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DoRS: Centro Documentazione Promozione Salute

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Il sistema di sorveglianza sugli infortuni mortali in Piemonte, è ormai attivo dal 2003 e dal 2005 ha consolidato l’attività di monitoraggio continuo dei casi di infortunio mortale indagati dai Servizi PreSAL delle ASL della Regione Piemonte. L’attività si colloca all’interno del sistema di sorveglianza nazionale che negli ultimi anni ha sviluppato diverse azioni.
Le informazioni sulle dinamiche infortunistiche, storicamente trattate per fini assicurativi e di giustizia, sono ancora utilizzate solo occasionalmente per migliorare la conoscenza complessiva degli infortuni da lavoro da parte dei soggetti della prevenzione, sia in ambito aziendale (RSPP, RLS, Datori di Lavoro) che in ambito pubblico (ove operano, tra gli altri, gli operatori che agiscono nei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro).
L’attività svolta nell’ambito del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali attivo in Piemonte dal 2003, ha consentito la ricostruzione di 379 incidenti con esito mortale in agricoltura avvenuti tra gli anni 2002 e 2010. La ricostruzione dei 92 casi attraverso il metodo “Sbagliando s’impara” ha consentito l’individuazione di 172 fattori, 136 dei quali classificati come determinanti e 36 come modulatori.
Un ulteriore attributo di determinanti e modulatori è il “problema di sicurezza” che spiega il motivo per cui il fattore sotto esame è stato considerato dall’analista come elemento rilevante ai fini della dinamica infortunistica; i relativi sistemi di classificazione sono specifici per ogni tipo di asse. Tra gli 88 fattori individuati come “attività infortunato”, ben 66 sono collegati a errori di procedura imputabili a operazioni di lavoro ritenute scorrette ma che costituivano una prassi lavorativa.

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le prassi ritenute errate che ricorrono più frequentemente nelle descrizioni delle dinamiche infortunistiche:

  • abbattimento delle piante con modalità scorrette in relazione sia all’esecuzione del taglio del tronco sia al rispetto delle distanze di sicurezza;
    • uso improprio di scale durante operazioni di potatura;
  • accesso a parti in quota senza l’adozione di adeguate misure di protezione,
    • collettive e individuali, contro la caduta;
    • svolgimento di operazioni in prossimità di linee ad alta tensione;
    • avvicinamento ad animali senza le dovute cautele.
Nella tabella seguente sono riportate le tipologie delle attrezzature che sono state coinvolte in incidenti mortali.

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Nella tabella seguente, invece, sono riportati i determinanti ed i modulatori dell’asse “utensili, macchine, impianti suddivisi sulla base dei relativi problemi di sicurezza.

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La disponibilità della descrizione della dinamica permette di svolgere un ulteriore approfondimento ossia valutare l’efficacia ai fini di evitare l’incidente di un’ipotetica azione ispettiva sul posto di lavoro attuata il giorno antecedente l’infortunio mortale. Poiché, una valutazione simile ha già riguardato gli infortuni mortali del comparto costruzioni, si sono riformulati i criteri esplicitati in quell’occasione, adattandoli al settore agricoltura. Sono stati considerati non prevenibili:

  • gli infortuni derivanti da comportamenti scorretti dell’infortunato e/o di terzi messi in atto in prossimità del momento dell’incidente oppure imprevedibili (perdite di controllo di mezzi, caduta di un albero sull’infortunato spostatosi improvvisamente);
  • gli infortuni occorsi durante lo svolgimento di lavorazioni iniziate da poco tempo o di breve durata;
La precedente affermazione si espone a non poche critiche in quanto:
  • è necessario intervenire sui comportamenti delle persone per ridurre gli infortuni;
  • è necessario attrezzarsi sempre prima dell'inizio dell'attività e, pertanto, non ha alcuna importanza la sua durata.
Viceversa, sono stati considerati prevenibili con l’azione di vigilanza mediante sopralluogo:
  • gli infortuni derivanti da inidoneità di macchine, automezzi e attrezzature in genere (assenza delle cinture di sicurezza o del sistema antiribaltamento);
    • gli infortuni derivanti da cadute dall’alto in mancanza o inadeguatezza di protezioni collettive e/o personali (cadute da solai privi di parapetto, cadute da impianti senza l’ausilio di imbracature);
    • gli infortuni derivanti da lavori ripetuti nei pressi di linee elettriche a conduttore nudo;
    • lavori effettuati su superfici o strutture di cui è riconoscibile il possibile cedimento (manutenzione o rimozione di coperture in fibro-cemento).
Per consultare il documento clicca qui.

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