1/8. Qualora tali requisiti non sussistano occorrerà ricorrere a sistemi equivalenti di ventilazione forzata.
Per valutare la misura della ventilazione e del movimento dell’aria necessari, bisogna tener conto quantomeno della dimensione del locale, del numero degli occupanti e della loro attività, degli apporti di calore dovuti ad apparecchiature e a radiazioni solari, dell’umidità relativa, della temperatura dell’aria esterna e della sua escursione. Sulla base di questi fattori si potranno stabilire le portate necessarie per la ventilazione.
In molti casi basterà tenere conto dei valori di ricambi d’aria raccomandati, previsti in apposite tabelle, per il rinnovo dell’aria in specifici ambienti di lavoro. Ad esempio, nel caso di impianto di ventilazione, la norma UNI 10339 fornisce indicazioni relative ai m3 di aria necessari ogni ora per mantenere il benessere delle persone. Dai parametri forniti nella norma, in base ai metri cubi di aria per ora indicati per una attività quale quella di barbiere o salone di bellezza ed all’indice di affollamento (numero di persone per metro quadrato), si può calcolare un numero di ricambi d’aria pari a 3,4 ogni ora.
Anche la disposizione delle postazioni riservate alle singole attività incide sulle condizioni di lavoro.
È importante dedicare alle fasi di preparazione delle tinture o dei decoloranti un’area separata dal resto del locale in modo da evitare dispersioni nell’ambiente circostante. L’utilizzo di una adeguata cappa aspirante in tale area contribuisce a ridurre l’esposizione agli eventuali agenti chimici aerodispersi. Per la stessa ragione si raccomanda la sostituzione dei prodotti in polvere con prodotti in crema o liquidi in tutti i casi in cui ciò sia possibile.
I locali di lavoro, così come ogni altro ambiente lavorativo, sono soggetti a manutenzione e pulizia generale. Nell’attività di parrucchiere l’impiego di sostanze che, anche in ridotte quantità, possono avere potere sensibilizzante, sia per contatto cutaneo che per inalazione, rende le operazioni di pulizia particolarmente importanti e da effettuare con la massima cura.
In particolare ricordare che:
  • dopo ogni applicazione occorre lavare accuratamente con acqua i recipienti in cui sono state preparate la tintura o le altre soluzioni, gli utensili impiegati, i rubinetti, i lavabi, i piani di lavoro, i carrelli, ecc.;
  • è necessario lavare e disinfettare dopo ogni uso le forbici, i rasoi e tutti i materiali metallici utilizzati;
  • è importante raccogliere immediatamente con un panno umido i residui di polvere ossidante;
  • bisogna lavare quotidianamente gli arredi e gli ambienti di lavoro (sarebbe opportuno avere dei piani di lavoro lisci e pavimenti tali che il mantenimento della pulizia sia reso più facile);
  • è sempre necessario pulire, lavare ed asciugare accuratamente a fine giornata i pettini, le spazzole e gli altri strumenti di lavoro;
  • gli asciugamani, le mantelle e i camici devono essere cambiati per ogni cliente, eventualmente utilizzando anche materiale “usa e getta”;
  • è importante adottare camici da lavoro e mantenerli puliti.
Anche il “non fumare” ed il “non mangiare e non bere” nel luogo di lavoro sono due importanti regole di buona pratica volte ad impedire la possibilità di introdurre nell’organismo, insieme al fumo o al cibo, tracce di prodotti eventualmente presenti nell’ambiente di lavoro o sulle mani.
La sorveglianza sanitaria
Nei casi in cui dalla valutazione del rischio, effettuata tenendo conto delle considerazioni esposte, emerga l’obbligo della sorveglianza sanitaria questa viene effettuata dal medico competente con accertamenti preventivi e periodici.
Gli accertamenti preventivi sono intesi a verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro al quale i soggetti sono destinati; essi comprendono esami clinici ed indagini diagnostiche, in relazione ai rischi professionali, ritenuti necessari dal medico competente.
Gli accertamenti periodici vengono effettuati di norma una volta all’anno, o con periodicità diversa stabilita di volta in volta dal medico, per controllare, nel tempo, lo stato di salute del lavoratore e confermare o meno l’idoneità a svolgere la mansione specifica.
Il medico ha, inoltre, il compito di spiegare al lavoratore il significato degli accertamenti sanitari e la necessità dell’effettuazione degli stessi ed è tenuto, in caso di richiesta da parte del lavoratore stesso, a fornirgli copia della documentazione sanitaria.
Viene predisposta, da parte del medico competente, per ogni singolo lavoratore, una cartella “sanitaria e di rischio” nella quale vengono registrati, ed aggiornati periodicamente, sia i dati sanitari sia i dati relativi all’esposizione al rischio. La cartella viene custodita dal datore di lavoro che ha anche l’obbligo di salvaguardare il segreto professionale dei dati in essa contenuti.
Al momento della cessazione del rapporto di lavoro il medico competente effettua un’ultima visita nel corso della quale vengono fornite al lavoratore informazioni sull’eventuale necessità di ulteriori accertamenti da effettuare.
(Fonte: INAIL)
Contattaci per richiederci la VRD (Valutazione del Rischio a Distanza).
Prima parte.
blog comments powered by Disqus