You are safer with us

Sicurezza in falegnameria

taglieri su misura 001
Il lavoro artigianale è frutto di un lavoro particolare ed è una attività fra le più intense in quanto ricollegabile ad una tecnologia adeguata e ad una abilità manuale particolare; si devono sposare una ricerca avanzata ed una tradizione giungendo ad una perfetta coniugazione tra innovazione e ripetizione di moduli arcaici.
Riferendoci all’attività di un falegname artigiano, dell’intero ciclo produttivo del legno sorvoliamo il passaggio iniziale dalla “raccolta” della materia prima, al taglio, alla scortecciatura, alla segagione delle grosse tavole, all’essiccazione e stagionatura, e prendiamo in considerazione quelle attività specifiche e proprie dell’artigiano come evidenziate nella freccia grigia della rappresentazione sottostante in cui vengono descritte le diverse attività collegate alla lavorazione del legno.
Tali specifiche attività possono esser sintetizzate in pochi passaggi che sono:
    • incollaggio
    • scartatura e levigatura
    • verniciatura
    Queste attività sono così raggruppate in quanto passaggi obbligati della lavorazione artigianale ed a tale attività ricollegheremo, in senso generale, i fattori di rischio con le conseguenze dannose mentre, in maniera più particolare, successivamente descriveremo sia gli infortuni che le malattie professionali ricollegabili a tali rischi.
    Per un utilizzo sicuro della sega circolare è bene utilizzare, ad esempio:
    • il coltello divisore: “previene il rifiuto e la proiezione del pezzo contro l’operatore impedendo il contatto del pezzo con la parte posteriore/montante della lama”. Questo contatto può verificarsi in diverse situazioni (ad esempio nel caso di “taglio longitudinale di tavole in legno massello”, nel “caso di taglio alla guida di pannelli, o comunque pezzi corti e larghi, se il pezzo non viene mantenuto perfettamente in squadra”, in “presenza di pezzi semplicemente appoggiati sul piano di lavoro”, … ). Dunque la macchina “va corredata di una serie di coltelli divisori che devono coprire tutti i possibili diametri di disco sega in dotazione”; 
    • la cuffia di protezione: ne esistono due versioni, una fissata al coltello divisore e l’altra “di tipo sospeso, applicata su un braccio al basamento della macchina, a pavimento, a parete o a soffitto”. Entrambe devono essere “dotate di attacco da collegare all’impianto di aspirazione polveri”.  In particolare la cuffia sospesa presenta alcuni vantaggi rispetto alla cuffia applicata al coltello divisore (vantaggi descritti ampiamente nel documento che vi invitiamo a visionare). Nella scelta della cuffia sospesa è “opportuno indirizzarsi verso cuffie di dimensioni contenute, corrispondenti a quelle delle lame in uso”
    • la guida longitudinale bassa e regolata in posizione arretrata: la guida longitudinale bassa “consente l’utilizzo della cuffia anche nell’esecuzione di tagli stretti. Se regolata in posizione arretrata (a metà circa tra il centro della lama e il dente che attacca la parte più alta del pezzo) si previene il rifiuto del pezzo che può verificarsi anche in caso di allargamento della traccia di taglio. Si evita anche il contatto del legno con la parte posteriore della lama e quindi migliora la qualità del taglio. Inoltre i pezzi tagliati, se piccoli, vengono prelevati più agevolmente”. Senza dimenticare che la “posizione arretrata della guida non pregiudica l’esecuzione rettilinea del taglio, con la sola eccezione di pezzi molto lunghi e pesanti”. Poiché la “maggior parte delle lavorazioni alla sega circolare può essere eseguita con la guida bassa e arretrata, è opportuno che questa sia la conformazione ‘normale’ della macchina”;
    • gli spingitoi: “nelle operazioni di taglio di pezzi di piccole dimensioni, quando è elevato il pericolo di contatto mano-utensile, è sempre possibile l’utilizzo di spingitoi da interporre tra mano e pezzo”. Il documento ricorda che per una corretta esecuzione del lavoro “non è necessario tenere il pezzo direttamente con le mani”. E d’altra parte l’uso degli spingitoi è imposto “dalla stessa presenza della cuffia di protezione, che non consentirebbe la tenuta manuale del pezzo”;
    • la tavola di prolunga del banco: su tutte le macchine è “opportuna la presenza di un supporto per la lavorazione dei pezzi lunghi, altrimenti sporgenti a sbalzo e instabili”. Nella sega circolare “ciò diventa particolarmente importante in quanto, con l’impiego degli spingitoi, il pezzo non viene più tenuto in pressione sul banco ma è semplicemente spinto. Se la macchina non possiede già un banco sufficientemente ampio, occorre predisporre rulliere o idonei elementi di prolunga del piano di lavoro, del tipo in commercio o autocostruiti, per sostenere i pezzi dopo il taglio”.

    Per un approfondimento consultare la pagina
    download.
    blog comments powered by Disqus