You are safer with us

Fibre Artificiali Vetrose (FAV) - Parte prima

fav1
La Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità - ha approvato e pubblicato le Linee guida per la bonifica di manufatti in posa contenenti fibre vetrose artificiali.
Le linee guida sono finalizzate a:
  • diffondere le conoscenze delle varie tipologie di fibre vetrose artificiali in posa con particolare riferimento ai rischi a loro connessi che sono emersi e riportati dalla letteratura scientifica;
  • orientare sulle modalità operative dei lavori di bonifica di manufatti in posa contenti fibre vetrose artificiali ai fini di tutela della salute dei lavoratori e della popolazione;
  • orientare i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e le Unità Organizzative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) alla promozione di percorsi preventivi che coinvolgano le figure aziendali per la gestione corretta dei principali problemi evidenziati.
Nell’ambito delle politiche per la prevenzione della salute dei lavoratori e della popolazione, Regione Lombardia – D.G. Sanità con la d.g.r. 2 aprile 2008, n. VIII/6918 “Piano regionale 2008-2010 per la promozione della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro” ha individuato quali azioni qualificanti per il raggiungimento degli obiettivi strategici l’elaborazione di linee guida per la riduzione di rischi specifici.
Per gli aspetti controversi del passato e al fine di armonizzare le modalità operative basate su evidenze scientifiche, si è ritenuto opportuno elaborare linee guida finalizzate alla riduzione del rischio da esposizione a fibre artificiali vetrose (FAV) durante le attività di bonifica di manufatti già in posa e che pertanto sono da considerarsi rifiuto.
Le linee guida, quindi, non prendono in considerazione le esposizioni legate alle fasi produttive delle fibre artificiali vetrose e del loro eventuale smaltimento/recupero e alla posa dei manufatti che le contengono.
Il documento è rivolto alle imprese che effettuano interventi di bonifica di manufatti contenenti fibre artificiali vetrose, nonché agli organi di controllo a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e della popolazione.
Ci proponiamo di analizzare le suddette linee guida nei due argomenti di maggior rilievo:
  • etichettatura
  • procedure per le attività di rimozione.
Le attività di rimozione saranno analizzate successivamente.

Etichettatura
La Direttiva 97/69/CE effettua una suddivisione delle FAV, sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche, in due macro categorie :
1) fibre ceramiche refrattarie (FCR), fibre per scopi speciali, [fibre artificiali vetrose con orientamento casuale, con un tenore di ossidi alcalini e alcalino- terrosi pari o inferiore al 18% in peso] numero della sostanza 650- 017-00-8;
2) lane [fibre artificiali vetrose con orientamento casuale, con un tenore di ossidi alcalini e alcalino-terrosi superiore al 18% in peso] numero della sostanza 650-016-00-2.

E’ con l’emanazione delle Direttive 97/69/CE e 2009/2/CE riguardanti rispettivamente il XXIII° e il XXXI° adeguamento al processo tecnico della “Direttiva 67/548/CEE concernente il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose” che vengono introdotti elementi di distinzione, in relazione alla loro pericolosità, tra le varie FAV presenti sul mercato.
In particolare, alla classificazione armonizzata delle fibre artificiali vetrose sono state aggiunte le note Q ed R.

fav2
Classificazione ed etichettatura delle FAV ai sensi della Direttiva 67/548/CEE

Come si può facilmente notare è stata eliminata la frase R38 - Irritante per la pelle:

  • le fibre ceramiche refrattarie esonerate dalla categoria 2 (soddisfano la nota R) e le lane (vetro, roccia, scoria) esonerate dalla categoria 3 (soddisfano la nota R o la nota Q) devono riportare solo i consigli di prudenza.
Il Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Regolamento CLP) sostituisce, con un periodo di transizione, le Direttive 67/548/CEE (DSD – Dangerous Substances Directive) e 1999/45/CE (DPD – Dangerous Preparation Directive) sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose ed è in vigore dal 1° dicembre 2010.
L’entrata in vigore del Regolamento CLP ha prodotto come effetto immediato
l’abrogazione dell’Allegato I - relativo alla classificazione armonizzata delle sostanze pericolose - della Direttiva 67/548/CEE (DSD) e la sua sostituzione con l’Allegato VI del nuovo Regolamento.
Le nuove classificazioni ed etichettature armonizzate previste per le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) sono riassunte nella tabella seguente secondo i criteri del CLP; tale classificazione sarà abbinata, fino al 1 giugno 2015, alla classificazione armonizzata secondo i criteri della Direttiva 67/548/CEE.

fav3
fav4
fav5
fav6
Classificazione ed etichettatura FAV ai sensi dell’All. VI Reg. (CE) 1272/2008

Nota A: Il nome della sostanza deve figurare in etichetta sotto una delle denominazioni di cui all'Allegato 1. In detto allegato e' talvolta usata la denominazione generale: "composti di ..." "sali di ..."; per cui chi immette sul mercato la sostanza deve precisare in etichetta il nome esatto tenendo conto del capitolo nomenclatura della prefazione". Le fibre non hanno un nome chimico e quindi devono essere indicate con un nome specifico che le descriva sufficientemente; nel caso ad esempio di una lana minerale bisogna specificare se si tratta di lana di vetro, roccia, scoria o altro. Non e' obbligatorio riportare in etichetta quanto nel decreto ministeriale 1o settembre 1998 e' definito tra parentesi quadre per le denominazioni di entrambe le voci (rispettivamente alle pagine 18 e 20 della Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 1998); tuttavia tali indicazioni possono essere riportate come ulteriore specificazione.

Nota Q: la classificazione “cancerogeno” non si applica se è possibile dimostrare che la sostanza in questione rispetta una delle seguenti condizioni:
a) una prova di persistenza biologica a breve termine mediante inalazione ha mostrato che le fibre di lunghezza superiore a 20 %mum presentano un tempo di dimezzamento ponderato inferiore a 10 giorni; oppure
b) una prova di persistenza biologica a breve termine mediante instillazione intratracheale ha mostrato che le fibre di lunghezza superiore a 20 &mum presentano un tempo di dimezzamento ponderato inferiore a 40 giorni; oppure
c) una adeguata prova intraperitoneale non ha rivelato un’eccessiva cancerogenicità; oppure
d) una prova di inalazione appropriata a lungo termine ha portato alla conclusione che non ci sono effetti patogeni significativi o alterazioni neoplastiche.

Nota R: la classificazione “cancerogeno” non si applica alle fibre il cui diametro geometrico medio ponderato rispetto alla lunghezza meno due errori standard risulti maggiore di 6 &mum.

Parte seconda.

blog comments powered by Disqus